Casa Bianca 2024, atteso per stanotte l'annuncio della candidatura di Trump: primo obiettivo riprendersi il partito
dalla nostra inviata Anna Lombardi , dalla nostra inviata Anna LombardiNEW YORK - Provaci ancora, Don. Nonostante la sconfitta al Senato e i risultati della Camera ancora incerti (i rep hanno 217 seggi contro i 205 dem: ancora uno e avranno la maggioranza) l'ex presidente Donald Trump si prepara ad annunciare stasera alle nove (le tre di notte in Italia) la sua terza candidatura alla Casa Bianca: con buona pace di chi gli imputa la débâcle repubblicana di queste elezioni. E agli alleati che lo hanno implorato fino all'ultimo di aspettare almeno il ballottaggio in Georgia per l'ultimo seggio conteso in Senato (ma d'altronde, con la maggioranza alla Camera Alta già assicurata ai dem, ormai importa poco anche quello).
NEW YORK - Provaci ancora, Don. Nonostante la sconfitta al Senato e i risultati della Camera ancora incerti (i rep hanno 217 seggi contro i 205 dem: ancora uno e avranno la maggioranza) l'ex presidente Donald Trump si prepara ad annunciare stasera alle nove (le tre di notte in Italia) la sua terza candidatura alla Casa Bianca: con buona pace di chi gli imputa la débâcle repubblicana di queste elezioni. E agli alleati che lo hanno implorato fino all'ultimo di aspettare almeno il ballottaggio in Georgia per l'ultimo seggio conteso in Senato (ma d'altronde, con la maggioranza alla Camera Alta già assicurata ai dem, ormai importa poco anche quello).
Chi sarà accanto a Trump
Quasi certamente sul palco con lui non ci saranno la figlia maggiore Ivanka e il marito Jared, nonostante The Donald abbia cercato di convincerli durante il matrimonio di Tiffany, sabato scorso (dicono di non volere per il bene dei figli). Dovrebbero invece esserci tutti i candidati vincenti cui lui ha dato l'endorsement: il neo senatore dell'Ohio JD Vance in testa. E ha poi invitato i 168 membri del Comitato Repubblicano: ma di questi non è chiaro quanti si presenteranno.
La squadra del candidato
Per quanto qualcuno sui social ancora ironicamente ipotizzi ipotesi alternative all'annuncio della candidatura ("Annuncerà il menù del nuovo buffet di Mar-a-Lago", scrive uno. "Il ritiro in convento con voto di silenzio", un altro) con la nuova discesa in campo di Trump si apre ufficialmente la campagna presidenziale 2024. E il Washington Post, basandosi su cinque fonti vicine all'ex presidente già anticipà: sarà condotta diversamente da prima. A guidare le operazioni, per dire, non sarà più un solo manager (tanto più che in passato ne ha licenziati in corsa diversi) ma un triunvirato composto - ma si tratta di indiscrezioni e per tali vanno prese - da Chris LaCivita, stratega capo di un super PAC, comitato raccolta fondi, a lui devoto. Poi Susie Wiles, consulente politica della Florida che lo ha aiutato a vincere lo Stato nelle due precedenti gare. E Brian Jack, ex consigliere politico alla Casa Bianca. Staff e budget saranno però ridotti: perché dopo la sconfitta del 2020 Trump lamentò di "aver pagato gente inutile". Col quartier generale trasferito da Washington a Palm Beach.
I sondaggi per il 2024
Se Donald è debole, soprattutto agli occhi del partito e dei donatori, non è però ancora sconfitto. Secondo un sondaggio pubblicato ieri da Politico, se si votasse ora per il candidato Gop del 2024, su Trump punterebbe il 47 per cento dei repubblicani, mentre solo il 33 gli preferirebbe il principale potenziale avversario, Ron DeSantis. Anche se il 65 per cento di quegli stessi intervistati vede male il ritorno in campo. Non tutti i sondaggi sono uguali: sempre ieri ne è apparso uno del conservatore "Club for Growth", secondo cui alle primarie di Iowa e New Hempshire (dove si vota per primi, indirizzando la gara) DeSantis batterebbe Trump di 11 punti. Il problema, nota il New York Times, non è d'altronde la base, a lui ancora legata. Ma moderati e indecisi che all'ultima tornata hanno guardato altrove.
Gli altri candidati repubblicani
Ecco perché la sfida 2024 rischia di essere particolarmente affollata. Sulla carta (nessuno ha ancora ufficializzato) s'ingrossa la schiera dei papabili, pronti a darsi battaglia l'un l'altro. In cima alla lista c'è il solito governatore della Florida De Santis, 44 anni - 32 meno di Trump - l'italoamericano anti immigrati reso fortissimo del successo nel suo Stato. Ma aspira alla Casa Bianca pure Mike Pence, l'ex vicepresidente che rifiutò di cedere alla richiesta di non certificare il voto nel 2020 e fu minacciato di morte dai rivoltosi del 6 gennaio: ha appena pubblicato un libro, So Help Me God, dove accusa il suo ex boss. Si fanno poi i nomi di ex alleati di Trump: l'ex Segretario di stato Mike Pompeo, visto di recente proprio in Iowa e New Hampshire; l'ex ambasciatrice alle Nazioni Unite Nikki Haley, che avrebbe dalla sua l'essere donna di colore e figlia di immigrati; l'ex governatore del New Jersey Chris Christie, oggi fortemente critico. E altri due nomi si sono aggiunti negli ultimi giorni: il governatore pro-armi del Texas Greg Abbott, anche lui trionfatore nel suo Stato, e l'appena rieletto governatore della Georgia Brian Kemp: conservatore fanatico, rifiutò di truccare il risultato del voto a favore di Trump e per quello, ora, è considerato un moderato.