MeToo, Jennifer Siebel Newsom depone contro Weinstein: "Così mi ha stuprata"
di Massimo Basile , di Massimo BasileNEW YORK - Ha raccontato il momento in cui venne violentata in una camera d'albergo, descritto con lucidità ogni dettaglio, come in una autopsia, sottoposta a un controinterrogatorio brutale, e alla fine è scoppiata a piangere. Jennifer Siebel Newsom, 48 anni, regista e moglie del governatore della California Gavin Newsom, ha portato la sua drammatica testimonianza davanti alla corte di Los Angeles dove è imputato l'ex produttore di Hollywood Harvey Weinstein, 70 anni, già condannato a New York a 23 anni di carcere per reati sessuali e stupro.
In questo nuovo processo l'ex capo di Miramax era accusato di undici reati, tra cui quattro stupri e quattro rapporti orali forzati, diventati sette dopo che una donna, la quinta accusatrice, non si è presentata a deporre. Un punto a favore per l'imputato, su cui però pesano le testimonianze disturbanti di quattro donne, che hanno raccontato di violenze…
NEW YORK - Ha raccontato il momento in cui venne violentata in una camera d'albergo, descritto con lucidità ogni dettaglio, come in una autopsia, sottoposta a un controinterrogatorio brutale, e alla fine è scoppiata a piangere. Jennifer Siebel Newsom, 48 anni, regista e moglie del governatore della California Gavin Newsom, ha portato la sua drammatica testimonianza davanti alla corte di Los Angeles dove è imputato l'ex produttore di Hollywood Harvey Weinstein, 70 anni, già condannato a New York a 23 anni di carcere per reati sessuali e stupro.
In questo nuovo processo l'ex capo di Miramax era accusato di undici reati, tra cui quattro stupri e quattro rapporti orali forzati, diventati sette dopo che una donna, la quinta accusatrice, non si è presentata a deporre. Un punto a favore per l'imputato, su cui però pesano le testimonianze disturbanti di quattro donne, che hanno raccontato di violenze avvenute in un periodo che va dal 2004 al 2013. Se condannato, l'ex produttore rischia fino a 140 anni di carcere. La moglie del governatore è identificata dalla corte come "Jane Doe 4", l'equivalente di "signora Bianchi" per gli americani e "4" perché una delle quattro donne che accusano Weinstein di stupro.
"Si alzò all'improvviso - ha raccontato - mi disse che si voleva mettere più comodo". Si era ripresentato in accappatoio. Lei lo aveva visto chinarsi su se stesso. Lui le aveva chiesto: "Mi puoi aiutare?". È stato a quel punto che è cominciato l'incubo: "Ho visto che si stava toccando. Si è girato e ha provato ad afferrarmi", ha aggiunto, cominciando a piangere. "È stato l'inferno. Lui era enorme, io mi sentivo paralizzata, un sasso". La donna ha raccontato di essere rimasta prigioniera in una specie di situazione da "gatto col topo", in cui lui l'ha braccata, immobilizzata, sbattuta sul letto, penetrata con le dita. Ha descritto con disgusto l'"ammasso di carne", i genitali "deformi", "simili a un pesce". "Tremavo, mi sentivo come una bambola esplosa su cui lui si stava masturbando". "Mi ha penetrata - ha continuato - temevo di prendermi qualche malattia". A un certo punto, ha aggiunto, ha messo la mano sul pene "per cercare di farlo finire". "Volevo solo lasciare quel fottuto posto, scusatemi l'espressione", ha confessato.
Nel 2007, quando il marito era sindaco di San Francisco, lei aveva scritto al boss di Miramax per chiedere consigli su come "gestire i media". Weinstein aveva fatto anche una donazione da 500 dollari alla campagna di Newsom, soldi restituiti quando, nel 2017, è nato il movimento #MeToo, che ha portato decine di donne a denunciare stupri e molestie. Novanta donne hanno accusato il produttore di averle violentate, tra queste star del cinema come Angelina Jolie e Gwyneth Paltrow. Per i legali di Weinstein non è stato stupro, ma "routine" del mondo del cinema.