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(ansa)

G20 di Bali, vittoria degli Usa: il documento finale condanna la guerra, "aggrava le fragilità dell'economia"

Aumenta l'isolamento di Putin. Cina, India e Arabia Saudita avevano resistito alla formulazione. Sul clima: confermato l'impegno a limitare a 1,5 gradi l'aumento della temperatura. Sull'inflazione: le banche devono continuare con le politche restrittive sui tassi
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BALI - Dunque il G20 si è concluso come previsto, con una dichiarazione in cui "la maggioranza dei membri condanna la guerra in Ucraina". E’ impossibile però non leggere questo comunicato, ovviamente bocciato dalla Russia, alla luce dei due missili caduti martedì sera sulla Polonia. Perché anche se verrà confermato che non si è trattato di un attacco intenzionale, questo incidente dimostra l’urgenza di mobilitarsi in fretta per trovare una soluzione al conflitto, prima che trascini l’intero modo verso pericoli e conseguenze inimmaginabili.

"Quest'anno - dice il testo - abbiamo assistito all'ulteriore impatto negativo della guerra in Ucraina sull'economia globale. La questione è stata discussa. Abbiamo ribadito le nostre posizioni nazionali espresse in altre sedi, tra cui il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite che, nella Risoluzione n. ES-…

BALI - Dunque il G20 si è concluso come previsto, con una dichiarazione in cui "la maggioranza dei membri condanna la guerra in Ucraina". E’ impossibile però non leggere questo comunicato, ovviamente bocciato dalla Russia, alla luce dei due missili caduti martedì sera sulla Polonia. Perché anche se verrà confermato che non si è trattato di un attacco intenzionale, questo incidente dimostra l’urgenza di mobilitarsi in fretta per trovare una soluzione al conflitto, prima che trascini l’intero modo verso pericoli e conseguenze inimmaginabili.

"Quest'anno - dice il testo - abbiamo assistito all'ulteriore impatto negativo della guerra in Ucraina sull'economia globale. La questione è stata discussa. Abbiamo ribadito le nostre posizioni nazionali espresse in altre sedi, tra cui il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite che, nella Risoluzione n. ES-11/1 del 2 marzo 2022, adottata a maggioranza (141 voti favorevoli, 5 contrari, 35 astensioni, 12 assenti) deplora con la massima fermezza l'aggressione della Federazione Russa contro l'Ucraina e richiede il suo ritiro completo e incondizionato dal territorio dell'Ucraina". Quindi il comunicato prosegue: "La maggior parte dei membri condanna fermamente la guerra in Ucraina e sottolinea che essa sta causando immense sofferenze umane ed esacerbando le fragilità esistenti nell'economia globale - limitando la crescita, aumentando l'inflazione, interrompendo le catene di approvvigionamento, aumentando l'insicurezza energetica e alimentare ed elevando i rischi per la stabilità finanziaria. Esistono altri punti di vista e diverse valutazioni della situazione e delle sanzioni. Riconoscendo che il G20 non è la sede per risolvere le questioni di sicurezza, riconosciamo che le questioni di sicurezza possono avere conseguenze significative per l'economia globale".

La dichiarazione è una vittoria degli Usa, che la volevano a tutti i costi, anche se non sono noti i numeri esatti e i nomi di chi l’ha approvata e chi l’ha rifiutata. Oltre a Mosca, avevano espresso riserve la Cina e altri paesi come l’India e l’Arabia Saudita. Resta però il fatto che l’isolamento di Putin aumenta, visto che comunque la maggioranza del G20 condanna la sua guerra.

Il comunicato era stato negoziato per giorni, ma i missili caduti sulla Polonia lo hanno reso ancora più urgente. Il presidente ucraino Zelensky, in un nuovo discorso video, ha detto che l'attacco costituisce "un autentico messaggio della Russia al G20", secondo l’AFP. Mosca ha risposto che invece è stato un maldestro tentativo di Kiev di spingere la Nato ad entrare in guerra. Pechino, per bocca del portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning, ha sollecitato "tutte le parti alla calma". Il leader turco Erdogan ha promesso di rilanciare i suoi tentativi di mediazione, proprio perché l’incidente dimostra i rischi che corre l’intera comunità internazionale. Il prossimo episodio potrebbe infatti avere caratteristiche diverse, e trascinarci verso un conflitto mondiale. Il segretario generale dell’Onu Guterres ha infatti commentato che "è assolutamente essenziale evitare l’escalation della guerra in Ucraina".

Sottolineando i danni già fatti dal conflitto alle infrastrutture e all’economia globale, con la crisi energetica, alimentare, delle catene di approvvigionamento, e quindi dell’inflazione, il G20 ha detto che le banche centrali devono continuare le politiche restrittive sui tassi già in corso. Sull’emergenza clima, invece, ha confermato l’impegno a limitare a 1,5 gradi centigradi l’aumento delle temperature, inclusa l’accelerazione delle iniziative per ridurre il consumo di carbone. Tutto il resto però rischia di perdere ogni valore, davanti alla minaccia dell’escalation verso una guerra di proporzioni mondiali.