Iran, il bacio di Shiraz e la foto simbolo di una "rivoluzione"
di Gabriella Colarusso , di Gabriella ColarussoUn bacio proibito nella notte di Shiraz spezza il rumore della violenza, allevia per un istante il dolore della repressione: più di 334 morti, tra cui anche 40 poliziotti, 14mila arresti nelle proteste che da otto settimane attraversano l'Iran. Quel bacio "è il senso della nostra rivoluzione", ci dice una ragazza iraniana di 22 anni.
L'autore della foto è sconosciuto, come lo sono i protagonisti: dichiararsi potrebbe costare l'arresto o forse peggio. Sappiamo che la foto è stata scattata martedì notte a Shiraz, lungo il viale Moali Abad, dove erano in corso nuove manifestazioni convocate per l'anniversario del Bloody Aban, come lo chiamano gli iraniani, il "novembre di sangue" del 2019 quando centinaia di persone furono uccise durante un'ondata di proteste per l'aumento del prezzo del carburante.
Un bacio proibito nella notte di Shiraz spezza il rumore della violenza, allevia per un istante il dolore della repressione: più di 334 morti, tra cui anche 40 poliziotti, 14mila arresti nelle proteste che da otto settimane attraversano l'Iran. Quel bacio "è il senso della nostra rivoluzione", ci dice una ragazza iraniana di 22 anni.
L'autore della foto è sconosciuto, come lo sono i protagonisti: dichiararsi potrebbe costare l'arresto o forse peggio. Sappiamo che la foto è stata scattata martedì notte a Shiraz, lungo il viale Moali Abad, dove erano in corso nuove manifestazioni convocate per l'anniversario del Bloody Aban, come lo chiamano gli iraniani, il "novembre di sangue" del 2019 quando centinaia di persone furono uccise durante un'ondata di proteste per l'aumento del prezzo del carburante.
La città dei poeti
Shiraz è la città del sud dell'Iran considerata tra le più liberali del Paese e conosciuta per essere la culla della grande tradizione poetica iraniana, lì nacque e visse il più celebre poeta del Paese, Hafez. Per le strade del centro non è insolito incontrare venditori ambulanti di poesia che per pochi rial ti regalano versi e prosa su foglietti di carta colorati.
Shiraz è stato uno dei centri più attivi nelle proteste deflagrate dopo la morte di Mahsa Amini che hanno dato vita a un movimento spontaneo che chiede libertà politiche e diritti civili, un sistema di governo democratico. Anche martedì decine di persone erano in strada, bloccando il traffico e sventolando in aria gli hijab. I due ragazzi si sono presi per mano, tra le macchine, e si sono baciati, perché la politica è solo la punta di questa rivolta che parte dalla vita quotidiana.
La canzone della "rivoluzione"
Quel bacio è "rivoluzionario" perché è proibito, contrario alle leggi della morale imposta da uno Stato religioso governato da un'interpretazione oltranzista dell'Islam. Nei primi giorni di proteste dopo la morte di Mahsa Amini, un cantante iraniano, Shervin Hajipour, ha messo in musica le ragioni dei manifestanti raccogliendo i loro tweet. La ballata si chiama "Baraye", che vuol dire "Per" e spiega per quale motivo tanti ragazzi e ragazze iraniani stiano sfidando la repressione rischiando anche la morte: per una vita normale, per poter fare quello che ai loro coetanei è consentito in molte parti del mondo, non solo nell'Occidente laico ma anche in molti Paesi a maggioranza musulmana. Tra queste, c'è la libertà di potersi baciare in pubblico, un atto oggi proibito come lo è per le donne ballare o cantare, scambiarsi gesti amorosi.
Un manifesto politico
Quella foto condivisa da decine di migliaia di utenti è un manifesto politico, la didascalia per immagini dello slogan simbolo del movimento: "Donna, vita, libertà".
Molti iraniani, guardando il loro bacio, stanno condividendo i versi dei poeti iraniani, come Ahmad Shamlou, un grande poeta persiano del XX secolo: "Quel giorno - quando ogni labbro sarà una canzone, il bacio sarà il nostro inno" (da "Orizzonte luminoso"), o ancora: "Dal sole e dal respiro mi separerò come labbra mai sazie da un bacio. Nudo dovranno seppellirmi, del tutto nudo come si prega l'amore- ché senza veli di dubbio, e da innamorato, vorrei unirmi alla terra" (da Unione).