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Michelle Obama, nel nuovo libro le confessioni dell'ex first lady: "Orribile l'arrivo di Trump, peggio di una sconfitta politica"

Dopo "Becoming", l'ex first lady torna a raccontarsi ne "La luce che è in noi". Tra i temi affrontati, oltre alla delusione di vedere sfumare otto anni di lotte ai pregiudizi, anche il rapporto con il marito, le scelte delle donne e il ruolo da madre
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NEW YORK - Sconvolta dal razzismo di Donald Trump e convinta che alle elezioni del 2016 non aveva vinto solo un tycoon, ma un’idea violenta dell’America. Dopo il successo di Becoming, l’ex first lady Michelle Obama ha pubblicato un nuovo libro, The Light We Carry: Overcoming in Uncertain Times (in Italia La luce che è in noi, Garzanti), viaggio sentimentale nella vita della moglie di un presidente degli Stati Uniti, tra aneddoti e riflessioni intorno a un Paese polarizzato, incupito, per certi versi incattivito.

Per alcuni passaggi poteva chiamarsi "Lo zen e l’arte del lavoro a maglia” per i continui richiami a trovare la calma della mente e l’importanza di dedicarsi anche a piccole cose, come per esempio il lavoro con i ferri, diritto, rovescio, usato per superare l’ansia e lo stress di una vita alla Casa Bianca. Ma c’è anche il conflitto sociale, ancora più attuale di questi tempi, analizzato attraverso …

NEW YORK - Sconvolta dal razzismo di Donald Trump e convinta che alle elezioni del 2016 non aveva vinto solo un tycoon, ma un’idea violenta dell’America. Dopo il successo di Becoming, l’ex first lady Michelle Obama ha pubblicato un nuovo libro, The Light We Carry: Overcoming in Uncertain Times (in Italia La luce che è in noi, Garzanti), viaggio sentimentale nella vita della moglie di un presidente degli Stati Uniti, tra aneddoti e riflessioni intorno a un Paese polarizzato, incupito, per certi versi incattivito.

Per alcuni passaggi poteva chiamarsi "Lo zen e l’arte del lavoro a maglia” per i continui richiami a trovare la calma della mente e l’importanza di dedicarsi anche a piccole cose, come per esempio il lavoro con i ferri, diritto, rovescio, usato per superare l’ansia e lo stress di una vita alla Casa Bianca. Ma c’è anche il conflitto sociale, ancora più attuale di questi tempi, analizzato attraverso “oneste riflessioni” da parte di una donna di 58 anni, che milioni di Democratici vorrebbero vedere candidata alle presidenziali del 2024.

La prima confessione contenuta nel libro è quella su Trump, che in queste ore ha lanciato la sua ricandidatura da presidente, usando i toni violenti e divisivi di sempre. “Mi scosse in modo profondo - scrive, ripensando al 2016 - vedere come l’uomo che aveva sostituito mio marito come presidente usasse volutamente insulti razzisti, facendo dell’egoismo e dell’odio qualcosa di accettabile, rifiutando di condannare il suprematismo bianco o di sostenere chi manifestava in difesa dei diritti razziali”. Per otto anni, racconta, “abbiamo sfidato il pregiudizio, avevamo capito che la presenza di afroamericani alla Casa Bianca avrebbe significato che tutto era possibile”. Ma il 2016, con l’elezione di Trump, il lascito degli Obama è stato messo da parte. “Sentii - confessa - che era successo qualcosa di molto più orribile di una sconfitta politica”. Michelle Obama parla di “mancanza di speranza”, “mancanza di integrità”, di “assenza di dignità” diventati modello per milioni di persone.

Il tour in giro per gli Stati Uniti, per promuovere il libro, sarà segnato dagli appelli degli elettori a non tirarsi indietro: dopo essere stato sconfitto da Obama, e dal vice di Obama, i progressisti sognano di vedere Trump battuto anche dalla moglie di Obama, ma su questo Michelle non risponde. Il suo manuale-confessione, spiega, nasce dopo alcuni “anni difficili”, segnati in Usa dalla pandemia, l’incertezza economia e l’ingiustizia sociale, e ispirata dalla domanda che tutte le persone facevano all’ex first lady, quando la incontravano: “Come facciamo a tornare a sperare?”. “Questo libro - spiega - è un tentativo di offrire alle persone gli strumenti”, presentando una specie di “kit d’emergenza” per affrontre le difficoltà sul lavoro, in famiglia, nella vita reale.

Alle donne, come moglie dice: il “matrimonio non è mai cinquanta e cinquanta”, forse lo sarà con il tempo, ma all’inizio è “come un abaco, vai avanti e dietro”. Alle ragazze consiglia di “capire se nella relazione sentimentale si cerca il matrimonio o un rapporto”. “Sono due cose molto diverse”, aggiunge, ricordando l’impazienza dei giovani, il valore del “compromesso” e la capacità di “non arrendersi davanti a periodi difficili”. Quando arriva al capitolo di madre, Obama racconta la scelta di “crescere i figli come adulti” e non come bambini. “Io - scrive - all’età di cinque anni sistemavo la sveglia per andare a scuola. E presto cominciai ad andarci da sola a piedi”.

Poi c’è il passaggio a Michelle come donna, quella che spesso si trovava a “essere l’unica di colore in una stanza” e “a sentirsi sola” anche se moglie del presidente degli Stati Uniti. “Quando succede - riflette - senti che comincia la tua autocoscienza, e diventi veramente te stessa”. Il segreto è nel placare la propria mente e ricordare a se stessi “il potere che ho e che posso portare”. Non è facile, ammette, ma Obama invita a essere pazienti: “Non succede nel giro di una notte, ma dobbiamo continuare a dire a noi stessi: io mostrerò al mondo il mio vero essere me stessa, e quello è ciò che basta”.