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Stati Uniti, Nancy Pelosi: "Non mi ricandido a leader dem della Camera"

In un lungo e commosso discorso la speaker ha annunciato che resterà al Congresso come rappresentante di San Francisco. Il ringraziamento di Biden: "Ha difeso la nostra sacra democrazia". E lascia anche il numero due Steny Hoyer
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NEW YORK - "È giunta l'ora di lasciare la guida del partito democratico a una nuova generazione. Sono grata che tanti siano pronti ad assumersi questa responsabilità straordinaria". All'indomani dei risultati del voto di MidTerm che hanno sancito il passaggio della Camera ai repubblicani, la leader democratica Nancy Pelosi, 82 anni - gli ultimi venti alla guida dell'asinello, prima donna in quel ruolo - annuncia fra lacrime, applausi e standing ovation la sua decisione di abbandonare la leadership. Appunto per offrire a colleghi più giovani l'opportunità di farlo.

"Muoviamoci coraggiosamente verso il futuro" ha aggiunto. Spiegando di voler comunque continuare il lavoro di deputata "e farmi ancora portavoce della gente di San Francisco": la città californiana dove fu eletta per la prima volta nel 1987 e da allora altre 16 volte, sempre con preferenze altissime, intorno al 70 per cento. Aggiungendo di vole…

NEW YORK - "È giunta l'ora di lasciare la guida del partito democratico a una nuova generazione. Sono grata che tanti siano pronti ad assumersi questa responsabilità straordinaria". All'indomani dei risultati del voto di MidTerm che hanno sancito il passaggio della Camera ai repubblicani, la leader democratica Nancy Pelosi, 82 anni - gli ultimi venti alla guida dell'asinello, prima donna in quel ruolo - annuncia fra lacrime, applausi e standing ovation la sua decisione di abbandonare la leadership. Appunto per offrire a colleghi più giovani l'opportunità di farlo.

"Muoviamoci coraggiosamente verso il futuro" ha aggiunto. Spiegando di voler comunque continuare il lavoro di deputata "e farmi ancora portavoce della gente di San Francisco": la città californiana dove fu eletta per la prima volta nel 1987 e da allora altre 16 volte, sempre con preferenze altissime, intorno al 70 per cento. Aggiungendo di voler assumere il ruolo inedito di "tutor", aiutando la transizione di chiunque prenderà il suo posto, con buona pace - almeno per ora - delle voci che la vogliono presto ambasciatrice in Italia. Dove a due anni dal suo insediamento Joe Biden non ha ancora fatto alcuna nomina: secondo tanti proprio per tenere il posto all'anziana ma energica speaker di origini italoamericane.

Sì, perché suo nonno materno Nicola Lombardi era di Fornelli (Molise) e quello paterno di Montenerodomo (Abruzzo). Ipotesi, comunque, finora sempre energicamente smentita dal suo staff, e pure poco fa la portavoce Drew Hamill ha apostrofato malamente un reporter che gliene chiedeva conto: "Chi dice di sapere cosa farà in futuro, mente".  

Di sicuro, in casa dem è la fine di un'era. E infatti l'annuncio, pur atteso, è stato accolto con emozione da molti. A dirla tutta, solo il lato dem dell'aula era stipato di gente: l'ala repubblicana rimasta invece semi vuota - con solo una manciata di legislatori a renderle omaggio, compreso Steve Scalise, Whip dell'Elefante, ovvero colui che si occupa della disciplina interna, italoamericano pure lui. Simbolo, anche visivo, della ormai estrema polarizzazione del Congresso. E fra i grandi assenti Kevin McCarthy, il leader della minoranza dem, candidato a prenderne il posto di Speaker.  

La Signora della Politica americana, a lungo la donna più potente di Washington - subito onorata dal presidente Joe Biden che l'ha definita ieri "paladina della democrazia"  - ha commosso tutti con un lungo discorso dove ha ricordato i suoi 35 anni alla Camera, evolutosi nel tempo fino a "diventare più rappresentativa della nostra bella nazione".

Ricordando allo stesso tempo il suo momento più buio, l'assalto al Congresso del 6 gennaio 2021 dove i rivoltosi chiedevano proprio la sua testa: "La democrazia americana è maestosa, ma fragile". Menzionando infine il suo "ruolo di madre di cinque figli", attribuendogli il suo "alto livello di energia nell'affrontare problemi". 

Stratega dotata di un talento politico straordinario, ha sempre governato il partito con fermezza, eletta Speaker per la prima volta nel 2007 (e fino al 2011) e poi nel 2019, alternandolo a quello di leader della minoranza. È stata fra le più acerrime nemiche di Donald Trump (indimenticabile l'applauso-sfottò che gli rivolse al termine del discorso sullo Stato dell'Unione 2019) e fu proprio lei a portare avanti le due procedure d'impeachment nei confronti dell'ex presidente. Da sempre grande critica della Repubblica Popolare Cinese, dopo Tienanmen sponsorizzò l "Atto per la protezione degli studenti cinesi" del 1992 e quest'estate è tornata a far parlare prepotentemente di sé proprio per la controversa decisione di visitare Taiwan, facendo infuriare Pechino e innervosendo pure il suo amico e alleato, Joe Biden.

Alla fine di ottobre, il marito Paul - sposato 59 anni fa - è stato aggredito nella loro casa in California da un uomo armato di martello, in realtà intenzionato a far male proprio a lei.  

Ora quasi certamente, il suo posto sarà preso dal deputato di New York Hakeem Jeffries, afroamericano di 52 anni: potenzialmente primo nero a guidare i dem. E sarà davvero un cambio generazione. Insieme a Pelosi, infatti, lascia pure il suo numero due, Steny Hoyer, 83 anni, lascia: e per il suo posto si candida Katherine Clark, 59, deputata del Massachusetts. Il voto per decidere la nuova leadership si terrà il 30 novembre.  

L'addio di Nancy è stato accolto con giubilo da alcuni repubblicani. Poco dopo la fine del discorso Derrick Van Orden, neodeputato repubblicano del Wisconsin (che partecipò ai disordini del 6 gennaio, pur mantenendosi fuori dal Congresso) ha twittato una sua foto durante la campagna elettorale con un cartello con su scritto "Fire Pelosi", licenziamola. "Promessa fatta. Promessa mantenuta", ha scritto.