Usa, le nozze gay superano l'ostacolo del Senato: "Più vicini a blindare la legge"
di Massimo Basile , di Massimo Basile L’errore commesso sul diritto all’aborto stavolta non avrà un bis: il provvedimento federale impedirà della Corte Suprema, a maggioranza conservatrice
New York - L’errore commesso sul diritto all’aborto stavolta non avrà un bis. Il Senato ha dato un primo via libera alla legge bipartisan che blinda il diritto ai matrimoni gay, mettendolo sotto la “cupola” della protezione federale, evitando così che intervenga la Corte Suprema, a maggioranza conservatrice. Dopo essere stato approvato alla Camera, il Respect for Marriage Act ha superato un esame cruciale al Senato, e lo ha fatto grazie al voto di dodici senatori repubblicani che si sono schierati al fianco dei colleghi democratici, approvando per 62 a 37 la fine del dibattito e il passaggio alla procedura finale. Il testo dovrebbe ricevere presto il via libera definitivo e andare subito sulla scrivania del presidente degli Stati Uniti Joe Biden per la firma. I sessantadue voti, cinquanta democratici e dodici repubblicani, sono stati sufficienti per mettere fine all’ostruzionismo della minoranza. Servivano almeno sessanta voti.
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New York - L’errore commesso sul diritto all’aborto stavolta non avrà un bis. Il Senato ha dato un primo via libera alla legge bipartisan che blinda il diritto ai matrimoni gay, mettendolo sotto la “cupola” della protezione federale, evitando così che intervenga la Corte Suprema, a maggioranza conservatrice. Dopo essere stato approvato alla Camera, il Respect for Marriage Act ha superato un esame cruciale al Senato, e lo ha fatto grazie al voto di dodici senatori repubblicani che si sono schierati al fianco dei colleghi democratici, approvando per 62 a 37 la fine del dibattito e il passaggio alla procedura finale. Il testo dovrebbe ricevere presto il via libera definitivo e andare subito sulla scrivania del presidente degli Stati Uniti Joe Biden per la firma. I sessantadue voti, cinquanta democratici e dodici repubblicani, sono stati sufficienti per mettere fine all’ostruzionismo della minoranza. Servivano almeno sessanta voti.
“Love is Love”, l’amore è amore, l’amore è uguale per tutti, sono state le parole con cui un presidente liberal di quasi ottant’anni ha salutato il passo avanti. “Oggi - ha commentato Biden - il voto bipartisan porta gli Stati Uniti un passo più vicino verso la protezione del diritto della legge”. Il rischio è che la Corte Suprema avrebbe potuto metterci mano, demolendo un altro caposaldo delle conquiste civili degli ultimi cinquant’anni, dopo l’aborto reso illegale.
Il testo che protegge le nozze tra persone dello stesso esso era stato approvato dalla Camera a luglio, grazie anche al voto di 47 repubblicani, ma il Senato aveva deciso di rinviare il dibattito a dopo le elezioni di midterm, che si sono celebrate l’8 novembre. La decisione aveva dato il via a un lungo negoziato tra i due partiti, che ha finito per garantire il raggiungimento del numero sufficiente per andare alla votazione finale. “L’eguaglianza nel matrimonio è troppo importante - ha commentato il leader di maggioranza, il senatore democratico Chuck Schumer. - per questo ho fatto la scelta di credere nelle persone che hanno lavorato a questa legge e dare più tempo a tutti di trovare un accordo”.
Il Respect for Marriage Act stabilisce che le persono devono essere considerate sposate ovunque, valendo il riconoscimento dello Stato dove il matrimonio è stato celebrato. Il testo cambia inoltre il passaggio sancito del Defense of Marriage Act del ’96 secondo cui il matrimonio era l’unione di un uomo e di una donna e permetteva agli Stati di non riconoscere l’unione tra persone dello stesso sesso celebrato in altri Stati. In realtà nel 2015 la Corte Suprema aveva già legalizzato le nozze gay in tutti gli Stati Uniti, ma ci sono alcune aree dove rimangono resistenze.
Un cambiamento della Corte, come avvenuto a giugno per l’aborto, avrebbe potuto ripristinare la messa al bando le nozze gay in venticinque Stati: Alabama, Alaska, Arizona, Arkansas, Colorado, Florida, Georgia, Idaho, Kansas, Kentucky, Louisiana, Michigan, Mississippi, Missouri, Montana, North Carolina, North Dakota, Ohio, Oklahoma, South Carolina, South Dakota, Tennessee, Texas, Utah e Wisconsin. In ognuno di questi sarebbe stato necessario aspettare l’approvazione di emendamenti o il nuovo pronunciamento dei Congressi statali, finendo per allungare i tempi e creare disagi a milioni di persone. “Era arrivato il tempo di rimuovere questa nuvola”, ha commentato la senatrice repubblica del Maine Susan Collins.
“Alcuni - ha aggiunto. hanno detto che non era necessaria questa legge perché sarebbe stato difficile che la Corte Suprema potesse annullare il diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso o di razza diversa, ma adesso c’è una tutela in più ed è quella sancita dalla legge federale”. Al di là della polarizzazione, l’America si conferma liberal su alcuni diritti: il 70 per cento della popolazione si è dichiarato favorevole ai matrimoni gay. Anche molte chiese e gruppi religiosi hanno sostenuto l’adozione della legge. Tra questi evangelici, mormoni e avventisti. Un emendamento chiarisce che la legge non autorizza il governo federale a riconoscere la poligamia. Nel caso venga approvato, il testo, dopo il voto finale del Senato tornerà alla Camera per un altro voto, prima che possa andare da Biden. Il timing del Congresso è incerto, ma l’approvazione definitiva potrebbe arrivare prima del weekend.