Onu, per la seconda volta consecutiva l’Italia vota no a risoluzioni anti-Israele
di Rossella Tercatin , di Rossella TercatinGERUSALEMME – Per la seconda volta in una settimana, l’Italia vota contro una risoluzione delle Nazioni Unite considerata anti-israeliana, su indicazione del Ministro degli Esteri Antonio Tajani. La svolta rappresenta un netto segnale di discontinuità rispetto al passato.
Ieri infatti l’Italia è stata tra i 17 Paesi che hanno scelto di votare no al testo anti-razzismo proposto in seno alla terza commissione dell’Assemblea Generale. Il documento se da un lato si prefigge di combattere contro ogni forma di discriminazione e xenofobia, dall’altro si definisce in piena continuità con la Dichiarazione di Durban. Una dichiarazione, ha sottolineato…
GERUSALEMME – Per la seconda volta in una settimana, l’Italia vota contro una risoluzione delle Nazioni Unite considerata anti-israeliana, su indicazione del Ministro degli Esteri Antonio Tajani. La svolta rappresenta un netto segnale di discontinuità rispetto al passato.
Ieri infatti l’Italia è stata tra i 17 Paesi che hanno scelto di votare no al testo anti-razzismo proposto in seno alla terza commissione dell’Assemblea Generale. Il documento se da un lato si prefigge di combattere contro ogni forma di discriminazione e xenofobia, dall’altro si definisce in piena continuità con la Dichiarazione di Durban. Una dichiarazione, ha sottolineato la rappresentante israeliana in commissione, “macchiata di antisemitismo”. La Conferenza mondiale contro il razzismo tenutasi a Durban nel 2001 infatti fu segnata da profonde fratture legate all’approccio verso Israele e la questione palestinese, con Washington e Gerusalemme che abbandonarono il convegno quando nella bozza di risoluzione finale venne inserita l’equiparazione tra sionismo e razzismo (che poi non venne inserita, sebbene fu mantenuta una forte condanna di Israele).
Chi ha votato a favore di Israele
A esprimere il proprio sostegno alla posizione Israele nel corso della riunione in commissione sono stati anche Stati Uniti e Gran Bretagna, che hanno poi votato no alla risoluzione come l’Italia, e, tra gli Stati Ue anche Francia, Germania, Austria, Repubblica Ceca, Croazia, Paesi Bassi, Spagna, Slovacchia e Ungheria. La risoluzione è comunque passata con 126 voti a favore, 17 contro e 36 astenuti.
La settimana scorsa l’Italia aveva scelto di votare no anche alla risoluzione in cui l’Assemblea Generale Onu ha chiesto alla Corte internazionale di giustizia un parere sullo status dei Territori palestinesi e di Gerusalemme, suggerendo che “l’occupazione israeliana” di queste aree equivalga a una loro “annessione di fatto”. Tra l’altro nel testo si fa riferimento alla Città Vecchia di Gerusalemme e al suo luogo sacro per eccellenza, che per gli ebrei è il Monte del Tempio e per i musulmani la Spianata delle Moschee, con il solo nome arabo al-Haram al-Sharif.
“Questa iniziativa non cambierà la realtà sul campo, né aiuterà in alcun modo il popolo palestinese; rischia persino provocare un'escalation”, è il commento del primo ministro israeliano Yair Lapid. “Sostenere questa manovra è una ricompensa per le organizzazioni terroristiche e per la campagna contro Israele”. Dopo il voto, Israele ha ringraziato le nazioni che si sono opposte al documento. “Un plauso ai Paesi che oggi sono stati al fianco di Israele e hanno votato contro questa risoluzione vergognosamente di parte”, ha twittato l’ambasciatore di Gerusalemme all’Onu Gilad Erdan. “Grazie per aver mostrato chiarezza morale contro l'ipocrisia e per essere veri amici di Israele e del popolo ebraico!”.
La risoluzione per la Palestina
Nella sessione di ieri, l’Italia ha invece votato a favore di una risoluzione per l’autodeterminazione del popolo palestinese, così come tutti i Paesi dell’Unione Europea. Il documento è passato con 167 voti favorevoli, sette astensioni e cinque contrari (Stati Uniti, Israele, Micronesia, Nauru e Isole Marshall).