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Francia, diritto all'aborto nella Costituzione: favorevole anche Marine Le Pen

Mathilde Panot de La France Insoumise (afp)
Giovedì si discute in Aula il testo presentato dalla sinistra della France Insoumise che inserisce anche la contraccezione come diritto fondamentale. Ma la destra detta le condizioni per sostenere la modifica costituzionale
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PARIGI - Inserire il diritto all'aborto nella Costituzione. È una delle proposte di governo e maggioranza in parlamento e per una volta l'opposizione potrebbe essere d'accordo. La sinistra plaude, tanto che la France Insoumise - il partito di Jean-Luc Mélenchon - ha presentato una propria proposta di legge che sarà esaminata giovedì dopo un voto bipartisan in commissione.

Il partito di Emmanuel Macron, Renaissance, ha pure presentato un testo che sarà sottoposto ai deputati lunedì prossimo che è fondamentalmente diverso solo in un punto: quello della sinistra inserisce anche la contraccezione come diritto fondamentale. "Nessuno può violare il diritto all'interruzione volontaria della gravidanza e alla contraccezione" è la modifica costituzionale proposta da la France Insoumise. Si tratta di un "corollario", ha sostenuto un'esponente del movimento Mathilde Panot, perch&eacu…

PARIGI - Inserire il diritto all'aborto nella Costituzione. È una delle proposte di governo e maggioranza in parlamento e per una volta l'opposizione potrebbe essere d'accordo. La sinistra plaude, tanto che la France Insoumise - il partito di Jean-Luc Mélenchon - ha presentato una propria proposta di legge che sarà esaminata giovedì dopo un voto bipartisan in commissione.

Il partito di Emmanuel Macron, Renaissance, ha pure presentato un testo che sarà sottoposto ai deputati lunedì prossimo che è fondamentalmente diverso solo in un punto: quello della sinistra inserisce anche la contraccezione come diritto fondamentale. "Nessuno può violare il diritto all'interruzione volontaria della gravidanza e alla contraccezione" è la modifica costituzionale proposta da la France Insoumise. Si tratta di un "corollario", ha sostenuto un'esponente del movimento Mathilde Panot, perché "si attaccano i diritti alla contraccezione quando si vuole attaccare l'aborto". Panot ha anche difeso la formulazione "nessuno può violare", che sarebbe più "inclusiva" di quella dei macronisti ("Nessuna donna può essere privata del diritto" all'aborto) in quanto non esclude le persone transgender.

I promotori dei due schieramenti sono comunque d'accordo per mandare un segnale forte in un momento in cui, dagli Stati Uniti all'Europa, ci sono vari esempi di rimessa in discussione di questo diritto fondamentale. Citano le restrizioni varate in Polonia e le preoccupazioni in Paesi come l'Ungheria o addirittura l'Italia. Anche in Francia la pressione dei movimenti pro-life aumenta. "Le associazioni parlano di potenti movimenti - ha spiegato la relatrice della maggioranza Aurore Bergé - spesso coordinati a livello europeo, che promuovono la soppressione o la restrizione del diritto all'aborto". La destra dei Républicains ha ribadito le sue condizioni per sostenere la modifica costituzionale: "Dobbiamo essere sicuri che non metta in discussione le varie condizionalità dell'accesso all'aborto", ha dichiarato il deputato Aurélien Pradié. Anche la deputata dell'estrema destra Pascale Bordes ha dichiarato di temere che il diritto all'aborto diventi "incondizionato e assoluto".

Ma intanto Marine Le Pen è favorevole alla costituzionalizzazione dell'aborto, anche se non vuole che venga adottata il testo proposto dalla sinistra "troppo ampio”. La leader dell’estrema destra vuole attenersi al codice di sanità pubblica, che specifica il termine legale per l'interruzione volontaria della gravidanza a quattordici settimane. “La nostra proposta permette di rassicurare coloro che pensano che l'aborto verrebbe messo in discussione e coloro che temono rischio di andare invece troppo lontano". 

Anche in caso di voto positivo all'Assemblée Nationale, l'inclusione del diritto all'aborto nella Costituzione non è scontata. Il Senato, con una solida maggioranza a destra, ha infatti già respinto in ottobre un testo simile proposto dal governo. Qualsiasi legge di revisione costituzionale deve essere votata da entrambe le assemblee, prima di essere sottoposto a referendum. L'unico modo per evitare un referendum sarebbe che l'iniziativa di revisione della Costituzione venisse dall'esecutivo: Macron dovrebbe allora decidere di sottoporre il progetto di legge alle due assemblee riunite nel Congresso per l'approvazione finale.