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Germania, la procura chiede due anni di libertà condizionata per l'ex segretaria delle SS

Irmgard è la grande accusata di uno degli ultimi processi ai nazisti dei campi di concentramento. La 97enne non ha mai dato segni di pentimento e si è persino addormentata durante le strazianti testimonianze dei sopravvissuti. È accusata, da ex segretaria del comandante del campo, di complicità in oltre undicimila omicidi
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BERLINO - È uno degli ultimi processi alla macchina della morte di Hitler, ai nazisti dei campi di concentramento. Irmgard Furchner è stata una delle miriadi di rotelle nell'ingranaggio dello sterminio e a 97 anni continua a opporre un ostinato e sprezzante silenzio alle atroci testimonianze dei sopravvissuti del lager di Stutthof, nell'odierna Polonia. Ora la procura del tribunale tedesco di Itzehoe, dove Furchner è alla sbarra dall'autunno del 2021, chiede due anni di libertà vigilata per l'ex segretaria del comandante delle SS Paul Werner Hoppe.

Dal 1943, a soli 17 anni, Furchner divenne la segretaria del comandante di Stutthof. Nel processo contro di lei, cominciato a settembre del 2021 nello Schleswig-Holstein, estremo nord della Germania, l'ex segretaria delle SS è accusata di complicità in 11.430 omicidi e 18 tentati omicidi avvenuti tra il 1943 e il 1945: sulla sua scrivania passarono tutti i nomi dei condanna…

BERLINO - È uno degli ultimi processi alla macchina della morte di Hitler, ai nazisti dei campi di concentramento. Irmgard Furchner è stata una delle miriadi di rotelle nell'ingranaggio dello sterminio e a 97 anni continua a opporre un ostinato e sprezzante silenzio alle atroci testimonianze dei sopravvissuti del lager di Stutthof, nell'odierna Polonia. Ora la procura del tribunale tedesco di Itzehoe, dove Furchner è alla sbarra dall'autunno del 2021, chiede due anni di libertà vigilata per l'ex segretaria del comandante delle SS Paul Werner Hoppe.

Dal 1943, a soli 17 anni, Furchner divenne la segretaria del comandante di Stutthof. Nel processo contro di lei, cominciato a settembre del 2021 nello Schleswig-Holstein, estremo nord della Germania, l'ex segretaria delle SS è accusata di complicità in 11.430 omicidi e 18 tentati omicidi avvenuti tra il 1943 e il 1945: sulla sua scrivania passarono tutti i nomi dei condannati alle sevizie, alle camere a gas, alle fucilazioni e agli assassini nazisti.

Mentre il processo volge alla fine, Maxi Wantzen, procuratrice di Itzehoe, ha chiesto due anni di libertà condizionata per Furchner, per aver aiutato le SS a commettere "atroci e crudeli assassini" nel lager in Polonia. "Questo processo - ha aggiunto il magistrato - è di enorme rilevanza storica".

Furchner si è fatta notare sin dalla prima udienza per la totale indisponibilità all'ascolto o al pentimento. L'esodio del processo, a settembre del 2021, è stato segnato dalla sua tentata fuga. Successivamente è sempre rimasta in silenzio, quando le vittime sfilavano davanti alla corte raccontando le atrocità subite nel campo nazista vicino a Danzica.

A dicembre del 2021 Repubblica ha raccolto la testimonianza di Eric Salomonovic alla fine di un'udienza straziante durante la quale Furchner si era persino addormentata, indifferente alla storia del sopravvissuto a otto lager nazisti. Era la prima volta che incontrava l'ex segretaria del campo: "è stato orribile", disse allora.

Sulle dichiarazioni ai magistrati rese dalla segretaria delle SS non è mai trapelato nulla. "Posso dirle solo questo", rivelò l'avvocato di Salomonovic, Christoph Rueckel: "Quando Furchner ha visto che la notizia della sua fuga era su tutti i giornali, ha gongolato". Tanti sopravvissuti, invece, non se la sono sentiti neanche di tornare in Germania per testimoniare al processo, sopraffatti dai ricordi.