Putin, l'arma delle tenebre per provocare un'onda di profughi
di Gianluca Di Feo , di Gianluca Di FeoL’ora delle tenebre. Il nuovo attacco missilistico russo ha fatto precipitare praticamente tutta l’Ucraina nel buio: in questo momento un’intera nazione è senza corrente elettrica. In Europa non era mai accaduto, neppure nella Germania del 1945. In nove mesi di bombardamenti non si era mai verificato un blackout così esteso, che paralizza pure il riscaldamento in regioni dove la temperatura di notte scende vicino allo zero. Un incubo.
Tutte le città più importanti sono senza luce: Kiev, Odessa, Leopoli, Sumy, Karkhiv. Anche la Moldavia è in gran parte nelle stesse condizioni. Nella capitale ci sono code nei supermarket per comprare acqua minerale: la distribuzione idrica in molti quartieri è stata paralizzata. Le due centrali nucleari sotto controllo ucraino sono state staccate dalla rete, che non poteva più assorbire l’energia prodotta. I reattori di Pivdennoukrainsk e di Rivneand Khmelnitskyi funzionano …
L’ora delle tenebre. Il nuovo attacco missilistico russo ha fatto precipitare praticamente tutta l’Ucraina nel buio: in questo momento un’intera nazione è senza corrente elettrica. In Europa non era mai accaduto, neppure nella Germania del 1945. In nove mesi di bombardamenti non si era mai verificato un blackout così esteso, che paralizza pure il riscaldamento in regioni dove la temperatura di notte scende vicino allo zero. Un incubo.
Tutte le città più importanti sono senza luce: Kiev, Odessa, Leopoli, Sumy, Karkhiv. Anche la Moldavia è in gran parte nelle stesse condizioni. Nella capitale ci sono code nei supermarket per comprare acqua minerale: la distribuzione idrica in molti quartieri è stata paralizzata. Le due centrali nucleari sotto controllo ucraino sono state staccate dalla rete, che non poteva più assorbire l’energia prodotta. I reattori di Pivdennoukrainsk e di Rivneand Khmelnitskyi funzionano regolarmente, ma non contribuiscono ad illuminare il Paese. Situazione simile a Zaporizhzhia, nelle mani degli invasori, che è ricorsa ai generatori diesel per mantenere in sicurezza gli impianti.
Il Cremlino ha lanciato la nuova offensiva con i bombardieri e con le navi, scagliando una raffica di almeno settanta missili cruise a lungo raggio. I video mostrano gli X-101 in volo: sono i più moderni dell’arsenale di Mosca. Sicuramente il comando russo sta utilizzando gli ordigni della riserva strategica, quella destinata al confronto nucleare con la Nato: le testate atomiche vengono sostituite con esplosivo tradizionale. Ma i rottami di uno dei cruise abbattuti indicano come sia stato costruito nello scorso settembre: segno che la spinta di Putin per potenziare l’industria bellica sta cominciando ad avere effetti. Il raid non ha risparmiato la zona al confine della Polonia, dove una settimana fa un missile terra-aria ucraino precipitato oltre la frontiera ha tenuto per ore il mondo con il fiato sospeso, temendo un attacco russo.
Uno solo degli obiettivi distrutti oggi è di natura civile: un condominio di Kiev dove ci sono stati almeno tre morti, tra cui una ragazza di 17 anni, e undici feriti. La propaganda russa sostiene che sia stato colpito da un’arma della contraerea, che ha risposto in maniera frenetica all’incursione aerea. Tutti gli altri bersagli sono legati alla produzione e distribuzione dell’energia elettrica, che ormai viene presa di mira senza sosta da oltre un mese. Si tratta di impianti d’epoca sovietica, molto robusti e in linea teorica più facili da riparare. Il problema è che la quantità e la frequenza dei raid sta esaurendo le scorte dei ricambi e la capacità dei tecnici ucraini di fare fronte alle devastazioni. Se prima si riusciva a riattivare le forniture di corrente in poche ore, adesso la situazione pare vicina alla crisi. Gli stessi funzionari ucraini dicono di essere “sull’orlo del collasso”.
La sistematica campagna di bombardamenti – ha spiegato il responsabile di Ukrenergo Volodymyr Kudrytsky - non ha risparmiato alcuna delle centrali, termiche o idroelettriche. Sono state tutte colpite negli scorsi giorni e vanno avanti in maniera precaria, cercando di mantenere l’attività con ogni genere di rimpiazzo. Le condizioni però sono al limite.
Il presidente Volodymyr Zelensky ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. E ha lanciato un messaggio video: “Ripareremo tutto e andremo avanti perché siamo un popolo che non si piega”. Il governo ha assicurato la creazione di quattromila “centri dell’invincibilità” che erogheranno acqua e corrente agli abitanti delle città. Ci sono molti timori però che la prosecuzione degli attacchi renda la situazione insostenibile, obbligando milioni di persone a lasciare il Paese. Dalla prossima settimana le temperature scenderanno ulteriormente in tutte le regioni settentrionali, piombando sotto lo zero.
A Bruxelles è già scattato l’allarme per una nuova ondata di profughi. “E’ necessario che gli stati membri dell’Ue siano pronti ad accogliere un flusso di rifugiati dall’Ucraina perché milioni di persone sono al freddo”, ha detto un funzionario della Commissione in vista del Consiglio straordinario sugli affari interni di venerdì, convocato per affrontare la questione dei migranti nel Mediterraneo. Molti analisti temono che il principale obiettivo della strategia terroristica di Putin sia proprio quello di provocare un esodo verso l’Unione europea, trasformando i profughi in uno strumento di pressione sulle capitali della Ue. “Mosca vuole usare i rifugiati come un’arma – ha detto il generale Ben Hodges, ex comandante delle forze Usa in Europa al Washington Post –. Rendendo inabitabile l’Ucraina per l’inverno vuole esercitare una pressione sui governi europei e spera che così spingano Kiev a trattare. I russi stanno perdendo ovunque e questa è l’unica speranza che hanno di ottenere un risultato favorevole”.
I piani di razionamento della corrente infatti non sembrano in grado di fare fronte al crollo della produzione. Il responsabile della Dtek, la principale azienda energetica privata ucraina, ha detto che molte persone dovrebbero valutare di lasciare il Paese: “Se potessero trovare un posto alternativo dove stare – ha dichiarato alla Bbc Maxim Timchenko – questo sarebbe di grande aiuto al sistema”. Il responsabile locale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Hans Henri P. Kluge, ha detto che I prossimi mesi saranno “una questione di sopravvivenza per la popolazione ucraina”: stima che almeno in tre milioni andranno via. A nove mesi dall’inizio dell’invasione, la guerra è arrivata a un’altra svolta drammatica. Dove a pagare il prezzo più pesante è ancora una volta la popolazione civile.