La Cia a caccia di russi delusi da Putin? Il vicedirettore Marlowe: "Reclutiamo"
di Massimo Basile , di Massimo BasileNEW YORK - L’agenzia di spie più famosa al mondo cerca nuovi 007 a cui affidare avventurose missioni in tutto il mondo, ma prima di cercare sul sito numero di telefono e email della Central Intelligence Agency, più nota come Cia, dovete sapere che questa storia riguarda candidati con precise caratteristiche: devono essere russi e, soprattutto, disgustati da come si sta comportando il presidente Vladimir Putin. Quello che sembra un plot da saga di Austin Power è emerso in un incontro a cui ha partecipato David Marlowe, vice direttore operativo della Cia. Parlando a una selezionata platea di docenti e staff tecnico della George Mason University, il super 007 ha descritto il fallimento dello spionaggio russo nell’invasione dell’Ucraina e lanciato un appello ai russi stanchi del loro leader. “Putin - ha spiegato - era nel suo momento migliore quando ha deciso di attaccare”. Aveva ancora la possibilità di stringere l’Ucraina -…
NEW YORK - L’agenzia di spie più famosa al mondo cerca nuovi 007 a cui affidare avventurose missioni in tutto il mondo, ma prima di cercare sul sito numero di telefono e email della Central Intelligence Agency, più nota come Cia, dovete sapere che questa storia riguarda candidati con precise caratteristiche: devono essere russi e, soprattutto, disgustati da come si sta comportando il presidente Vladimir Putin. Quello che sembra un plot da saga di Austin Power è emerso in un incontro a cui ha partecipato David Marlowe, vice direttore operativo della Cia. Parlando a una selezionata platea di docenti e staff tecnico della George Mason University, il super 007 ha descritto il fallimento dello spionaggio russo nell’invasione dell’Ucraina e lanciato un appello ai russi stanchi del loro leader. “Putin - ha spiegato - era nel suo momento migliore quando ha deciso di attaccare”. Aveva ancora la possibilità di stringere l’Ucraina - ha spiegato - poteva influenzare la Nato e dimostrare che la Russia era una nazione potente dal punto di vista politico e economico. “Invece - ha aggiunto - ha rovinato tutto quello che aveva”.
A questo punto Marlowe ha lanciato quello che è apparsa come una chiara offerta di lavoro. “Stiamo cercando in tutto il mondo - ha spiegato - russi disgustati come lo siamo noi. Siamo pronti ad assumere”. Marlowe, da super 007, non ama fare apparizioni pubbliche, e non lo era neanche stavolta. Il vicedirettore della Cia aveva parlato a una platea di persone selezionate, ma gli organizzatori dell’incontro hanno poi pubblicato un video in cui il super agente parlava dal palco insieme a Linda Weissgold, vice direttrice della Cia per le analisi, una divisione che si occupa di produrre sintesi dei report dell’intelligence proveniente da tutto il mondo e che poi finisce nei briefing del presidente degli Stati Uniti.
Quell’invito ai russi a unirsi alla Cia potrebbe far parte della guerra psicologica ma sarebbe in linea con quanto gli 007 americani sostengono da mesi: le deludenti operazioni militari russe in Ucraina avrebbero creato una disaffezione generale, creando terreno fertile per la diserzione.
Come sostiene il Wall Street Journal, che ne ha raccontato la storia, non è facile stabilire quanto questo appello di Marlowe sia una spacconata o un obiettivo reale, ma quel passaggio è arrivato in mezzo a un discorso in cui il vice direttore, dopo aver raccontato la sua esperienza in Medio Oriente, stava spiegando seriamente come la Cia avesse bisogno di personale a tutti i livelli, da militari a docenti universitari a “donne che non penserebbero mai di lavorare per l’Intelligence”. E a quel punto ha fatto un riferimento ai russi, dopo aver premesso di parlare come “vice direttore delle operazioni” della Cia, dunque in modo ufficiale. “We’re open for business”, ha concluso il suo messaggio, rispondendo alla domanda del moderatore che chiedeva un commento sull’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.
Una guerra di spie tra Washington e Mosca è attualmente in corso, ma riguarda anche altre capitali. Molti governi europei, tra cui l’Italia, hanno espulso decine di diplomatici russi sospettati di essere spie. Il Cremlino ha risposto cacciando funzionari dell’ambasciata americana, limitando il controspionaggio Usa. I vertici dell’M16, il servizio di intelligence britannico caro a James Bond, hanno ammesso che la cacciata di centinaia di russi sospettati di essere spie ha messo in ginocchio le operazioni segrete coordinate dal Cremlino. Di assumerne qualcuno, però, non hanno parlato.