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Macron nel mirino dei giudici per finanziamento illecito

Il quotidiano "Le Parisien" riporta la notizia. La Procura finanziaria nazionale è al lavoro su un sospetto legame tra l'inquilino dell'Eliseo, il suo staff e la società di consulenza McKinsey per un presunto finanziamento illecito della campagna elettorale del 2017
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PARIGI - Emmanuel Macron nel mirino dei magistrati francesi per il finanziamento delle sue campagne elettorali e i legami con McKinsey. La procura finanziaria ha annunciato di aver allargato l'inchiesta già in corso su presunte frodi fiscali con la società di consulenza americana. I magistrati d'Oltralpe indagano anche su presunti favoritismi di cui avrebbe goduto McKinsey nell'assegnazione di consulenze da parte del governo: contratti milionari per ministri e strutture dello Stato per un totale stimato a 1 miliardo di euro di denaro pubblico (tra McKinney e altri advisor), secondo una commissione una commissione di inchiesta del Senato che aveva reso pubbliche le sue conclusioni nel marzo scorso. Il rapporto accusava anche il gruppo statunitense di non aver pagato l'imposta sulle società in Francia tra il 2011 e il 2020 a fronte di un fatturato stimato di 329 milioni di euro nel 2020.

Le rivelazioni avevano spinto la procura finanziaria ad a…

PARIGI - Emmanuel Macron nel mirino dei magistrati francesi per il finanziamento delle sue campagne elettorali e i legami con McKinsey. La procura finanziaria ha annunciato di aver allargato l'inchiesta già in corso su presunte frodi fiscali con la società di consulenza americana. I magistrati d'Oltralpe indagano anche su presunti favoritismi di cui avrebbe goduto McKinsey nell'assegnazione di consulenze da parte del governo: contratti milionari per ministri e strutture dello Stato per un totale stimato a 1 miliardo di euro di denaro pubblico (tra McKinney e altri advisor), secondo una commissione una commissione di inchiesta del Senato che aveva reso pubbliche le sue conclusioni nel marzo scorso. Il rapporto accusava anche il gruppo statunitense di non aver pagato l'imposta sulle società in Francia tra il 2011 e il 2020 a fronte di un fatturato stimato di 329 milioni di euro nel 2020.

Le rivelazioni avevano spinto la procura finanziaria ad aprire un fascicolo per "riciclaggio aggravato di frode fiscale". Ma il lavoro dei magistrati si è rapidamente concentrato anche su finanziamenti illegali nelle corse presidenziali con l’ipotesi di "tenuta non conforme dei conti della campagna elettorale e sottostima degli elementi contabili, relativi alle condizioni di intervento delle società di consulenza nelle campagne elettorali del 2017 e del 2022". Un reato che prevede fino a tre anni di reclusione e 45mila euro di multa. È sulla base di accuse simili che Nicolas Sarkozy è stato condannato in prima grado nel processo Bygmalion, società che aveva partecipato all'organizzazione dei suoi comizi. L'ex presidente ha fatto appello.

Macron gode dell'immunità presidenziale che impedisce ai magistrati di indagare direttamente sul capo dello Stato fino alla fine del suo mandato, nel 2027. L'Eliseo si è limitato a un laconico "la magistratura indaghi in piena indipendenza", ma il leader francese aveva già respinto più volte i sospetti di favoritismo legati ai suoi legami con McKinsey. I magistrati vogliono capire se la società americana abbia in qualche modo partecipato al finanziamento delle campagne elettorali di Macron. Il quotidiano Le Monde aveva rivelato che consulenti o ex consulenti della società privata avevano lavorato per il candidato alla presidenza nel 2017 e che dipendenti di McKinsey avevano assunto posizioni all'interno di gabinetti ministeriali e del partito presidenziale La République en Marche.

Un altro filone dell'indagine riguarda i presunti favoritismi che la società americana avrebbe avuto nelle gare d'appalto pubbliche. McKinsey ha sempre negato qualsiasi illecito. L'indagine è molto sensibile ed è stata affidata al pm Serge Tournaire, noto per aver condotto gli accertamenti su Sarkozy e sull'ex premier François Fillon nel 2017, quando era in corsa per l'Eliseo. Le Parquet national financier (Pnf) è una super-procura, creata quando il socialista François Hollande era all'Eliseo dopo uno scandalo che aveva coinvolto il ministro Jérôme Cahuzac. Il Pnf conta 17 magistrati e può indagare su casi di corruzione, frode fiscale aggravata o riciclaggio di denaro, violazioni del corretto funzionamento dei mercati finanziari. La super-procura gode di una forte indipendenza rispetto al potere esecutivo ed è stata al centro di polemiche con l'attuale Guardasigilli, Eric Dupond Moretti, già oggetto di intercettazioni quando era avvocato nell'ambito di un'altra inchiesta del Pnf che coinvolge Sarkozy. Una volta ministro, Dupond Moretti aveva ordinato un'inchiesta amministrativa sul Pnf, poi archiviata, che gli è valsa una denuncia presso la Corte della giustizia della Repubblica.