Canada, infermiera soccorre la giovane vittima di un incidente. Scopre soltanto dopo la morte che era sua figlia
di Enrico Franceschini , di Enrico FranceschiniUn’infermiera arriva con l’ambulanza sul luogo di un tremendo incidente stradale. Per mezz’ora lotta per estrarre una ragazza dall’auto che è stata investita da un camion. La giovane è in fin di vita e sfigurata dalle ferite e dal trauma che ha riportato al volto. Quando un elicottero la porta via verso il più vicino ospedale, l’infermiera è consapevole che difficilmente la vittima dello scontro si salverà. “Penso con dolore ai familiari che perderanno una figlia”, dice al marito, una volta arrivata a casa.
Poi suonano alla porta. È la polizia. Le comunicano che la ragazza a cui poco prima ha prestato soccorso è sua figlia. Le confermano che le sue condizioni non lasciano speranza. E le chiedono l’autorizzazione a toglierle il supporto che la tiene artificialmente in vita. Montana Erickson, 17 anni, la sua unica figlia, è morta poco dopo.
Un’infermiera arriva con l’ambulanza sul luogo di un tremendo incidente stradale. Per mezz’ora lotta per estrarre una ragazza dall’auto che è stata investita da un camion. La giovane è in fin di vita e sfigurata dalle ferite e dal trauma che ha riportato al volto. Quando un elicottero la porta via verso il più vicino ospedale, l’infermiera è consapevole che difficilmente la vittima dello scontro si salverà. “Penso con dolore ai familiari che perderanno una figlia”, dice al marito, una volta arrivata a casa.
Poi suonano alla porta. È la polizia. Le comunicano che la ragazza a cui poco prima ha prestato soccorso è sua figlia. Le confermano che le sue condizioni non lasciano speranza. E le chiedono l’autorizzazione a toglierle il supporto che la tiene artificialmente in vita. Montana Erickson, 17 anni, la sua unica figlia, è morta poco dopo.
L’incidente è avvenuto su una strada ghiacciata. Il camionista che ha perso il controllo del proprio veicolo è finito addosso all’auto su cui Montana viaggiava con un’amica. Stavano tornando a casa dopo avere portato a passeggio il cane. L’amica, che era al volante, è sopravvissuta, così come l’uomo alla guida del camion. Ma estrarre Montana dalla macchina è risultato estremamente difficile. La madre non è nemmeno riuscita a riconoscerla. “Questo è l’incubo peggiore che si possa immaginare”, commenta un suo collega.
Montana era un’accanita nuotatrice, specialità in cui aveva vinto molte gare, e sperava di iscriversi a legge dopo avere finito la scuola. “Era bella e generosa”, la ricorda sua madre. È riuscita a donare qualcosa anche dopo la morte: due dei suoi organi hanno salvato la vita a due persone. Siamo felici che la nostra bambina continui a vivere attraverso altri e che in questa tragedia abbia fatto del bene al prossimo. Siamo orgogliosi di lei. Ma ci mancherà. Ci mancherà molto”.