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Israele, accordo Netanyahu-Ben Gvir: all’estrema destra il controllo della polizia

Itamar Ben-Gvir (reuters)
In attesa della firma ufficiale, il leader del Likud è il favorito per la guida del nuovo ministero speciale per la Sicurezza Nazionale
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GERUSALEMME – Un nuovo speciale ministero per la Sicurezza Nazionale da affidare a Itamar Ben Gvir. Manca ancora la firma ufficiale, ma ruota attorno a questo dicastero l’accordo raggiunto tra il leader del Likud e premier incaricato Benjamin Netanyahu e il partito di estrema destra Otzma Yehudit (“potere ebraico”) guidato da Ben Gvir, per assicurare il sostegno del gruppo al suo governo. Al partito anche il ministero per lo Sviluppo del Negev e della Galilea e alcuni altri posti chiave nelle commissioni parlamentari.

“Otzma Yehudit ha ricevuto stanotte gli strumenti per ripristinare la sicurezza dei cittadini dello Stato di Israele, per prendersi cura dei residenti del Negev, della Galilea e delle zone periferiche del Paese, nonché per rafforzare la tradizione e l'identità ebraica,” il commento di Ben Gvir su Twitter. “Faremo di tutto per mantenere ciò che abbiamo promesso. È tempo di un governo di destra…

GERUSALEMME – Un nuovo speciale ministero per la Sicurezza Nazionale da affidare a Itamar Ben Gvir. Manca ancora la firma ufficiale, ma ruota attorno a questo dicastero l’accordo raggiunto tra il leader del Likud e premier incaricato Benjamin Netanyahu e il partito di estrema destra Otzma Yehudit (“potere ebraico”) guidato da Ben Gvir, per assicurare il sostegno del gruppo al suo governo. Al partito anche il ministero per lo Sviluppo del Negev e della Galilea e alcuni altri posti chiave nelle commissioni parlamentari.

“Otzma Yehudit ha ricevuto stanotte gli strumenti per ripristinare la sicurezza dei cittadini dello Stato di Israele, per prendersi cura dei residenti del Negev, della Galilea e delle zone periferiche del Paese, nonché per rafforzare la tradizione e l'identità ebraica,” il commento di Ben Gvir su Twitter. “Faremo di tutto per mantenere ciò che abbiamo promesso. È tempo di un governo di destra a tutti gli effetti”

Per le elezioni dello scorso primo novembre, Otzma Yehudit ha corso in una lista unica insieme all’altra formazione di estrema destra Partito Sionista Religioso e al gruppo dichiaratamente omofobo Noam. La lista ha ottenuto 14 seggi, battuta soltanto dal Likud (32 seggi) e da Yesh Atid ("C'è un futuro") del primo ministro uscente Yair Lapid (24 seggi). Dopo i risultati delle urne però le tre formazioni si sono divise (come da programma) e hanno portato avanti con Netanyahu negoziati separati per assicurare il loro appoggio all’esecutivo. Esecutivo che segnerà il governo più a destra di sempre nella storia di Israele.

Fino a due anni fa infatti, Ben Gvir era considerato in modo bipartisan un estremista da mantenere politicamente isolato.

Attivista negli ambienti dell’estrema destra sin dai tempi degli Accordi di Oslo, che dovevano aprire la strada alla pace tra Israele e quella che all’epoca era l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, Ben Gvir conquistò le luci della ribalta per la prima volta nel 1995 quando brandì in televisione lo stemma di una Cadillac rubata dall’auto del premier Yitzhak Rabin. “Abbiamo raggiunto la sua macchina, arriveremo anche a lui,” disse nell’occasione. Poche settimane dopo, Rabin fu assassinato.

Respinto dall’esercito per via delle sue posizioni oltranziste, Ben Gvir si è costruito una reputazione come difensore degli estremisti ebrei accusati dei crimini più efferati, compresi i responsabili della morte del piccolo palestinese Ali Dawabsheh, ucciso a 18 mesi insieme ai genitori da una bomba incendiaria lanciata nella sua casa nel villaggio di Duma. Incriminato decine di volte lui stesso per incitamento all’odio, nel 2007 è stato condannato per incitamento al razzismo e appoggio a un’organizzazione terrorista (il gruppo fondato negli anni Settanta dal rabbino estremista Meir Kahane, bandito dalla Knesset negli anni Ottanta).

In passato Ben Gvir caldeggiava l’espulsione da Israele di tutti i cittadini arabi, negli ultimi anni ha dichiarato di aver cambiato idea e di avercela solo con coloro che non sono “leali allo Stato,” oltre che con i terroristi per i quali la richiesta di pena di morte è diventato il mantra della sua campagna elettorale, giocata tutta sui temi di sicurezza e lotta al terrorismo e alla criminalità – temi molto sentiti dalla popolazione.

A consentirgli di entrare nell’arena politica dalla porta principale nel 2021 è stato lo stesso Netanyahu, che prima delle elezioni spinse Otzma Yehudit – che fino ad allora aveva raccolto neanche il 2% dei consensi elettorali – ad allearsi con il Partito Sionista Religioso e con Noam per evitare di disperdere i suoi voti. La lista allora raccolse un totale di sei seggi, oggi il Partito Sionista Religioso ne conta sette, Otzma sei e Noam uno.

Il nuovo ministero promesso a Ben Gvir avrà dei poteri aggiuntivi rispetto a quello attuale di Pubblica sicurezza, e in particolare, il controllo della polizia di frontiera in Cisgiordania, che al momento è sotto la supervisione del ministero della Difesa. Polizia di frontiera che tra l’altro è responsabile di evacuare gli avamposti israeliani illegali nei Territori palestinesi di cui Ben Gvir è invece un acceso sostenitore, nonché reprimere le violenze commesse da civili israeliani nei confronti della popolazione palestinese.

Rimangono per ora a un punto morto invece i negoziati del Likud con il Partito Sionista Religioso guidato da Bezalel Smotrich. La sua prima richiesta era il ministro della Difesa – che Netanyahu vuole tenere per il Likud, anche in virtù dell’alleato americano, che avrebbe chiesto al leader di scegliere qualcuno con cui “poter lavorare”.

Per rinunciarci, Smotrich avrebbe chiesto tra l’altro il ministero del Tesoro, il controllo del Coordinamento per le Attività di Governo nei Territori (cioè l’unità dell’esercito responsabile delle attività civili in Cisgiordania) e il controllo del Ministero degli Affari Religiosi.

Se i membri del Likud giudicano le sue richieste eccessive, Smotrich li accusa invece di continuare a rimangiarsi la parola data.

Sono stati 64 i parlamentari che hanno chiesto al presidente Isaac Herzog di affidare l’incarico di formare il governo a Netanyahu. Per ottenere il risultato, il Likud deve ancora arrivare all’intesa, oltre che con Smotrich, con i due partiti ultraortodossi Shas e United Torah Judaism. Il mandato per farlo scade il 6 dicembre ma può essere prolungato di altre due settimane. Per Israele si prospettano ancora lunghi giorni di fibrillazioni, mentre procede la caccia agli attentatori che mercoledì hanno fatto saltare in aria due fermate dell’autobus provocando un morto e 22 feriti. Così il paese rimane con il fiato sospeso, nella speranza che alle tensioni politiche non si aggiunga lo spettro del terrorismo.