"La regina aveva un tumore": l'ultima verità sulla morte di Elisabetta II
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - C’è un nuovo, esplosivo libro sulla regina Elisabetta. Che racconta particolari inediti sulla sua vita, sulla malattia, sulle "vere cause della sua morte", la sua difesa del famigerato figlio Andrea, il cellulare che aveva con sé, la sua recente serie tv preferita e ovviamente anche sui suoi ultimi, drammatici giorni. Si chiama “Elizabeth: An Intimate Portrait” e a scriverlo è l’autore, ex deputato conservatore a Westminster, esperto ed amico della Royal Family, Gyles Brandreth. L’opera, serializzata nel tabloid Daily Mail, uscirà l’8 dicembre in libreria ma sta già facendo discutere. Perché, per esempio, sostiene che la sovrana sia morta di cancro.
LONDRA - C’è un nuovo, esplosivo libro sulla regina Elisabetta. Che racconta particolari inediti sulla sua vita, sulla malattia, sulle "vere cause della sua morte", la sua difesa del famigerato figlio Andrea, il cellulare che aveva con sé, la sua recente serie tv preferita e ovviamente anche sui suoi ultimi, drammatici giorni. Si chiama “Elizabeth: An Intimate Portrait” e a scriverlo è l’autore, ex deputato conservatore a Westminster, esperto ed amico della Royal Family, Gyles Brandreth. L’opera, serializzata nel tabloid Daily Mail, uscirà l’8 dicembre in libreria ma sta già facendo discutere. Perché, per esempio, sostiene che la sovrana sia morta di cancro.
È un sospetto che molti esperti e osservatori a Londra hanno da tempo. Dopo la morte di Elisabetta lo scorso 8 settembre a 96 anni, Repubblica intervistò il biografo reale Andrew Morton, che mise platealmente in discussione la versione ufficiale del certificato di morte, che parlava di “decesso naturale per vecchiaia”: “La regina stava male, ma ce lo hanno nascosto”.
Ora Brandeth lo conferma esplicitamente, citando anche la patologia che avrebbe ucciso la regina: “Mi è stato detto che la Queen soffrisse di un cancro al midollo osseo”, scrive l’autore, “un mieloma che spiegherebbe la sua stanchezza degli ultimi tempi e soprattutto i suoi “problemi motori”" con cui Buckingham Palace ufficialmente giustificava le assenze della sovrana. “Il sintomo più comune del mieloma”, continua Brandreth, “è il dolore alle ossa, soprattutto nella zona lombare e nel bacino, e questa patologia colpisce soprattutto gli anziani”.
“Per un tumore del genere non c’è cura”, puntualizza Brandreth, “l’unico modo è cercare di allungare l’esistenza fino a due o tre anni, con medicine che permettano di regolare il sistema immunitario e prevenire il peggioramento delle condizioni delle ossa, nonché per alleviare il dolore”. Lo scrittore lega gli effetti di queste cure alle mani sempre più livide di Elisabetta, nelle poche volte che l’abbiamo vista in pubblico nei mesi precedenti alla sua morte.
Come quando, due giorni prima di spirare, salutò nella tenuta scozzese di Balmoral l’allora nuova prima ministra britannica Liz Truss. Nella circostanza, le mani della sovrana, sempre più piccina e ingobbita, erano di un colore viola: “Probabilmente per le iniezioni delle medicine per rallentare gli effetti del mieloma. La regina sapeva che i suoi giorni erano contati, ma ha voluto viverli a pieno fino all’ultimo sostenuta dalla fede in Dio”, scrive Brandreth. “Per esempio, Elisabetta disse che 'era stato davvero divertente' partecipare allo sketch con l’orsetto Paddington in occasione del Giubileo di Platino”, che la scorsa estate ha festeggiato i suoi 70 anni sul trono.
La morte del marito
Ma il libro parla di molto altro. Per esempio, della morte dell’amato marito e principe Filippo, avvenuta il 9 aprile 2021. Branredth smentisce la credenza accettata sinora, e cioè che il 99enne sia morto con Elisabetta al suo capezzale. “No, la regina non era ancora sveglia quanto Filippo spirò”, rimarca lo scrittore, “la mattina presto il duca di Edimburgo si svegliò, andò in bagno assistito da una infermiera, e poi morì poco dopo. Elisabetta stava ancora riposando nel suo letto e quando si svegliò suo marito era già deceduto”.
Non solo. Quando il duca di Edimburgo si ritirò dalla vita pubblica nel 2017 per motivi di salute, pare che bizzarramente Elisabetta non lo vide per diversi mesi, “anche se i due parlavano al telefono”. Non è chiaro il motivo, né Brandreth lo esplicita, per lo meno nelle anticipazioni pubblicate sinora. In ogni caso, la coppia si riunì durante i lockdown anti Covid, viaggiando insieme a Sandringham, Windsor e anche nella tenuta scozzese di Balmoral, dove Elisabetta sarebbe poi spirata.
Ma sempre su Filippo, nel libro ci sono altri particolari interessanti, anche gustosi. Per esempio, da quando Elisabetta era rimasta vedova, si era sempre ripromessa di non abbattersi “perché lui non lo vorrebbe”. Dunque, con l’aiuto dei suoi assistenti e delle dame di compagnia, per esempio la sovrana ha guardato molte puntate di “Line of Duty”, una serie tv poliziesca in onda oltremanica.
Brandreth riporta come Elisabetta fosse piuttosto interessata alla produzione, sebbene non apprezzasse l’inglese moderno usato: “A volte si lamentava di non riuscire a comprendere il parlato, troppo informale, contratto e confuso per i suoi gusti. Spesso doveva chiedere aiuto ai collaboratori per capire cosa dicessero e dunque la trama". Tuttavia, continua l’autore, la Regina non era così vetusta o ortodossa a livello linguistico, “tanto che di recente utilizzava anche il termine “toilet” per bagno”, mentre le versioni più raffinate in Inghilterra sono “lavatory” o al massimo - ma in altre circostanze - “loo”.
La regina e il cellulare
Brandreth racconta ulteriori dettagli. Per esempio, pare che la regina avesse con sé un cellulare e che avesse imparato a messaggiare negli ultimi tempi, anche se non è chiaro con chi conversasse sullo smartphone. “Di certo, non si è mai piegata ad utilizzare le app”, scrive l’autore. Ma ci sono altre chicche nel libro. Per esempio pare che Elisabetta abbia partorito i suoi figli Carlo e Andrea con la tecnica del “Dammerschlaf”, ossia in stato di semi amnesia causata dall’assunzioni di alcuni farmaci, il che provoca anche scarsi ricordi del parto per la madre. Secondo una dama di compagnia citata nel libro, “la regina soffrì però di effetti collaterali dopo la nascita di Andrea” e per questo il terzogenito Edoardo, invece, sarebbe nato con un parto naturale.
Il principe Andrea
Infine, ci sono dettagli sul suo rapporto con il principe Andrea, il suo amato secondogenito travolto dallo scandalo legato al pedofilo americano Jeffrey Epstein e dalle accuse di aver violentato l’allora minorenne Virginia Roberts Giuffre: “Elisabetta non ebbe esitazioni a strappargli i titoli militari perché era una realista e aveva capito che lo scandalo era troppo grande per la Royal Family”, scrive Brandreth, “ma lei è stata sempre al suo fianco e ha sempre avuto fiducia in lui”. Anche per questo, la regina si fece fotografare con Andrea a Windsor e addirittura si fece accompagnare sottobraccio da Andrea a Westminster Abbey per la messa in memoria di Filippo mesi fa, sotto gli occhi del mondo.
Fino a un particolare davvero curioso. Brandreth racconta che, quando in piena tormenta mediatica Andrea raccontò alla madre del suo rapporto con Epstein, la regina Elisabetta reagì al resoconto con una sola parola: “Intriguing!”, ossia “intrigante” o “interessante”.