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Ecco come cambierà Twitter con l'amnistia di Elon Musk

(reuters)
Dal ritorno sul social di Donald Trump, Kanye West e undici profili di estrema destra fino ai timori per la pubblicità massiccia di brand minori e i profili fantasma. Negli Usa si attende l'apertura delle "porte dell'inferno"
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NEW YORK - Il piccolo X AE A-Xii, due anni, corre tra le scrivanie mentre il padre, Elon Musk, porta avanti le sue riunioni con lo staff di Twitter. In una di queste, il 27 ottobre, subito dopo aver rilevato la piattaforma, il nuovo proprietario aveva discusso l'ipotesi di spalancare di nuovo le porte del social a migliaia di account messi al bando per i loro contenuti d'odio, razzisti e propagatori di notizie false. La stanza dei meeting, riporta il Washington Post, è chiamata "War Room", a evocare le stanze delle grandi decisioni dei governi.

Elon Musk, la maschera. Da Tesla a Twitter, passando per SpaceX

NEW YORK - Il piccolo X AE A-Xii, due anni, corre tra le scrivanie mentre il padre, Elon Musk, porta avanti le sue riunioni con lo staff di Twitter. In una di queste, il 27 ottobre, subito dopo aver rilevato la piattaforma, il nuovo proprietario aveva discusso l'ipotesi di spalancare di nuovo le porte del social a migliaia di account messi al bando per i loro contenuti d'odio, razzisti e propagatori di notizie false. La stanza dei meeting, riporta il Washington Post, è chiamata "War Room", a evocare le stanze delle grandi decisioni dei governi.

Elon Musk, la maschera. Da Tesla a Twitter, passando per SpaceX

Un mese dopo, Musk ha mantenuto la parola e ha annunciato la riammissione degli account censurati, pochi giorni dopo aver riammesso quello del troll e odiatore più famoso al mondo: l'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il sistema è lo stesso: Musk ha lanciato un sondaggio tra i suoi follower e poi annunciato i risultati. Alla domanda se Twitter "dovesse concedere un'amnistia generale agli account, stabilito che non hanno violato la legge o alimentato spam", il 72,4 per cento dei partecipanti al sondaggio ha risposto "yes". Musk, citando di nuovo la frase diventata il suo mantra, "Vox Populi, Vox Dei", ha dichiarato: "L'amnistia parte dalla prossima settimana".

Il fatto che i numeri della consultazione, a cui avrebbero partecipato in tre milioni, non siano verificabili da fonti esterne è solo un dettaglio nel mondo virtuale di Musk. La piattaforma Russeau di Twitter è sempre in linea con le idee del suo leader. La riammissione degli account rappresentata una minaccia per le comunità messe ai margini, perché rischiano di tornare al centro di attaggli degli haters. Per il proprietario della piattaforma tutte le interazioni sono utili, anche quelle maligne. Per gli inserizionisti non è così.

Decine di brand hanno messo in pausa le loro campagne pubblicitarie su Twitter. Musk ha risposto accogliendo pubblicità di marchi minori, a cui dare la ribalta di un social molto popolare. Ogni cinque-sei post c'è una pubblicità. Quest'ultima decisione potrebbe provocare un'ulteriore fuga degli inserzionisti.

In attesa dell'amnistia di massa, sono stati già reinseriti undici profili di estrema destra. Tra questi figurano quello di Jordan Peterson, professore espulso da Twitter per i suoi insulti ai transgender, e Babylon Bee, una media company conservatrice. È tornato anche l'account di Project Veritas, sito conservatore bannato per "ripetute violazioni" del codice di comportamento. Si rivede anche la repubblicana suprematista e complottista Marjorie Taylor Greene, il cui profilo era stato oscurato per i messaggi d'odio e la disinformazione sul Covid. Bentornato anche a David Duke, leader del Ku Klux Klan e quello di Kanye West, la cui pagina è stata riammessa dopo le restrizioni imposte a causa dei suoi messaggi antisemiti.

All'indomani dell'assedio del Congresso, il 6 gennaio 2021, Twitter aveva oscurato 70 mila profili, che avevano inneggiato all'insurrezione e propagato messaggi violenti. Torneranno. La scelta di Musk in nome della "libertà d'espressione" viene vista anche come soluzione per nascondere la nuova fragilità della piattaforma: la mancanza di controlli. Dal suo arrivo, il miliardario ha tagliato del 70 per cento il personale, smantellato il team che controllava la qualità dei post e interveniva in caso di messaggi d'odio. Non essendoci più i "controllori", Musk ha tolto il motivo per cui sarebbero stati necessari.

Negli Stati Uniti cominciano a parlare di "Porte dell'inferno" che si spalancheranno. A pagarne le conseguenze saranno soprattutto quei Paesi in cui la democrazia è più fragile. In Africa e Medio Oriente, per esempio, ci sono account fantasma guidati da entità statali che minacciano i giornalisti e i dissidenti. È possibile che nelle prossime settimane si rivedano anche profili neonazi e complottisti. A rischio la comunità Lgbtq: a pochi giorni dal massacro nel club gay di Colorado Springs, su Twitter potrebbero tornare account sospesi in passato per aver postato messaggi d'odio contro la comunità arcobaleno.