L'Ucraina ricorda l'Holodomor e la Germania annuncia una risoluzione che lo definisce un genocidio
dalla nostra corrispondente Tonia Mastrobuoni , dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO - Il primo piano quinquennale di Stalin si concluse nel 1932 con uno sterminio per fame che era cominciato alla fine degli anni Venti e si protrasse fino al 1933. Gli storici litigano ancora sui numeri, ma nessuno dubita del fatto che l'Holodomor, la grande carestia inflitta dai sovietici alle terre nere ucraine a partire dalla fine degli anni Venti, fece milioni di vittime. La collettivizzazione sovietica, lo scippo delle terre e la creazione dei kolchoz, andò di pari passo con la persecuzione mirata dei kulaki, dei contadini indipendenti, che Stalin dichiarò già nel 1929 di voler "sterminare in quanto classe".
I contadini furono costretti a cedere le loro terre all'Urss e furono deportati, fucilati o costretti all'esilio. Il risultato fu una colossale carestia e la rapina sistematica dei raccolti: il "granaio d'Europa" si trasformò in un inferno di terre prosciugate e depredate. "Holodomor", in ucrain…
BERLINO - Il primo piano quinquennale di Stalin si concluse nel 1932 con uno sterminio per fame che era cominciato alla fine degli anni Venti e si protrasse fino al 1933. Gli storici litigano ancora sui numeri, ma nessuno dubita del fatto che l'Holodomor, la grande carestia inflitta dai sovietici alle terre nere ucraine a partire dalla fine degli anni Venti, fece milioni di vittime. La collettivizzazione sovietica, lo scippo delle terre e la creazione dei kolchoz, andò di pari passo con la persecuzione mirata dei kulaki, dei contadini indipendenti, che Stalin dichiarò già nel 1929 di voler "sterminare in quanto classe".
I contadini furono costretti a cedere le loro terre all'Urss e furono deportati, fucilati o costretti all'esilio. Il risultato fu una colossale carestia e la rapina sistematica dei raccolti: il "granaio d'Europa" si trasformò in un inferno di terre prosciugate e depredate. "Holodomor", in ucraino, vuole dire "morte per fame".
Il grande scrittore Vassili Grossman, tornando in treno dalla sua città natale Berdyciv, nell'ovest dell'Ucraina, descrisse le contadine che supplicavano i viaggiatori. Anche Artur Koestler rimase scioccato dalle madri che alzavano i loro bimbi verso i finestrini per chiedere un pezzo di pane: "sembravano embrioni", scrisse, ridotti a scheletri dalla pancia enorme. E i testimoni dell'epoca narrarono delle città attraversate da file interminabili di ucraini in attesa di una microscopica razione di pane, dei cadaveri per le strade, dei divieti di avvicinarsi alle tombe per scongiurare cannibalismi, dei bambini portati nelle caserme perché non morissero per strada. Lo storico di Yale, Timothy Snyder, secondo il quale l'Holodomor fu il prodotto mirato della volontà di sterminio di Stalin, racconta dei bambini che chiedevano ai poliziotti di morire all'aria aperta: "voglio morire in pace, non voglio morire nelle caserme della morte".
L'Ucraina commemora il lungo e lento sterminio inflittole dai sovietici ogni quarto sabato del mese di novembre con una cerimonia pubblica e l'invito ad accendere le candele. E in tempi di bombardamenti delle infrastrutture strategiche e del tentativo palese da parte della Russia di Putin di causare un inverno di buio, di freddo e di fame al Paese invaso nove mesi fa, il ministro degli Esteri ucraino Kuleba ha scritto su Twitter che gli ucraini sopravvissero negli anni Trenta e non si arrenderanno oggi alla violenza di Putin. "Novant'anni fa, Stalin usò la carestia come arma per far morire di fame milioni di ucraini. Accendete una candela questa sera per commemorare le vittime del genocidio dell'Holodomor nel 1932-1933 e delle carestie artificiali di massa del 1921-1922 e del 1946-1947. Siamo sopravvissuti allora e non ci arrenderemo oggi".
La Germania, spesso al centro delle polemiche in questi mesi per le riluttanze negli aiuti all'Ucraina, ha annunciato un gesto importante. Il Bundestag voterà la prossima settimana una risoluzione, proposta dalla maggioranza "semaforo" Spd, verdi e liberali ma anche dalla Cdu/Csu, che definirà l'Holodomor un genocidio. Una definizione ancora rifiutata dalla Russia, che ha cominciato a parlare della grande carestia di Stalin soltanto negli anni '80, con l'arrivo della Perestrojka di Gorbaciov. E il deputato dei verdi che ha proposto la risoluzione, Robin Wagener, la motiva così: "Putin si colloca nella feroce e criminale tradizione di Stalin".
Dall'Italia è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a ricordare l'anniversario dell'Holodomor: "90 anni fa l'Ucraina veniva travolta da una terribile carestia causata da Stalin e dall'Urss. L'Italia ricorda i milioni di morti che ci furono, vittime di genocidio. Oggi con la guerra torna lo spettro di quei giorni. Non lasceremo solo il popolo ucraino". Anche i due primi ministri di Polonia e Belgio, Mateusz Morawiecki e Alexander De Croo, in visita a Kiev, hanno voluto commemorare la grande carestia e i milioni di morti di Stalin.