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Mali, gli abusi dei mercenari Wagner: in un anno 23 violazioni dei diritti umani

Un dossier del collettivo di analisti "All Eyes On Wagner", ricostruisce gli abusi dei soldati di ventura del Cremlino. Manovre che allargano la ragnatela di Mosca sull'Africa e permettono a Prighozin di arricchirsi
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Prima un'operazione di influenza, spingendo la popolazione a invocare i liberatori venuti da Mosca. Poi lo sbarco dei mercenari, che fanno stragi e mettono le mani sulle uniche risorse preziose dei Paesi più poveri. Questo è lo "spartito dell'Orchestra", come gli stessi soldati di ventura del Cremlino chiamano le loro missioni in terra d'Africa. Stiamo parlando della Wagner, la famigerata compagnia creata dal "cuoco di Putin" Evgenij Prigozhin.

Un dossier di 52 pagine realizzato da AEOW-All Eyes On Wagner, un collettivo di analisti volontari che studiano le fonti aperte, ricostruisce un anno di azioni in Mali, mettendo a nudo il modello di intervento che ha esordito nella Repubblica Centro Africana e in Libia ma che ora viene ripetuto in altre nazioni come il Burkina Faso e il Sudan. Manovre che allargano la ragnatela di Mosca ma allo stesso tempo permettono a Prighozin di arricchirsi.

Prima un'operazione di influenza, spingendo la popolazione a invocare i liberatori venuti da Mosca. Poi lo sbarco dei mercenari, che fanno stragi e mettono le mani sulle uniche risorse preziose dei Paesi più poveri. Questo è lo "spartito dell'Orchestra", come gli stessi soldati di ventura del Cremlino chiamano le loro missioni in terra d'Africa. Stiamo parlando della Wagner, la famigerata compagnia creata dal "cuoco di Putin" Evgenij Prigozhin.

Un dossier di 52 pagine realizzato da AEOW-All Eyes On Wagner, un collettivo di analisti volontari che studiano le fonti aperte, ricostruisce un anno di azioni in Mali, mettendo a nudo il modello di intervento che ha esordito nella Repubblica Centro Africana e in Libia ma che ora viene ripetuto in altre nazioni come il Burkina Faso e il Sudan. Manovre che allargano la ragnatela di Mosca ma allo stesso tempo permettono a Prighozin di arricchirsi.

I mercenari sono arrivati a Bamako lo scorso novembre, ma già dalla fine del 2016 un gruppo di "patrioti" maliani - "Le Groupement des Patriotes" - aveva lanciato una campagna per chiedere la protezione dei russi animando manifestazioni nella capitale. Gli slogan erano di facile presa: denunciare la nuova colonizzazione francese e domandare il soccorso di Mosca. Da gennaio 2021 la mobilitazione si intensifica, guidata dall'ex leader del movimento M5-RFP: Adama Ben Diarra, alias "Ben le Cerveau", molto attivo in tutta l'Africa e che in passato ha fatto spesso da apripista alla Wagner nel Continente. Poi a maggio dell'anno scorso il golpe del colonello Assimi Goita marca la svolta che determina la chiusura dell'operazione anti-terrorismo franco-europea, ostacola il contingente di caschi blu dell'Onu e spalanca le porte ai guerrieri privati russi, guidati sul campo da Ivan Maslov, un veterano dei combattimenti nel Donbass.

Il cuore del documento è l'analisi di 23 violazioni dei diritti umani: omicidi indiscriminati, stupri, saccheggi, deportazione delle popolazioni non allineate al regime. Ci sono esami incrociati di foto, video, comunicati, testimonianze per cercare di trovare certezze in un Paese dove il lavoro di ong e reporter è sempre più difficile. 

Gli uomini della Wagner esordiscono con veri massacri. Trentacinque morti a Dogofry: i corpi, bendati e con le mani legate, sono stati bruciati in una fossa comune. Poi a fine marzo l'assalto alla cittadina di Moura, che lascia a terra oltre trecento persone. Testimoni hanno descritto i "soldati bianchi" che hanno bloccato le strade d'accesso, rastrellando gli abitanti: chi si rifiutava di consegnare soldi e cellulari, veniva ucciso sul posto. Si stima che i terroristi nascosti nelle case fossero circa trenta; le vittime dieci volte di più.

A Gossi, una località dove c'era una base del contingente francese, è entrata in scena anche la disinformazione: i media vicini alla Wagner hanno diffuso online le immagini di una fossa comune, accusando i militari di Parigi di avere fucilato i prigionieri. Esistono però filmati che mostrano i mercenari russi mentre scavano la buca e gettano dentro i corpi. 

In questi eccidi spesso l'esercito maliano accompagna gli incursori di Mosca. Come il 20 aprile nel "mercato Hombori", quando seicento persone sono state deportate e i loro beni razziati: molti hanno dichiarato di essere stati torturati. Le proteste e il rischio che i raid aumentassero il sostegno alla guerriglia hanno spinto nella seconda metà dell'anno i russi a rendere più selettivi i loro interventi, senza rinunciare ad abusi ed eccessi di violenza. 

Il risultato non è la sconfitta dell'insurrezione jihadista né delle bande di trafficanti, ma una generale insicurezza del Paese. Le violenze condotte dai mercenari e dalla giunta golpista paiono aumentare la forza dell'insurrezione fondamentalista, a cui si aggiungono le rivolte di gruppi tribali vecchi e nuovi. Gli emissari di Prigozhin però sembrano reagire aumentando la ferocia degli attacchi, portati a termine anche con cacciabombardieri ed elicotteri da battaglia pilotati da personale russo.

E intanto i militari di Bamako faticano a soddisfare le richieste economiche della Wagner. Due geologi, Viktor Popov e Serguei Laktionov, sono stati incaricati di esaminare le risorse minerarie e stanno trattando per rilevare le concessioni di tre giacimenti - Fekola, Loulo-Gounkoto e Syama - che però sono controllati da società canadesi e australiane: nel 2021 hanno prodotto oltre 37 tonnellate d'oro.