Camilla abolisce le "dame di compagnia". Nuovo nome e nuove funzioni per "modernizzare" la monarchia
di Enrico Franceschini , di Enrico FranceschiniLONDRA – Camilla abolisce le dame di compagnia. La regina consorte ha deciso di cambiare titolo e ridurre le funzioni per le “ladies-in-waiting”, figure tradizionali di corte per la famiglia reale britannica, che hanno origini nel Medio Evo. Da allora, e fino al regno di Elisabetta II, scomparsa lo scorso 8 settembre, queste damigelle attentamente selezionate dal monarca o dalla sua consorte tra le donne della più alta aristocrazia avevano una varietà di compiti: presenziare accanto alla regina a cerimonie pubbliche; accompagnarla in visite ufficiali e viaggi di Stato; assisterla nel rispondere alla corrispondenza e nel tenere i contatti con il pubblico.
In una mossa definita dai media inglesi come “modernizzatrice”, Camilla ha stabilito che tale personaggio sia ormai obsoleto. Non si chiameranno più “lady-in-waiting” (alla lettera “signora in attesa”, tradotto abitualmente in italiano come “dama di comp…
LONDRA – Camilla abolisce le dame di compagnia. La regina consorte ha deciso di cambiare titolo e ridurre le funzioni per le “ladies-in-waiting”, figure tradizionali di corte per la famiglia reale britannica, che hanno origini nel Medio Evo. Da allora, e fino al regno di Elisabetta II, scomparsa lo scorso 8 settembre, queste damigelle attentamente selezionate dal monarca o dalla sua consorte tra le donne della più alta aristocrazia avevano una varietà di compiti: presenziare accanto alla regina a cerimonie pubbliche; accompagnarla in visite ufficiali e viaggi di Stato; assisterla nel rispondere alla corrispondenza e nel tenere i contatti con il pubblico.
In una mossa definita dai media inglesi come “modernizzatrice”, Camilla ha stabilito che tale personaggio sia ormai obsoleto. Non si chiameranno più “lady-in-waiting” (alla lettera “signora in attesa”, tradotto abitualmente in italiano come “dama di compagnia”), bensì semplicemente “accompagnatrici della regina”. Parteciperanno meno regolarmente alla vita di corte. E non saranno coinvolte in funzioni di corrispondenza o amministrazione.
Le sei accompagnatrici avranno insomma una posizione più informale e occasionale, lasciando l’organizzazione del calendario e degli impegni della 75enne regina consorte al suo staff di segretari e consiglieri. Per questo ruolo non verranno retribuite, anche se le spese saranno rimborsate. Il cambiamento può apparire più simbolico che sostanziale a osservatori stranieri, ma è in linea con il proposito più volte manifestato da re Carlo III di snellire la monarchia, ridurne il budget e metterla al passo con i tempi di oggi: ovvero rompere con certe tradizioni che risalgono appunto al Medio Evo, anche nel linguaggio e nei simboli.
Ciò non toglie che le sei “Queen’s companions”, come saranno chiamate in inglese, appartengano come in passato all’aristocrazia. Si tratta per lo più di fidate amiche di Camilla: la marchesa di Lansdowne, Jane von Westenholz, lady Katharine Brooke, Sarah Troughton, lady Sarah Keswick e la baronessa Chisholm. Quest’ultima è l’ex-capo dei conservatori alla camera dei Lord. Con l’occasione della riforma, Camilla ha inoltre nominato il suo scudiero, termine anch’esso antiquato ma mantenuto com’era, che definisce il suo assistente personale: si tratta del maggiore Ollie Plunkett. Quanto alle dame di compagnia della regina Elisabetta, non andranno del tutto in pensione: d’ora in avanti aiuteranno re Carlo a organizzare eventi a Buckingham Palace e saranno conosciute come “ladies of the household”, signore della casa. Sottinteso, reale.