Boeing propone una nuova arma "ibrida" per l'Ucraina: una piccola bomba su un razzo
di Floriana Bulfon , di Floriana BulfonUn’arma ibrida, perché costruita mettendo insieme pezzi di ordigni differenti: una piccola bomba d’aereo inserita sopra un razzo. Le difficoltà dell’industria occidentale nel produrre equipaggiamenti per la difesa dell’Ucraina stanno generando soluzioni molto creative. Gli Usa sono arrivati al limite nelle forniture di Himars, i razzi di precisione che hanno cambiato il corso della guerra e aperto la strada alle offensive di Kiev, ed ecco che Boeing presenta una proposta alternativa: unire una Small Diameter Bomb Gbu 39 a un propulsore M26, creando uno strumento che teoricamente può avere addirittura prestazioni migliori. L’azienda è convinta di poter consegnare entro la prossima primavera e l’iniziativa ora viene valutata dal Pentagono.
La Gbu 39 è una delle bombe inventate durante le operazioni contro il terrorismo jihadista per limitare il rischio di danni collaterali: ha una testata con 93 chili di esplo…
Un’arma ibrida, perché costruita mettendo insieme pezzi di ordigni differenti: una piccola bomba d’aereo inserita sopra un razzo. Le difficoltà dell’industria occidentale nel produrre equipaggiamenti per la difesa dell’Ucraina stanno generando soluzioni molto creative. Gli Usa sono arrivati al limite nelle forniture di Himars, i razzi di precisione che hanno cambiato il corso della guerra e aperto la strada alle offensive di Kiev, ed ecco che Boeing presenta una proposta alternativa: unire una Small Diameter Bomb Gbu 39 a un propulsore M26, creando uno strumento che teoricamente può avere addirittura prestazioni migliori. L’azienda è convinta di poter consegnare entro la prossima primavera e l’iniziativa ora viene valutata dal Pentagono.
La Gbu 39 è una delle bombe inventate durante le operazioni contro il terrorismo jihadista per limitare il rischio di danni collaterali: ha una testata con 93 chili di esplosivo che non crea schegge e un apparato di guida GPS. La nuova versione studiata da Boeing assieme alla svedese Saab avrebbe un raggio d’azione di 150 chilometri: superiore a quello degli Himars, ma pari alla metà della portata dei missili ATacMS che gli Stati Uniti non vogliono fornire all’Ucraina nel timore di attacchi contro bersagli all’interno del territorio russo, tali da causare un’escalation.
Uno dei vantaggi è il costo relativo: i razzi M26 sono presenti in quantità nei depositi statunitensi mentre l’ordigno ha un prezzo di 40mila dollari. Diversi analisti fanno notare che esistono altre soluzioni “ibride”: ad esempio i missili aria-aria AIM-120 adattati per l’impiego sui lanciatori contraerei NASAMS, utilizzati negli scorsi giorni per proteggere Kiev dai raid russi.
Lockheed Martin, rivale della Boeing nella corsa agli armamenti, però sta facendo di tutto per aumentare la produzione degli Himars, già consegnati a Kiev in 5mila esemplari. Attualmente si costruiscono 96 lanciatori semoventi l’anno: l’obiettivo è raddoppiare questa capacità, sia nei veicoli sia negli ordigni. “Abbiamo fatto investimenti nelle catene di montaggio dove li realizziamo”, ha spiegato a Reuters Becky Withrow della divisione missili del colosso statunitense. Anche se la società non ritiene che le commesse cresceranno significativamente prima del 2024.
L’arma ibrida è solo uno dei progetti – circa mezza dozzina stando a Reuters – che il Pentagono sta esaminando per trovare un modo di rifornire l’esercito ucraino senza svuotare le sue scorte. Il problema principale riguarda le munizioni per l’artiglieria pesante in calibro 155 millimetri: un milione e mezzo di proiettili sono già stati donati a Kiev. Finora l’Us Army ha permesso di fabbricarli solo in impianti di proprietà governativa ma ora sta cercando di allargare la produzione anche alle aziende esterne. La richiesta infatti si è moltiplicata, perché tutti i Paesi della NATO non solo le hanno trasferite agli ucraini ma vogliono anche rinforzare le loro riserve: una domanda pressante soprattutto da parte delle nazioni dell’Est, come la Polonia, che temono un futuro confronto armato con la Russia.