Nuovi missili a lunga gittata per l'Ucraina: il Pentagono valuta la proposta della Boeing
dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli , dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK - Il Pentagono sta valutando una proposta della Boeing per fornire all’Ucraina nuove bombe di precisione, facili da costruire rapidamente, e capaci di colpire le truppe russe fino a centocinquanta chilometri di distanza. Questa notizia, rivelata dalla Reuters, dimostra almeno due cose. Primo, gli Stati Uniti restano determinati ad aiutare Kiev, per metterla nelle migliori condizioni possibili sul terreno, se e quando Putin prenderà sul serio l’idea di cercare una soluzione diplomatica alla guerra che di certo non sta vincendo. Secondo, nonostante i tentativi in corso per arrivare ad un negoziato, Washington si prepara seriamente all’eventualità che il conflitto sarà ancora in corso durante le prossima primavera.
Nelle ultime settimane si è discusso molto il fatto che le riserve di armi fornite dall’Occidente al governo del presidente Zelensky si stanno esaurendo, e quindi della possibilità che diventi indispens…
NEW YORK - Il Pentagono sta valutando una proposta della Boeing per fornire all’Ucraina nuove bombe di precisione, facili da costruire rapidamente, e capaci di colpire le truppe russe fino a centocinquanta chilometri di distanza. Questa notizia, rivelata dalla Reuters, dimostra almeno due cose. Primo, gli Stati Uniti restano determinati ad aiutare Kiev, per metterla nelle migliori condizioni possibili sul terreno, se e quando Putin prenderà sul serio l’idea di cercare una soluzione diplomatica alla guerra che di certo non sta vincendo. Secondo, nonostante i tentativi in corso per arrivare ad un negoziato, Washington si prepara seriamente all’eventualità che il conflitto sarà ancora in corso durante le prossima primavera.
Nelle ultime settimane si è discusso molto il fatto che le riserve di armi fornite dall’Occidente al governo del presidente Zelensky si stanno esaurendo, e quindi della possibilità che diventi indispensabile ridurre le consegne. Il Wall Street Journal ha aggiunto che gli Usa iniziano a temere di non avere un arsenale abbastanza pronto, se la Cina davvero decidesse di invadere Taiwan. Alcuni osservatori hanno anche speculato che questi allarmi rappresentano in realtà un messaggio politico inviato all’Ucraina, affinché entri nell’ordine di idee che non può riconquistare tutto il territorio occupato dai russi e deve prepararsi a fare qualche concessione per chiudere il conflitto.
A giudicare dalla notizia pubblicata dalla Reuters, però, le cose non stanno esattamente così, perché il Pentagono sta attivamente considerando varie ipotesi per accelerare la produzione di armi e quindi continuare le forniture militari a Kiev, se non anche rafforzarle. In base a documenti visti dall’agenzia, una proposta al vaglio è quella della Boeing di consegnare le Ground Launched Small Diameter Bomb (GLSDB), che sono sistemi d’arma facili da realizzare in breve tempo. Si tratta infatti di montare le bombe GBU-39 sui razzi M26, dotandoli della guida con il GPS.
Gli M26 già abbondano nell’arsenale americano, mentre le GBU-39 costano "solo" 40.000 dollari l’una. Ciò rende molto facile ed economico produrre la GLSDB, che però ha una gittata di 94 miglia, e quindi potrebbe colpire in profondità le retrovie russe, favorendo la controffensiva ucraina e complicando qualunque tentativo di Mosca di tornare a guadagnare terreno. Dunque non si tratterebbe dei missili ATACMS, che Zelensky ha finora chiesto inutilmente, perché gli Usa temono che sfrutti la loro gittata da quasi 300 chilometri per attaccare il territorio russo.
Sarebbe però un’alternativa meno pericolosa, in termini di rischio di allargare il conflitto, ma comunque molto efficace per aiutare Kiev a conservare l’iniziativa sul terreno e punire in profondità i reparti russi, mentre Putin incapace di vincere prende di mira le città e le infrastrutture ucraine. Per far arrivare le GLSDB al fronte, però, bisognerebbe aspettare almeno fino all’inizio della primavera, per approvare la proposta, completare le pratiche burocratiche e rilanciare la produzione. Questo significa che il Pentagono non si aspetta una fine rapida della guerra, e anzi si prepara a mettere Zelensky in condizione di combatterla almeno fino alla prossima estate.