Emergenza aviaria negli Stati Uniti: in un anno uccisi oltre 50 milioni di uccelli
di Massimo Basile , di Massimo BasileNEW YORK - I primi esemplari avevano cominciato a non bere. Poi a produrre poche uova e quando lo facevano, le uova avevano forme irregolari. Poi sono apparsi i gonfiori alla testa e agli occhi, mentre le zampe erano stranamente scolorite. Alcuni polli erano scoordinati, camminavano a fatica. Poi sono stati trovati morti. Prima dieci, poi cento, poi migliaia. È cominciata così, in estate, in alcune fattorie dell’America rurale, l’epidemia di aviaria che adesso è diventata un’emergenza nazionale americana.
Un milione e 800 mila polli dovranno essere soppressi in Nebraska, dove sono stati uccisi già 6,8 milioni di esemplari, per evitare che l’epidemia di influenza aviaria scoppiata in un’azienda agricola a nord di Omaha si diffonda in tutto lo Stato e renda più grave una pandemia che riguarda ormai tutta l’America. Lo ha annunciato il dipartimento Agricoltura dello Stato. Ma non solo. Anche In Io…
NEW YORK - I primi esemplari avevano cominciato a non bere. Poi a produrre poche uova e quando lo facevano, le uova avevano forme irregolari. Poi sono apparsi i gonfiori alla testa e agli occhi, mentre le zampe erano stranamente scolorite. Alcuni polli erano scoordinati, camminavano a fatica. Poi sono stati trovati morti. Prima dieci, poi cento, poi migliaia. È cominciata così, in estate, in alcune fattorie dell’America rurale, l’epidemia di aviaria che adesso è diventata un’emergenza nazionale americana.
Un milione e 800 mila polli dovranno essere soppressi in Nebraska, dove sono stati uccisi già 6,8 milioni di esemplari, per evitare che l’epidemia di influenza aviaria scoppiata in un’azienda agricola a nord di Omaha si diffonda in tutto lo Stato e renda più grave una pandemia che riguarda ormai tutta l’America. Lo ha annunciato il dipartimento Agricoltura dello Stato. Ma non solo. Anche In Iowa ne sono stati soppressi più del doppio, 15,5 milioni.
Quest’anno negli Usa sono 52 milioni i polli uccisi dal virus, la maggior parte soppressi per contenere una pandemia che non aveva queste dimensioni dal 2015. L’emergenza riguarda 46 Stati su cinquanta, molti dei quali erano già alle prese con l’emergenza idrica, eredità di un’estate tra le più calde e secche di sempre. In gran parte i casi erano stati registrati tra giugno e luglio, ma a settembre il numero dei polli infetti è di nuovo salito in modo verticale e costretto gli allevatori a sopprimerne sei milioni in un solo mese.
Ci sono poche possibilità che il virus venga contratto dall’uomo. I casi di contagio sono rari, ha dichiarato l’agenzia federale sanitaria dei Centers for Disease Control and Prevention, secondo la quale basta una normale cottura per uccidere i batteri e i virus presenti negli animali e nelle uova. La nuova influenza ha finito per avere anche conseguenze sul mercato, contribuendo all’impennata dei prezzi per il pollame e le uova, saliti in cima alla lista dei prodotti con il più alto livello di inflazione.
Rispetto al 2015, però, questa pandemia sembra più difficile da contenere, perché si diffonde con facilità anche tra gli uccelli. I corsi d’acqua e i rapaci che mangiano le carcasse degli animali contagiati possono portare a lunga distanza un virus che ha una forte capacità di colpire i polli, ma può anche contaminare i terreni. Le aziende agricole hanno adottato una serie di misure straordinarie, come obbligare i dipendenti a cambiare i vestiti ogni volta entrano nei recinti e a sterilizzare i camion prima di accedere alle fattorie. Annullate decine di fiere. In molti casi le aziende agricole hanno vietato l’accesso ai visitatori.