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Apertura ai colloqui tra Maduro e opposizione. Gli Usa autorizzano la Chevron a pompare petrolio in Venezuela

(afp)
I negoziati in corso in Messico erano stati bloccati dopo l'estradizione negli Usa del braccio destro del presidente venezuelano
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LIMA – Revoca delle sanzioni in cambio di petrolio. Le conseguenze della guerra in Ucraina colpiscono al di là dell'Atlantico. C’è carenza di petrolio e gas sul mercato internazionale. Allora meglio premunirsi. Ce n’è una montagna a due passi, in Venezuela, alle foci dell’Orinoco. Greggio pesante, ma che può essere lavorato e reso utile per carburante industriale e benzina per i trasporti. Dopo settimane di voci e indiscrezioni ecco l’annuncio ufficiale: il Dipartimento al Tesoro ha autorizzato il suo Office of Foreign Assets Control (Ofac) a rilasciare una licenza alla Chevron per riprendere a pompare petrolio nel Paese di Nicolás Maduro. 

Una decisione che apre la strada a un cambio dell’equilibrio geopolitico della regione. Fa parte di una serie di processi che coinvolgono diversi attori. Da Gustavo Petro, il presidente della Colombia, protagonista delle nuove trattative di “pace totale” co…

LIMA – Revoca delle sanzioni in cambio di petrolio. Le conseguenze della guerra in Ucraina colpiscono al di là dell'Atlantico. C’è carenza di petrolio e gas sul mercato internazionale. Allora meglio premunirsi. Ce n’è una montagna a due passi, in Venezuela, alle foci dell’Orinoco. Greggio pesante, ma che può essere lavorato e reso utile per carburante industriale e benzina per i trasporti. Dopo settimane di voci e indiscrezioni ecco l’annuncio ufficiale: il Dipartimento al Tesoro ha autorizzato il suo Office of Foreign Assets Control (Ofac) a rilasciare una licenza alla Chevron per riprendere a pompare petrolio nel Paese di Nicolás Maduro. 

Una decisione che apre la strada a un cambio dell’equilibrio geopolitico della regione. Fa parte di una serie di processi che coinvolgono diversi attori. Da Gustavo Petro, il presidente della Colombia, protagonista delle nuove trattative di “pace totale” con la guerriglia dell’Eln (e non solo) in corso a Caracas, a Andrés Manuel López Obrador, il presidente del Messico, che ospita di nuovo i negoziati tra governo e opposizione venezuelani interrotti bruscamente alcuni mesi fa dopo l’estradizione negli Usa del braccio destro di Maduro, Alex Saab. Infine, il presidente del Cile, Gabriel Boric che in attesa dell’insediamento di Lula in Brasile, sta rafforzando l’asse della nuova sinistra in America Latina che sarà protagonista dell’area, assieme ad Alberto Fernández in Argentina e Xiomara Castro in Honduras. Cile, Brasile, Messico, oltre a Germania, Spagna, Svezia e Svizzera sono stati chiamati a fare da garanti.

Il primo disgelo di sanzioni al Venezuela è legato all’andamento delle trattative ospitate in Messico. Già durante questo ultimo fine settimana si sono riunite le due delegazioni e i toni del confronto sono stati decisamente diversi dal solito. Si sono abbandonate le richieste roboanti, gli insulti, le condizioni di principio. Lo staff di Maduro riconosce a pieno titolo l’opposizione; e viceversa. La licenza alla Chevron arriva in un momento tragico per il settore petrolifero del paese che ha la fortuna di possederne la seconda riserva più grande al mondo dopo l’Arabia Saudita. Il colosso Usa potrà estrarre, lavorare e importare greggio per sei mesi; poi si vedrà se rinnovare il contratto. Molto dipenderà appunto da come procede il confronto in Messico. 

Nicolas Maduro

  (reuters)

Il Dipartimento al Tesoro Usa ha già sbloccato tra i 3 e i 5 miliardi di dollari di fondi statali venezuelani all’estero. “Riteniamo che la migliore soluzione per il Venezuela sia il negoziato tra le parti”, sostiene un comunicato, “e per incoraggiarlo siamo disposti a  sanzioni selettive sulla base di azioni concrete che allevino le sofferenze del popolo venezuelano e lo avvicinino al ripristino della democrazia”. La Licenza concessa GL41, ricorda El País, autorizza tutte le operazioni necessarie per far lavorare la Chevron. La società potrà importare in Venezuela i pezzi di ricambio per mettere in sicurezza e rendere operative le stazioni di pompaggio della Pdvsa, l’industria petrolifera statale del regime di Maduro. Ma il greggio dovrà essere prima venduto alla Chevron e poi da questa esportato negli Usa. 

La GL41 in sostanza impedisce il pagamento di qualsiasi tassa o royalty al governo venezuelano e qualsiasi dividendo alla Pdvsa e alle sue controllate. Il petrolio estratto infine non potrà essere venduto ad altro paese se non gli Usa (quindi Cuba) ed è vietata ogni altra transazione che coinvolga un’entità situata in Venezuela o controllata da società russe. Non potranno essere esplorati nuovi pozzi o giacimenti se non quelli mantenuti da Chevron fino al 28 gennaio del 2019.