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Kiev ripiomba al buio, energia solo per 3 ore: “Ma salviamo il Natale”

La compagnia elettrica impone la riduzione dei consumi del 60%. L’amministrazione comunale punta sulle festività come simbolo di resistenza
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KIEV - Una sontuosa nevicata accoglie chi arriva a Kiev, martedì: tre ore intense, dalle 18 alle 21, temperatura tra zero e meno uno. Accoglie e spaventa per l'ulteriore richiesta di riscaldamento che ne segue. Il general manager della compagnia elettrica che serve la capitale e la regione, la Dtek, ha già detto che bisogna ridurre i consumi del 60 per cento e che sarà necessario passare a tre ore di energia distribuita alle case e alle fabbriche ogni giorno. Dalle finestre dei palazzi rimasti intoccati nella periferia sud e in centro si vede, in verità, ancora luce: il black out non è generalizzato. 


Il sindaco fighter, Vitaly Klitchko, assicura la popolazione e il mondo che anche con l'oscurità la festa a Kiev ci sarà, e sarà prolungata: "Non ci faremo rubare il Natale da Putin". Sì, a Kiev e in tutta l'Ucraina che vorrà abbracciarlo sarà possibile festeggiare il Natale, que…

KIEV - Una sontuosa nevicata accoglie chi arriva a Kiev, martedì: tre ore intense, dalle 18 alle 21, temperatura tra zero e meno uno. Accoglie e spaventa per l'ulteriore richiesta di riscaldamento che ne segue. Il general manager della compagnia elettrica che serve la capitale e la regione, la Dtek, ha già detto che bisogna ridurre i consumi del 60 per cento e che sarà necessario passare a tre ore di energia distribuita alle case e alle fabbriche ogni giorno. Dalle finestre dei palazzi rimasti intoccati nella periferia sud e in centro si vede, in verità, ancora luce: il black out non è generalizzato. 


Il sindaco fighter, Vitaly Klitchko, assicura la popolazione e il mondo che anche con l'oscurità la festa a Kiev ci sarà, e sarà prolungata: "Non ci faremo rubare il Natale da Putin". Sì, a Kiev e in tutta l'Ucraina che vorrà abbracciarlo sarà possibile festeggiare il Natale, quello cattolico e occidentale con il pranzo del 25 dicembre. In un Paese con l'ottanta per cento dei cittadini cristiano ortodossi, di rito orientale ma sempre meno moscovita, il 25 dicembre è riconosciuto giorno di festa dalla fine del 2017. E il governo in guerra ora vuole sfruttare questa possibilità per segnare le definitive distanze da Mosca. 


La Rada, il Parlamento monocamera con sede nella capitale, allora votò un testo che riconosceva ufficialmente la data cattolica come Natale, accanto al tradizionale 7 gennaio, che segna la festività ortodossa. Petro Porosenko era presidente e l'atto entrò nel codice del lavoro: una festa anche laica, garantita. I deputati nazionali e nazionalisti spiegarono quella scelta dirompente con la volontà di minimizzare l'impronta dell'eredità sovietica nella Repubblica ucraina già in conflitto con la Russia. 

Nell'arco di cinque anni la legge è diventata solo parzialmente cultura. Si stima che un terzo della popolazione, soprattutto nell'Ovest, onori due volte il Natale. Il presidente Volodimir Zelensky proverà ad allargare la platea con la volontà esplicita di abbracciare un mondo a cui lui e molti ucraini tendono: l'Occidente. Spiegò bene, allora, Irina Podoliak, deputata del Partito nazionalista di autodifesa: "Non diciamo alle Chiese quando e come celebrare le loro festività, ma passare al calendario gregoriano è un segno di europeizzazione". 


Per la Chiesa ortodossa di obbedienza moscovita, sempre più avversata e per la cui cancellazione dal territorio 25.000 persone hanno firmato una petizione ora sulla scrivania del presidente, la scelta del 25 dicembre non è mai stata compresa dal popolo e affogherà la ricorrenza della nascita di Cristo nel consumismo: "Per noi e per gran parte dell'Oriente d'Europa il salvatore è nato il 7 gennaio, non è certo nato due volte", ha detto l'arcivescovo Kliment di Irpensk: "Così il Natale diventa una farsa". 

Attualmente, quasi 11.000 comunità cattoliche e protestanti ucraine celebrano il Natale secondo il calendario gregoriano mentre 23.000 comunità ortodosse obbediscono al rito giuliano voluto da Mosca. Dice ancora, questo ieri, il sindaco Klitschko: "Parlo con le persone ogni giorno e mi chiedono: perché mio figlio quest'anno sarà senza albero, senza Capodanno, senza l'atmosfera delle feste? Gli eventi di massa sono proibiti in tempo di guerra, ma nessuno cancellerà il Natale e neppure il Capodanno". In molti quartieri di Kiev la municipalità sta portando gli abeti nordici, mentre spegne le luci.