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Migranti: dalla Nigeria alle Canarie, tre uomini viaggiano per undici giorni sul timone di una petroliera

(ansa)
Seduti in bilico sull'acqua sulla parte esterna della pala del timone, con i piedi penzoloni verso il mare e le spalle incurvate dalla fatica e dalle precarie condizioni di salute, hanno viaggiato così per giorni in attesa di arrivare a Las Palmas. Sono stati immediatamente ricoverati
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Il sole sta quasi tramontando quando i soccorritori del Salvamento Marítimo, l'ente spagnolo che si occupa di ricerca e salvataggio in mare, si avvicinano all'enorme scafo della petroliera battente bandiera maltese Althini II che sta per attraccare al Puerto de la Luz de Las Palmas, Gran Canaria.

Difficile credere a quello che vedono: sulla parte esterna della pala del timone, con i piedi penzoloni verso il mare e le spalle incurvate dalla fatica e dalle precarie condizioni di salute, ci sono seduti tre uomini. Gli abiti, mangiati dalla salsedine sono diventati quasi un tutt'uno con i colori sfumati della grande nave, così che scorgerli è ancora più difficile.

Sono le 18 e 27 di lunedì 28 novembre quando l'imbarcazione Salvamar Nunki li trae in salvo. Disidratati e in ipotermia, vengono trasportati in due ospedali della città, il Negrin e l'Hospital Insular. La nave sulla quale hanno viaggiato è partita dalla Niger…

Il sole sta quasi tramontando quando i soccorritori del Salvamento Marítimo, l'ente spagnolo che si occupa di ricerca e salvataggio in mare, si avvicinano all'enorme scafo della petroliera battente bandiera maltese Althini II che sta per attraccare al Puerto de la Luz de Las Palmas, Gran Canaria.

Difficile credere a quello che vedono: sulla parte esterna della pala del timone, con i piedi penzoloni verso il mare e le spalle incurvate dalla fatica e dalle precarie condizioni di salute, ci sono seduti tre uomini. Gli abiti, mangiati dalla salsedine sono diventati quasi un tutt'uno con i colori sfumati della grande nave, così che scorgerli è ancora più difficile.

Sono le 18 e 27 di lunedì 28 novembre quando l'imbarcazione Salvamar Nunki li trae in salvo. Disidratati e in ipotermia, vengono trasportati in due ospedali della città, il Negrin e l'Hospital Insular. La nave sulla quale hanno viaggiato è partita dalla Nigeria il 17 novembre. Undici giorni prima del loro salvataggio.

"C'è uno spazio vuoto tra il timone e la nave, uno spazio dove possono entrare più persone. È lì che i tre hanno viaggiato, restando esposti al freddo e alle onde - spiega Eric Pestano, capo della redazione della radio Cadena Ser alla Gran Canaria e che ha coperto per primo la notizia - è molto pericoloso perché si rischia l'annegamento. Fortunatamente stavolta non è andata così. Per questo i soccorritori parlano di un miracolo". E sono gli stessi soccorritori a spiegare a Pestano che quella di viaggiare nella zona del timone delle grandi navi non è una pratica rara. "È relativamente abituale, sono tentativi frequenti dalle possibilità di successo molto basse. La maggior parte dei migranti che tenta un viaggio del genere muore senza che nessuno ne sappia niente".

Impossibile al momento conoscere altri dettagli della loro traversata, la Policìa Nacional interpellata non ha risposto. Così come sapere le generalità dei tre clandestini, nigeriani secondo l'agenzia di stampa spagnola Efe.

Ora i tre, uno dei quali è ancora ricoverato, dovranno fare ritorno al loro porto di origine senza possibilità di permanere in Spagna e con viaggio e spese a carico della compagnia della petroliera sulla quale sono arrivati a Las Palmas. Per la legge spagnola non sono considerati migranti come le persone che arrivano a bordo dei barconi ma passeggeri clandestini.

Un'immagine, quella dei tre piccoli uomini nascosti sul timone, destinata a entrare nella tragica storia delle migrazioni. "È qualcosa di più comune di quanto sembri", commenta su Twitter il consigliere per le migrazioni del governo delle Isole Canarie, Txema Santana, ricordando che "l'odissea della sopravvivenza supera di gran lunga la finzione".

Almeno due i precedenti noti sulla stessa rotta: nel 2020 un 14enne ha viaggiato da Lagos alla Gran Canaria per 15 giorni dormendo nel vano del timone di una nave cisterna e, sempre nel 2020, quattro uomini sono arrivati a Las Palmas dalla Nigeria viaggiando per dieci giorni nel vano timone della petroliera norvegese Champion Pula. "Non è la prima volta e non sarà nemmeno l'ultima", commenta Santana.