La fake news dell'ambasciata russa sul blindato italiano
di Gianluca Di Feo , di Gianluca Di FeoLa propaganda del Cremlino sbaglia bersaglio. Un tempo i militari sovietici erano imbattibili nell’identificazione dei loro obiettivi, adesso i loro eredi commettono errori clamorosi. Su tutti i fronti. Nella frenesia di influenzare il dibattito politico italiano, l’ambasciata russa a Roma ha diffuso la foto di un veicolo distrutto nelle strade del Donbass. Con un breve messaggio: “Made in Italy. L’auto blindata Lince MLV consegnata all’esercito ucraino vicino ad Artiomovsk (Bakhmut). Tutti i contribuenti italiani sono felici di tale destinazione dei loro soldi?”.
L’immagine è stata ripresa da un drone nella zona della battaglia più cruenta e mostra realmente un mezzo di produzione italiana. Ma non si tratta di un Lince, realizzato dall’Iveco per il nostro esercito e donato a Kiev dal governo Draghi. Quello nella foto è un blindato costruito dalla Tekne, una piccola azienda di Ortona (Chieti), ed è stat…
La propaganda del Cremlino sbaglia bersaglio. Un tempo i militari sovietici erano imbattibili nell’identificazione dei loro obiettivi, adesso i loro eredi commettono errori clamorosi. Su tutti i fronti. Nella frenesia di influenzare il dibattito politico italiano, l’ambasciata russa a Roma ha diffuso la foto di un veicolo distrutto nelle strade del Donbass. Con un breve messaggio: “Made in Italy. L’auto blindata Lince MLV consegnata all’esercito ucraino vicino ad Artiomovsk (Bakhmut). Tutti i contribuenti italiani sono felici di tale destinazione dei loro soldi?”.
L’immagine è stata ripresa da un drone nella zona della battaglia più cruenta e mostra realmente un mezzo di produzione italiana. Ma non si tratta di un Lince, realizzato dall’Iveco per il nostro esercito e donato a Kiev dal governo Draghi. Quello nella foto è un blindato costruito dalla Tekne, una piccola azienda di Ortona (Chieti), ed è stato acquistato con fondi personali dall’ex presidente ucraino Petro Poroshenko, il discusso predecessore di Zelensky.
Per dimostrare il suo contributo alla resistenza, nella scorsa primavera Poroshenko ha ordinato alla Tekne undici MLS Shield: a luglio ha voluto essere presente nel nostro Paese per la consegna, documentata da un video. Il costo del dono bellico si aggira su due milioni di euro, sborsati integralmente dal politico ucraino.
L’ex presidente ha regalato gli undici blindati alla 79ma brigata aviotrasportata, uno dei reparti scelti dell’esercito ucraino impegnato nelle operazioni più pericolose: finora almeno tre sono stati distrutti nei combattimenti.
Quei veicoli quindi non sono costati nulla ai contribuenti italiani, neppure un euro. Ma la voglia di inserirsi nelle discussioni parlamentari sull’invio di armi all’Ucraina ha spinto l’ambasciata russa di Roma a commettere un errore dozzinale: basta guardare su Internet per scoprire la differenza tra gli Iveco Lince e i Tekne Shield, che hanno una struttura completamente diversa. E persino i canali Telegram filorussi hanno identificato correttamente il veicolo distrutto nel Donbass. Possibile che nella sede diplomatica di Mosca nessuno se ne sia accorto? Che sia stata consapevole o meno, la sostanza non cambia: è stata diffusa una fake news per ingannare i cittadini italiani.