Il "telefono rosso" Usa-Russia usato una sola volta dall'inizio del conflitto in Ucraina
dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli , dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK - Stati Uniti e Russia hanno in funzione una "hotline", per le comunicazioni d’emergenza sulla guerra in Ucraina, simile al "telefono rosso" attivo durante la Guerra Fredda, ma dall’inizio del conflitto lo hanno usato una sola volta. Lo rivela la Reuters, secondo cui gli americani avevano iniziato la chiamata perché erano preoccupati per le operazioni condotte dai militari di Mosca vicino a infrastrutture molto pericolose.
È noto ormai che Urss e Usa avevano un "telefono rosso" sempre attivo, per mantenere aperte le comunicazioni quando il mondo rischiava di essere distrutto da uno scontro nucleare. Queste "deconfliction line" esistono ancora, allo scopo di evitare incidenti o malintesi, e vengono create in particolare quando ci sono situazioni di potenziale conflitto volontario o accidentale, come ad esempio in Siria, dove sono state adoperate in varie occasioni. Dopo l’invasione dell’U…
NEW YORK - Stati Uniti e Russia hanno in funzione una "hotline", per le comunicazioni d’emergenza sulla guerra in Ucraina, simile al "telefono rosso" attivo durante la Guerra Fredda, ma dall’inizio del conflitto lo hanno usato una sola volta. Lo rivela la Reuters, secondo cui gli americani avevano iniziato la chiamata perché erano preoccupati per le operazioni condotte dai militari di Mosca vicino a infrastrutture molto pericolose.
È noto ormai che Urss e Usa avevano un "telefono rosso" sempre attivo, per mantenere aperte le comunicazioni quando il mondo rischiava di essere distrutto da uno scontro nucleare. Queste "deconfliction line" esistono ancora, allo scopo di evitare incidenti o malintesi, e vengono create in particolare quando ci sono situazioni di potenziale conflitto volontario o accidentale, come ad esempio in Siria, dove sono state adoperate in varie occasioni. Dopo l’invasione dell’Ucraina è entrato in funzione uno strumento analogo, gestito dall’European Command americano e dal National Defense Management Center russo. La linea viene messa alla prova due volte al giorno, con chiamate che partono da Wiesbaden, in Germania, dove un operatore americano che parla russo contatta i colleghi incaricati da Mosca di ricevere le sue telefonate, in modo da garantire che tutto funzioni a dovere.
Secondo la Reuters, però, dall’inizio dell’invasione ad oggi questo strumento è stato usato una sola volta, e non si è trattato del caso del 5 novembre scorso, quando un missile ha colpito il territorio polacco. Ora sappiamo con certezza che si era trattato di un vettore ucraino finito per sbaglio oltre il confine, ma la preoccupazione del Pentagono non era mai arrivata al livello di attivare la "hotline".
Il "telefono rosso" invece era stato sollevato in un’altra occasione, quando le truppe russe si erano avvicinate pericolosamente ad una infrastruttura chiave di Kiev. Le fonti non hanno spiegato di cosa si trattasse, ma le speculazioni più ovvie riguardano le manovre intorno alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, oppure vicino alla diga di Nova Kakhovka, dove c’era il timore che il Cremlino volesse distruggerla per inondare le regioni intorno a Kherson.
Washington e Mosca naturalmente hanno molti altri canali di comunicazione. Il segretario alla Difesa Lloyd Austin e il collega russo Serghej Shojgu hanno parlato in un paio di occasioni, così come i due capi di Stato Maggiore Mark Milley e Valerj Gerasimov. Anche il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan e il direttore della Cia William Burns hanno avuto contatti con le rispettive controparti. La "hotline" però ha un uso specifico per le emergenze, e il fatto che sia stata adoperata una sola volta può significare solo due cose: o dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina non si è mai davvero presentata una situazione di pericolo imminente per la sicurezza globale, oppure le relazioni tra americani e russi sono scese ad un livello così basso che non si vedeva nemmeno ai tempi della Guerra Fredda. Mosca infatti ha appena annullato i colloqui di routine sui controlli delle armi nucleari, che sarebbero dovuti avvenire in questi giorni al Cairo, senza dare alcuna spiegazione.