Bufera razzismo sulla Royal Family, sotto accusa la dama di Elisabetta e madrina di William. Buckingham Palace: “Chiediamo scusa"
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - C’è un grosso caso di presunto razzismo a Buckingham Palace. Una delle storiche dame di compagnia della regina Elisabetta e madrina del principe William, Lady Susan Hussey, è stata accusata di aver chiesto più volte a una donna nera britannica da dove venisse e se fosse “africana” o “caraibica”. Ciò nonostante quest’ultima le avesse ribadito più volte di essere britannica, di essere nata e cresciuta in Inghilterra e che i suoi genitori erano immigrati oltremanica negli anni Cinquanta.
La donna che ha scatenato il putiferio si chiama Ngozi Fulani, è a capo della organizzazione umanitaria "Sistah Space” contro gli abusi domestici e sessuali subiti da donne di origine africana e ieri è andata a Buckingham Palace per un evento. A un certo punto, Fulani incontra Lady Husserly, la quale inizia a chiederle delle sue “origini e provenienza”. Ecco il dialogo originale…
LONDRA - C’è un grosso caso di presunto razzismo a Buckingham Palace. Una delle storiche dame di compagnia della regina Elisabetta e madrina del principe William, Lady Susan Hussey, è stata accusata di aver chiesto più volte a una donna nera britannica da dove venisse e se fosse “africana” o “caraibica”. Ciò nonostante quest’ultima le avesse ribadito più volte di essere britannica, di essere nata e cresciuta in Inghilterra e che i suoi genitori erano immigrati oltremanica negli anni Cinquanta.
La donna che ha scatenato il putiferio si chiama Ngozi Fulani, è a capo della organizzazione umanitaria "Sistah Space” contro gli abusi domestici e sessuali subiti da donne di origine africana e ieri è andata a Buckingham Palace per un evento. A un certo punto, Fulani incontra Lady Husserly, la quale inizia a chiederle delle sue “origini e provenienza”. Ecco il dialogo originale che ha condiviso la stessa Fulani con i giornalisti, dicendo di essere “sconvolta” dalle frasi che le sono state riferite dalla nobildonna. Affermazioni pesanti, che sarebbero state ascoltate anche da un’altra testimone presente all’evento, la 41enne Mandu Reid, presidente del Women's Equality Party.
Fulani: "Sistah Space”
Lady Hussey: “No, intendo dire.. che origini ha?”
Fulani: “Viviamo ad Hackney” (quartiere a nord di Londra, ndr)
Lady Hussey: “No, voglio dire… di quale zona dell’Africa è lei?"
Fulani: “Non lo so, non ho queste informazioni" (sulla mia famiglia, ndr)
Lady Hussey: “Beh, ma dovrebbe saperlo. Da dove viene?"
Fulani: “Sono di qui. Regno Unito”.
Lady Hussey: “No, ma di che nazionalità è lei?"
Fulani: “Sono nata qui, sono britannica"
Lady Hussey: “No, da dove viene davvero? La sua gente di dov’è?”
Fulani: “La sua gente? Signora, ma che dice!”
Lady Hussey: “Ok, allora la sfido a dirmi di più sulle sue origini. Quando è arrivata qui per la prima volta?"
Fulani: “Signora! Sono britannica, i miei genitori arrivarono in Gran Bretagna negli anni Cinquanta quando…"
Lady Hussey: “Ah, ecco, lo sapevo che saremmo arrivati a questo punto: lei è caraibica!"
Fulani: “No, signora. Sono di origine africana, di discendenza caraibica e sono da sempre britannica”.
Di certo, però, resta la macchia per la Buckingham Palace e tutta la Famiglia reale, che è stata accusata più volte di razzismo negli ultimi tempi, nonostante re Carlo III, sin da giovane, sia sempre stato sempre straordinariamente aperto, tollerante e inclusivo di ogni cultura o religione. Una delle grandi accusatrici di recente è stata proprio sua nuora Meghan Markle, che due anni fa, in una esplosiva intervista rilasciata a Oprah Winfrey insieme al marito principe Harry, accusò un anonimo membro della famiglia reale britannica di razzismo contro suo figlio Archie.
“Quelli di Lady Hussey sono stati commenti inaccettabili e decisamente spiacevoli”, ha commentato ufficialmente Buckingham Palace, “abbiamo aperto un’indagine su questo caso che prendiamo in seria considerazione: per noi la diversità e l’incisività sono questioni fondamentali". “Il razzismo non ha posto nella nostra famiglia”, si è affrettato a dichiarare il principe William, in partenza per gli Stati Uniti per la cerimonia del suo premio ambientalista Earthshot Prize a New York il prossimo 8 dicembre. Negli stessi giorni ci saranno anche Harry e Meghan sulla East Coast americana, ma non per incontrare William e Kate. Bensì per ricevere il "Ripple of Hope", riconoscimento che viene dato a personalità che si sono distinte per la loro attività umanitaria, filantropica e in difesa dei diritti e che in passato è stato vinto anche da Barack Obama, Bill e Hillary Clinton e Al Gore. Una decisione però che appare già controversa per il contributo che avrebbero dato i Sussex in questo senso sinora.