Sfida russa alla portaerei Bush nell'Adriatico
di Tommaso Ciriaco , Gianluca Di FeoUna sfida ravvicinata e pericolosa nel cielo del Mediterraneo, sempre più teatro del confronto serrato tra Nato e Russia che avviene in prossimità delle nostre coste. Da una parte la portaerei George H. W. Bush in navigazione nell'Adriatico; dall'altra un ricognitore a lungo raggio dell'aviazione di Mosca che si sarebbe comportato in "maniera non professionale" con manovre provocatorie. E - a quanto risulta a Repubblica - l'episodio avrebbe creato grande allarme nei vertici dell'Alleanza perché sarebbe avvenuto proprio nei giorni in cui il segretario generale Jens Stoltenberg era in visita all'ammiraglia della VI Flotta Usa, ormeggiata davanti a Trieste.
L'incontro nello spazio aereo
La vicenda è stata descritta dal contrammiraglio Dennis Velez, comandante del Carrier Strike Group 10, la squadra navale statunitense schierata nel Mediterraneo. L'ufficiale ha rivelato a Star &Stripes - lo storico quotidian…
Una sfida ravvicinata e pericolosa nel cielo del Mediterraneo, sempre più teatro del confronto serrato tra Nato e Russia che avviene in prossimità delle nostre coste. Da una parte la portaerei George H. W. Bush in navigazione nell'Adriatico; dall'altra un ricognitore a lungo raggio dell'aviazione di Mosca che si sarebbe comportato in "maniera non professionale" con manovre provocatorie. E - a quanto risulta a Repubblica - l'episodio avrebbe creato grande allarme nei vertici dell'Alleanza perché sarebbe avvenuto proprio nei giorni in cui il segretario generale Jens Stoltenberg era in visita all'ammiraglia della VI Flotta Usa, ormeggiata davanti a Trieste.
L'incontro nello spazio aereo
La vicenda è stata descritta dal contrammiraglio Dennis Velez, comandante del Carrier Strike Group 10, la squadra navale statunitense schierata nel Mediterraneo. L'ufficiale ha rivelato a Star &Stripes - lo storico quotidiano delle forze armate - l'incontro avvenuto nello spazio aereo internazionale "circa un mese fa": "Noi abbiamo avuto numerosi contatti: uno è stato ciò che non descriverei come un incontro professionale in mare...". Velez ne ha parlato assieme a David Travis Pollard, il capitano della Bush, domenica durante la sosta della portaerei nel Golfo di Napoli ma non ha fornito dettagli.
Entrambi hanno sottolineato che gran parte degli incontri con i russi sono avvenuti in "maniera sicura e professionale": "Noi riconosciamo che stiamo volando nello spazio aereo internazionale e transitando in acque internazionali, quindi tutte le nazioni hanno il diritto di pattugliare e navigare". L'attività della portaerei Bush - come hanno precisato Velez e Pollard - non si limita al Mediterraneo: "Compiamo le missioni che la Nato ci chiede, presidiamo i cieli europei e quelli di molti alleati. Ma non andiamo sopra l'Ucraina".
La visita di Stoltenberg
Repubblica ha ricostruito che l'incidente rivelato dal contrammiraglio Velez risale all'ultima settimana di ottobre ed è stato valutato con estrema preoccupazione dai vertici della Nato. Si tratta del periodo in cui la portaerei americana è passata sotto il comando diretto dell'Alleanza atlantica per l'esercitazione "Neptune Strike", a cui hanno partecipato pure navi della Marina Militare italiana. Il 25 ottobre il segretario generale Stoltenberg ha visitato la Bush, all'ancora nei pressi di Trieste, commentando i timori di escalation provocati dalle dichiarazioni di Mosca su una fantomatica "bomba sporca" radioattiva ucraina e il rischio di ritorsione nucleare: "Respingiamo queste falsità", aveva detto.
Secondo fonti non confermate, la provocazione russa sarebbe scattata proprio mentre Stoltenberg era a bordo della portaerei. Non è chiaro se il ricognitore russo si sia diretto proprio contro l'ammiraglia o i caccia che la scortano ma non si ricordano trasferte dei Tupolev russi così lontano dalle basi siriane. Più probabile che sia avvenuta nel Mediterraneo centrale, dove sono frequenti le spedizioni dei bombardieri Backfire e Bear. E dalla fine di ottobre nei cieli davanti a Tartous, la roccaforte di Mosca in Siria, l'attività degli aerei radar occidentali si è intensificata in maniera insolita.
La sfida sotto il mare
A dimostrazione di quanto la situazione resti tesa, ieri ha varcato lo stretto di Gibilterra una nave molto speciale: si tratta dell'Akademik Ioffe, un battello per ricerche oceanografiche che in genere studia l'Artico. Per Mosca la sua navigazione ha esclusivamente finalità scientifiche. L'intelligence occidentale invece ritiene che le sue strumentazioni vengano impiegate per esaminare i fondali più profondi, realizzando la mappa dei cavi e delle condotte sottomarine: per questo nello scorso settembre la Royal Navy ha "pedinato" l'Akademik Ioffe durante l'attraversamento del Canale della Manica, facendola seguire da una fregata. E dopo la misteriosa distruzione dei gasdotti Nord Stream, i suoi movimenti sono doppiamente oggetto di attenzione: adesso sta procedendo dalle Baleari in direzione del Tirreno settentrionale.