Russia, Lavrov: "La Nato partecipa direttamente al conflitto in Ucraina"
di Rosalba Castelletti , di Rosalba CastellettiIl ministro degli Esteri russo Serghej Lavrov parte da lontano, dallo "sconsiderato allargamento" della Nato e dai "problemi" dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce). Riavvolge il nastro e ritorna a un anno fa, alle proposte russe sulla sicurezza consegnate un anno fa alla Nato e a Washington.
"Avevamo proposto un patto per limitare l'espansione della Nato e creare uno status di sicurezza speciale per l'Ucraina. Washington e l'Osce avevano una reale chance di de-escalation, ma hanno scelto di non usarla. Non ci è rimasta altra scelta che lanciare l'operazione militare per liberare la popolazione del Donbass". Un alibi già sentito, come quasi tutto il resto.
Il ministro degli Esteri russo Serghej Lavrov parte da lontano, dallo "sconsiderato allargamento" della Nato e dai "problemi" dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce). Riavvolge il nastro e ritorna a un anno fa, alle proposte russe sulla sicurezza consegnate un anno fa alla Nato e a Washington.
"Avevamo proposto un patto per limitare l'espansione della Nato e creare uno status di sicurezza speciale per l'Ucraina. Washington e l'Osce avevano una reale chance di de-escalation, ma hanno scelto di non usarla. Non ci è rimasta altra scelta che lanciare l'operazione militare per liberare la popolazione del Donbass". Un alibi già sentito, come quasi tutto il resto.
La conferenza stampa di Lavrov durata due ore e mezza riecheggia in gran parte quella convocata lo scorso 3 marzo, all'inizio della seconda settimana dell'offensiva russa in Ucraina, come se nove mesi di ostilità non avessero cambiato nulla.
Sembra una risposta all'Osce che, per la prima volta dal 24 febbraio, si riunisce a Lodz, in Polonia, ma senza il ministro russo, su cui Varsavia che ha la presidenza di turno ha messo il veto.
"Lo sconsiderato allargamento della Nato ha svalutato l'Osce"
È una filippica contro l'Occidente. "La Nato - dice Lavrov - è tornata alle priorità della Guerra fredda: tenere i russi fuori dall'Europa". Secondo il ministro, il suo "sconsiderato allargamento ha svalutato i principi fondamentali dell'Osce", oramai travolta da "problemi" e "diventata un'entità sempre più marginale".
"Approfittando della superiorità numerica in questa organizzazione, l'Occidente ha cercato per molti anni di privatizzarla e sta cercando di sequestrare l'Osce per soggiogare quest'ultima piattaforma per il dialogo regionale", accusa Lavrov, prendendosela con gli ultimi presidenti di turno: gli svedesi che hanno "smesso di agire come intermediari onesti" e hanno "iniziato a preparare i funerali dell'Osce" e, soprattutto, i "vicini polacchi" che hanno "diligentemente scavato una fossa per questa organizzazione".
"La Nato partecipa al conflitto in Ucraina: è una minaccia esistenziale"
Ma Lavrov va oltre accusando Usa e Nato di "partecipare direttamente" al conflitto in Ucraina: una "minaccia esistenziale" che Mosca non può ignorare. "Disattiviamo le strutture energetiche in Ucraina che consentono a voi, Occidente, di pompare armi letali in Ucraina per uccidere i russi", dice nel tentativo di giustificare i raid aerei in Ucraina.
"Quindi non dite che Stati Uniti e Nato non sono coinvolti in Ucraina: partecipano direttamente. Non solo con la fornitura di armi, ma anche con l'addestramento del personale. Addestrate l'esercito ucraino sul vostro territorio, sui territori di Gran Bretagna, Germania, Italia e altri Paesi". Ma arriva presto la smentita della Difesa nostrana.
"Papa Francesco ha fatto dichiarazioni non cristiane"
Non è l'unico riferimento al nostro Paese. "Non ho sentito nessuna iniziativa dall'Italia, se non dalla Santa Sede", osserva. Ma Papa Francesco, precisa Lavrov, "chiede negoziati, ma ha anche fatto dichiarazioni incomprensibili, non cristiane" sulla presunta crudeltà di buriati e ceceni che "non aiutano".
"Se c'è interesse a negoziati, pronti ad ascoltare"
Il capo della diplomazia russa Lavrov non nutre speranze nelle controparti europee. "Per riprendere un dialogo diplomatico con l'Unione europea, la Russia deve capire quando appariranno delle persone sensate". Recrimina contro Josep Borrell: "Disse che il conflitto doveva finire con la vittoria dell'Ucraina sul campo di battaglia. Questo la dice lunga sulla diplomazia europea". E contro Emmanuel Macron: "Ha annunciato una nuova comunità politica europea e non ha invitato né Russia né Bielorussia".
Pur convinto che "le precedenti relazioni non potranno essere ripristinate", Lavrov sostiene che "se e quando l'Occidente si renderà conto che è meglio convivere sulla base di accordi, Mosca ascolterà quello che ha da proporre".
"Ogni proposta di contatti da parte degli Usa con la Russia sarebbe bene accolta, compreso un eventuale incontro tra i presidenti Joe Biden e Vladimir Putin, ma finora non abbiamo sentito alcuna proposta", sostiene. Anche il presidente francese Emmanuel Macron dice di voler parlare con Putin, afferma il ministro, ma non ha inviato "alcun segnale"
Per Lavrov l'unico mediatore resta il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, come lo fu John Kerry quand'era segretario di Stato. È a Istanbul che lo scorso maggio si era arrivati a una bozza d'intesa tra Mosca e Kiev, ma - accusa Lavrov - "gli Usa hanno vietato all'Ucraina di implementarle per poter continuare a inviare armi".
"Per tornare a un vero dialogo, Washington deve accettare di discutere le proposte sulla sicurezza in Europa presentate un anno fa da Mosca". Lavrov ritorna ancora una volta alla casella di partenza, dimenticando che l'offensiva in Ucraina non è un gioco dell'oca.