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Ecco i dieci punti della pace secondo Zelensky: dalla sicurezza nucleare all'ecocidio, che cosa potrà essere fatto

Volodymyr Zelensky (ansa)
Il presidente ucraino al G20 ha illustrato la piattaforma da cui partire per negoziare
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LONDRA – Nel momento in cui Joe Biden ed Emmanuel Macron rilanciano l’iniziativa di una “pace giusta” in Ucraina, come la chiama il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani in un’intervista a “Repubblica”, il piano più recente per mettere fine alle ostilità è quello presentato al recente summit del G20 dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Una proposta in dieci punti che la Russia ha immediatamente respinto come la dimostrazione che Kiev “non vuole negoziare”: ma i piani di pace sono sempre un punto di partenza, non l’accordo eventualmente stipulato alla fine dei colloqui. Ed è logico che questo, presentato da una delle due parti, non offra in anticipo i possibili compromessi che sono inevitabilmente necessari in ogni intesa fra belligeranti, perlomeno in una situazione in cui non c’è un chiaro vincitore e un chiaro sconfitto sul campo di battaglia, sebbene nel suo discorso a…

LONDRA – Nel momento in cui Joe Biden ed Emmanuel Macron rilanciano l’iniziativa di una “pace giusta” in Ucraina, come la chiama il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani in un’intervista a “Repubblica”, il piano più recente per mettere fine alle ostilità è quello presentato al recente summit del G20 dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Una proposta in dieci punti che la Russia ha immediatamente respinto come la dimostrazione che Kiev “non vuole negoziare”: ma i piani di pace sono sempre un punto di partenza, non l’accordo eventualmente stipulato alla fine dei colloqui. Ed è logico che questo, presentato da una delle due parti, non offra in anticipo i possibili compromessi che sono inevitabilmente necessari in ogni intesa fra belligeranti, perlomeno in una situazione in cui non c’è un chiaro vincitore e un chiaro sconfitto sul campo di battaglia, sebbene nel suo discorso al G20 il leader ucraino abbia paragonato la riconquista di Kherson al D-day, lo sbarco in Normandia, definendola la svolta che anticipa la vittoria nella guerra. Vale dunque la pena di esaminare in dettaglio la proposta. Ecco i suoi dieci punti per arrivare alla pace.

1.Sicurezza nucleare e radioattiva

“Nessuno ha il diritto di ricattare il mondo con un disastro radioattivo”, afferma Zelensky. La Russia ha trasformato la centrale nucleare di Zaporizhzhia in una “bomba radioattiva che può esplodere in qualsiasi momento”, le cui radiazioni possono arrivare in Europa, in Turchia, in Medio Oriente, osserva il presidente ucraino, chiedendo che la “sicurezza radioattiva” venga immediatamente restaurata, seguendo le raccomandazioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, ritirando le truppe russe dalla centrale e allargando ispezioni e controlli a tutte le centrali nucleari ucraine. Quante alle minacce russe di usare armi nucleari, Zelensky fa appello al rispetto del Memorandum di Budapest e agli impegni internazionali per impedire “ricatti” anche da questo punto di vista. Fattibile

2.Sicurezza alimentare

Gli accordi che garantiscono l’esportazione del grano ucraino, raggiunti con la mediazione di Turchia, Onu e altri partner per convincere la Russia a togliere il blocco ai porti sul mar Nero, vanno “estesi a tempo indeterminato”, che la guerra finisca o meno, perché “il diritto al cibo è un diritto fondamentale di ogni persona al mondo”. Fattibile

3.Sicurezza energetica

La Russia “sta cercando di trasformare il freddo in un’arma”: perciò ha distrutto il 40 per cento della rete energetica ucraina, dice Zelensky. Il suo piano prevede l’invio di una missione Onu per valutare l’entità dei danni e il bisogno di ripararli, così come prevenire ulteriori distruzioni. Propone nel contempo restrizioni sui prezzi di prodotti energetici russi. Negoziabile

4.Rilascio di tutti i prigionieri e deportati

Zelensky parla di centinaia di migliaia di prigionieri e deportati ucraini, inclusi 11 mila bambini separati dalle loro famiglie. Chiede che vengano restituiti tutti all’Ucraina, lasciando intendere che a sua volta Kiev liberebbe i propri prigionieri di guerra in uno scambio di “tutti per tutti”. Negoziabile

5.Integrità territoriale

La Russia deve riconoscere, sulla base dell’articolo 2 dell’Onu, delle risoluzioni rilevanti dell’Assemblea Generale delle Nazioni Uniti e degli accordi internazionali, “l’integrità territoriale dell’Ucraina”, afferma il presidente ucraino. La Carta dell’Onu non può essere applicata “in modo parziale o selettivo, la questione non può essere “oggetto di negoziato”. Da queste parole si ricava che Zelensky vuole indietro tutto, inclusa la Crimea e gli altri territori controllati da Mosca fin dall’invasione del 2014 – o perlomeno chiede il riconoscimento dell’integrità territoriale ucraina nel suo complesso, il che non esclude accordi successivi sull’autonomia di territori specifici. Difficile

6.Ritiro delle forze russe e cessate il fuoco

La Russia deve “ritirare tutte le sue truppe” dal territorio dell’Ucraina, il cui controllo sui propri confini “va ristabilito”. Ciò risulterà “nella completa cessazione delle ostilità”. Kiev si impegna implicitamente a cessare la guerra, non appena le forze russe avranno lasciato il suo territorio, comprese apparentemente la Crimea e la parte del Donbass controllata da milizie filo-russe dal 2014. Difficile

7.Giustizia

Zelensky chiede l’istituzione di un Tribunale Speciale sui crimini di guerra compiuti dalle forze russe e di un meccanismo internazionale per compensare l’Ucraina dei danni materiali sofferti a causa dell’aggressione russa. La Corte Internazionale dell’Aia ha già avviato un procedimento sui massacri e sulle torture venuti alla luce nei territori conquistati dalle forze di Mosca. Difficile

8.Ecocidio

Milioni di ettari di foreste bruciate dai bombardamenti. Miniere di carbone allagate deliberatamente. Inquinamento atmosferico causato da incendi risultati dai missili. Sei milioni di animali domestici uccisi. Cinquantamila delfini morti nel mar Nero. È il bilancio della guerra tracciato da Kiev sul piano ecologico. Zelensky chiede di implementare la piattaforma da lui proposta al summit sul clima del mese scorso in Egitto per valutare i danni ambientali subiti dal suo Paese. Fattibile

9.Prevenzione di una futura escalation

  “L’Ucraina è stata invasa dalla Russia perché non appartiene ad alcuna alleanza”, afferma il suo presidente. Rimane in una “zona grigia, fra il mondo euro-atlantico e l’imperialismo russo”. Perciò, per prevenire una nuova aggressione da parte di Mosca in futuro, chiede “garanzie di sicurezza” da definire in una conferenza internazionale che cementi gli elementi dello spazio euro-atlantico. Non parla di adesione alla Nato e nemmeno all’Unione Europea, quest’ultimo peraltro un processo già avviato, ma di impegni internazionali che in teoria potrebbero prevedere un impegno per la sicurezza anche della Russia. Negoziabile

10.Fine della guerra

Quanto tutte le suddette misure saranno state realizzate, quando sicurezza e giustizia cominceranno a essere restaurate, le due parti dovranno firmare un documento “confermando che la guerra è finita”. E’ un piano ancora lontano da diventare realtà, ma Biden e Macron dovranno tenerne conto come base di una discussione che dicono di essere pronti a riaprire con Vladimir Putin, se il capo del Cremlino sarà disposto ad avviarla. Difficile