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Portogallo, un progetto pilota per distribuire assorbenti gratis a chi ne ha bisogno

Approvato nel corso della discussione per il bilancio dello Stato per il 2023. Mentre la proposta di garantire prodotti di igiene mestruale gratuiti è stata respinta. Una misura necessaria in molti Paesi e a cui ancora si fa fatica ad arrivare
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Ogni giorno più di 300 milioni di donne e ragazze hanno le mestruazioni, ma per molte di loro è difficile avere accesso a prodotti di igiene mestruale e a servizi igienici adeguati. È per far fronte a questa "povertà mestruale" che il governo portoghese ha deciso di avviare un progetto pilota in cui verranno distribuiti assorbenti gratuiti per le persone a basso reddito. La proposta del Pan, partito animalista ed ecologista, è stata approvata durante la discussione per il bilancio dello Stato per il 2023, supportata dal Partido Socialista e dal Bloco de Esquerda.

Oltre a fornire gratuitamente i prodotti per l'igiene mestruale il governo si impegna, insieme a organizzazioni governative e non, a diffondere informazioni per un'igiene adeguata e abbattere in questo modo la disinformazione e il tabù delle mestruazioni. Il prossimo anno, poi, verrà presentato al Parlamento portoghese uno s…

Ogni giorno più di 300 milioni di donne e ragazze hanno le mestruazioni, ma per molte di loro è difficile avere accesso a prodotti di igiene mestruale e a servizi igienici adeguati. È per far fronte a questa "povertà mestruale" che il governo portoghese ha deciso di avviare un progetto pilota in cui verranno distribuiti assorbenti gratuiti per le persone a basso reddito. La proposta del Pan, partito animalista ed ecologista, è stata approvata durante la discussione per il bilancio dello Stato per il 2023, supportata dal Partido Socialista e dal Bloco de Esquerda.

Oltre a fornire gratuitamente i prodotti per l'igiene mestruale il governo si impegna, insieme a organizzazioni governative e non, a diffondere informazioni per un'igiene adeguata e abbattere in questo modo la disinformazione e il tabù delle mestruazioni. Il prossimo anno, poi, verrà presentato al Parlamento portoghese uno studio sull'impatto di quella che viene definita "Pink Tax" sul Paese, ovvero il sovrapprezzo che le cosumatrici sono costrette a pagare per prodotti e servizi dedicati al pubblico femminile o, meglio ancora, il modo attraverso cui le leggi del mercato discriminano la donna. L'obiettivo, ha spiegato il partito, è "stimare le differenze di prezzo che gli acquirenti di sesso maschile e femminile devono affrontare quando acquistano prodotti con caratteristiche simili". 

Eliminare la "Pink Tax"

Basta entrare in un comune negozio per rendersi conto come prodotti utilizzati ogni giorno da tutti, come rasoi o deodoranti, costino molto di più per le donne. Uno studio governativo statunitense ha analizzato 800 prodotti di quasi 100 marchi differenti e ha rilevato che i prodotti per la cura personale destinati alle consumatrici sono il 13% più costosi di quelli per uomini. Secondo il rapporto, "le donne stanno pagando migliaia di dollari in più nel corso della loro vita". Motivo per cui le Nazioni Unite hanno invitato i Paesi a fare tutto il possibile per eliminare la "Pink Tax" e garantire alle donne un accesso pieno ed equo alla partecipazione economica, resa ancora più gravosa dal fatto che continuano a guadagnare meno degli uomini.

Secondo l'ultimo rapporto del Global Gender Gap 2022, pubblicato dal World Economic Forum, tra i Paesi dell'Unione eruopea le lavoratrici guadagnano il 13% in meno rispetto alla loro controparte maschile. Il divario retributivo di genere, rileva il rapporto, è uno dei fattori più salienti che contribuiscono alla disuguaglianza.

Il costo degli assorbenti

Se da una parte il progetto pilota fa ben sperare le donne portoghesi, dall'altro però la proposta del Bloco de Esquerda di garantire assorbenti e tampax gratuiti nei centri sanitari, nelle scuole, nelle carceri e tra le persone socialmente escluse è stata respinta. Una misura necessaria, non solo in Portogallo, e a cui ancora si fa fatica ad arrivare. Nel 2020, la Scozia è stato il primo Paese al mondo ad aver approvato una legge del genere: la Period Products (Free Provision) Scotland Bill, promossa dall'esponente laburista Monica Lennon, ed entrata in vigore quest'anno dopo un lungo iter legislativo. Dal 15 agosto prodotti igienici femminili sono distribuiti gratuitamente a chiunque ne abbia bisogno in punti pubblici selezionati come scuole, università, associazioni giovanili e farmacie.

"Sono orgogliosa di aver trasformato la dignità mestruale in una realtà per tutti", aveva commentato Lennon su Twitter aggiungendo che "gli assorbenti gratuiti erano già ampiamente disponibili nella comunità". In Scozia, infatti, già dal 2018 erano stati forniti assorbenti gratis nelle scuole e nelle università. Se in Scozia la dignità mestruale e adesso a portata di tutti, nel resto del mondo sono ancora troppe le donne e le ragazze che lottano contro la "povertà mestruale" non potendosi permettere gli assorbenti a causa dei loro prezzi. 

Sono pochi i Paesi - tra i quali Kenya, Australia, India e alcuni stati degli Usa - dove la "Tampon Tax" è stata completamente abolita. Il Regno Unito ha eliminato l'Iva sui prodotti igienici lo scorso anno, ma secondo una ricerca della società di consulenza no profit Tax Policy Associates, pubblicata sul quotidiano britannico The Guardian, i prezzi degli assorbenti interni sono stati ridotti al massimo dell'1%. Il restante 80% del vantaggio è stato trattenuto dai rivenditori. In Italia, nel disegno di legge di bilancio approvato il 21 novembre dal governo Meloni la "Tampon Tax" è stata ridotta dal 10 al 5% , percentuale giù tagliata lo scorso anno dal governo Draghi che aveva ridotto l'Iva dal 22 al 10%. Tre anni fa, invece, è stata approvata la riduzione dell'Iva dal 22 al 5% per gli assorbenti igienici compostabili.