ROMA - Il governo - dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani - sta studiando la strategia per il nuovo decreto flussi. "Vorremmo avere lavoratori che arrivano nel nostro Paese già formati". Peccato che il problema, vista l'assoluta inadeguatezza degli uffici italiani a cui sono demandate le pratiche, non è formarli a casa loro ma, molto più banalmente, evadere la burocrazia che serve per farli arrivare a casa nostra.
Ne stanno facendo le spese alcune centinaia di lavoratori che, nei mesi scorsi, sono stati formati (con fondi del governo italiano e della Ue) nei loro Paesi d'origine, in Africa, seguendo corsi vidimati e registrati dalle ambasciate, sapendo di essere stati individuati come destinatari di un contratto stagionale previsto dal decreto flussi 2021, ma in Italia non sono mai arrivati. Semplicemente perché dal Viminale non è mai arrivato il nullaosta, primo passo per il datore di lavoro per poi chiedere il visto per l&…
ROMA - Il governo - dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani - sta studiando la strategia per il nuovo decreto flussi. "Vorremmo avere lavoratori che arrivano nel nostro Paese già formati". Peccato che il problema, vista l'assoluta inadeguatezza degli uffici italiani a cui sono demandate le pratiche, non è formarli a casa loro ma, molto più banalmente, evadere la burocrazia che serve per farli arrivare a casa nostra.
Ne stanno facendo le spese alcune centinaia di lavoratori che, nei mesi scorsi, sono stati formati (con fondi del governo italiano e della Ue) nei loro Paesi d'origine, in Africa, seguendo corsi vidimati e registrati dalle ambasciate, sapendo di essere stati individuati come destinatari di un contratto stagionale previsto dal decreto flussi 2021, ma in Italia non sono mai arrivati. Semplicemente perché dal Viminale non è mai arrivato il nullaosta, primo passo per il datore di lavoro per poi chiedere il visto per l'ingresso legale del lavoratore prescelto. Avrebbero dovuto essere impiegati per la stagione estiva nella riviera romagnola o in aziende agricole per la raccolta di frutta e ortaggi, ma passato invano il tempo utile, il datore di lavoro ha rinunciato.
Per tappare la falla nel 2023 il Viminale conta sugli 800 contratti a termine previsti dalla nuova legge di bilancio: 300 assunzioni nelle prefetture e 500 al Dipartimento di pubblica sicurezza per rafforzare gli uffici immigrazione, la Direzione centrale immigrazione e la polizia di frontiera. Basterà?
"Un decreto flussi come quello annunciato - dice Filippo Miraglia, responsabile immigrazione dell'Arci - non è altro che un'operazione ideologica che mette insieme i due nemici della destra, gli immigrati e i percettori di reddito di cittadinanza, a loro dire i fannulloni. Non è certo un progetto che va nella direzione di creare vie di ingresso legali nel nostro Paese".