Ucraina, macabre minacce a Kiev: sangue e occhi di animale nelle buste alle ambasciate
dal nostro inviato Corrado Zunino , dal nostro inviato Corrado ZuninoKIEV - Dopo Madrid, con cinque buste esplosive arrivate per posta tra mercoledì e giovedì scorso, e una sesta già il 24 novembre negli uffici del presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez, ieri sono emersi gli invii di altri pacchi minacciosi, recapitati a dieci sedi diplomatiche ucraine in Europa. A Budapest, Vienna, Zagabria e Amsterdam. Di nuovo Madrid. All'ambasciata di Varsavia e il consolato di Cracovia. Al consolato di Brno, in Repubblica Ceca. In Italia all'ambasciata di Roma e al consolato generale di Napoli. Altri dieci imballaggi con la guerra Russia-Ucraina sullo sfondo.
Questa volta all'interno degli involucri non c'era esplosivo, ma vernice rosso sangue "e occhi di animali", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri ucraino, Oleg Nikolenko. "Stiamo lavorando con le forze dell'ordine straniere per indagare su tutte le minacce e identificare le persone implicate". A Roma, si è …
KIEV - Dopo Madrid, con cinque buste esplosive arrivate per posta tra mercoledì e giovedì scorso, e una sesta già il 24 novembre negli uffici del presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez, ieri sono emersi gli invii di altri pacchi minacciosi, recapitati a dieci sedi diplomatiche ucraine in Europa. A Budapest, Vienna, Zagabria e Amsterdam. Di nuovo Madrid. All'ambasciata di Varsavia e il consolato di Cracovia. Al consolato di Brno, in Repubblica Ceca. In Italia all'ambasciata di Roma e al consolato generale di Napoli. Altri dieci imballaggi con la guerra Russia-Ucraina sullo sfondo.
Questa volta all'interno degli involucri non c'era esplosivo, ma vernice rosso sangue "e occhi di animali", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri ucraino, Oleg Nikolenko. "Stiamo lavorando con le forze dell'ordine straniere per indagare su tutte le minacce e identificare le persone implicate". A Roma, si è appreso, è arrivato un occhio di pesce. "È una campagna ben pianificata di terrore e intimidazione", ha voluto commentare il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba.
L'affrancatura del pacco giunto all'ambasciata di Madrid non è spagnola, ma di "un Paese europeo". Si può ipotizzare che l'invio sia avvenuto in tutti i casi da uno Stato diverso da quello dell'approdo, non è escluso dalll'Ucraina.
L'ambasciatore di Kiev in Vaticano, Andrii Yurash, ha rivelato che l'ingresso della sua residenza a Roma è stato vandalizzato con ciò che credeva fossero feci di animali. Questo è accaduto giovedì pomeriggio. L'ambasciata in Kazakistan ha ricevuto la segnalazione di un attacco con una mina, poi non confermata. E la sede ucraina a Washington ha ricevuto una lettera con la fotocopia di un articolo critico su Kiev e il suo governo. Anche qui, il mittente era "da un Paese europeo". Diciannove in tutto le minacce rese pubbliche. Le prime sei emerse, in Spagna, riguardavano, tra l'altro, il ministero della Difesa, la fabbrica di armi Instalaza e la base aerea di Torrejón. È possibile che nelle prossime ore emergano nuove segnalazioni.
I servizi di intelligence ucraini e la Guardia nazionale hanno imbastito da tempo un'inchiesta nei confronti delle sedi della chiesa ortodossa locale legata al Patriarcato di Mosca. Sono stati coinvolti i monasteri storici della fede ucraina: il seminario teologico di Pocaiev, nella regione di Termopil, e l'Eparchia di Ivano-Frankivsk. Ieri una serie di perquisizioni ha riguardato monasteri nelle regioni di Zhytomyr, Rivne e Zakarpattia, nell'Ovest, e l'enorme struttura di Pechersk, a Kiev. La polizia sospetta ci possa essere un legame tra le buste insanguinate e le coperture date ad agenti russi dai religiosi legati al Patriarcato di Mosca.
Lo scontro tra il governo ucraino, in prima persona Volodymyr Zelensky, e la chiesa ortodossa è diventato feroce. Il presidente giovedì ha emanato un decreto che nega la possibilità di "operare sul terreno europeo" ai religiosi in rapporti "con circoli filorussi". E in serata l'amministrazione centrale ha iscritto il "Sacro monastero" (Dormition) di Kiev-Pechersk-Lavra nel registro catastale affidandolo alla Chiesa ortodossa ucraina, l'Ocu che si muove sotto l'egida del Patriarcato di Kiev. Un gesto aggressivo a cui il vescovo Kliment ha risposto: "La Costituzione ucraina non prevede di controllare le coscienze dei fedeli".