Primarie Usa, si cambia: Biden declassa l’Iowa per spaventare i rivali
dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli , dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNew York - Joe Biden non ha ancora annunciato ufficialmente la ricandidatura alla Casa Bianca nel 2024, ma ha fatto tutto il possibile per lasciar intendere che vuole correre. L'ultimo atto, il più concreto, è stato chiedere al Partito democratico di cambiare il calendario delle primarie, cancellando i caucus dell'Iowa e mettendo le primarie in South Carolina all'inizio della campagna, davanti a quelle tradizionali in New Hampshire. In teoria, questa scelta è giustificata dalla volontà di aumentare la diversità delle prime consultazioni, e quindi dare più peso alle minoranze che rappresentano il panorama nazionale. In realtà, però, Biden ha messo avanti gli stati che lo hanno votato di più nel 2020, per assicurarsi successi immediati e definitivi all'inizio della corsa, e scoraggiare qualsiasi democratico che sognasse di sfidarlo.
New York - Joe Biden non ha ancora annunciato ufficialmente la ricandidatura alla Casa Bianca nel 2024, ma ha fatto tutto il possibile per lasciar intendere che vuole correre. L'ultimo atto, il più concreto, è stato chiedere al Partito democratico di cambiare il calendario delle primarie, cancellando i caucus dell'Iowa e mettendo le primarie in South Carolina all'inizio della campagna, davanti a quelle tradizionali in New Hampshire. In teoria, questa scelta è giustificata dalla volontà di aumentare la diversità delle prime consultazioni, e quindi dare più peso alle minoranze che rappresentano il panorama nazionale. In realtà, però, Biden ha messo avanti gli stati che lo hanno votato di più nel 2020, per assicurarsi successi immediati e definitivi all'inizio della corsa, e scoraggiare qualsiasi democratico che sognasse di sfidarlo.
Le primarie sono il processo con cui durante l'inverno e la primavera dell'anno elettorale i due partiti scelgono il candidato alla Casa Bianca, che poi viene incoronato alla Convention in estate, per lanciare in autunno la corsa finale alla presidenza. Il calendario finora iniziava con i caucus in Iowa, assemblee dei votanti tenute seguendo un'antica prassi dei nativi. Poi venivano le primarie del New Hampshire, i caucus del Nevada, e le primarie della South Carolina. Nel 2020 Biden era arrivato quarto in Iowa (con lo spoglio piagato dagli errori) e quinto in New Hampshire. Questo perché non ha molta trazione nell'elettorato bianco e rurale che domina questi due stati. La sua candidatura sembrava finita, ma si era ripreso in Nevada, dove conta molto la minoranza ispanica, e poi aveva stravinto in South Carolina, spinto dai neri dopo l'appoggio chiave del leader alla Camera Jim Clyburn. Questi successi lo avevano messo in vantaggio per il Super Martedì, dove si era assicurato la nomination come il moderato con più probabilità di battere Trump.
La lettera
Ora il Partito deve decidere cosa fare tra due anni, e il presidente è intervenuto nel dibattito mandando giovedì scorso una lettera alla Comissione per il Regolamento, con cui lo sollecita ad "assicurare che gli elettori di colore abbiano una voce nella scelta del nostro nominato molto prima nel corso del processo". Sulla base di questo principio, ha proposto di eliminare i caucus dell'Iowa, che sono male organizzati, poco democratici (perché costringono i partecipanti ad andare la sera alle assemblee), e poco rappresentativi (perché esprimono la volontà dei bianchi di regioni rurali).
Al loro posto, suggerisce di iniziare il 3 febbraio con le primarie della South Carolina, seguite il 6 da New Hampshire e Nevada, il 13 dalla Georgia e il 27 dal Michigan. Così anche il New Hampshire perderebbe il tradizionale peso della primaria iniziale, che obbliga tutti i candidati ad andare nello stato a incontrare di persona gli elettori, mentre gli ispanici del Nevada, i neri della Georgia, e la classe media e operaia del Michigan, guadagnerebbero più importanza nella selezione. Guarda caso, sono anche stati dove Biden è più forte. Il suo ragionamento però è che si tratta di regioni più rappresentative a livello nazionale, e in alcuni casi stati chiave da vincere a novembre, come il Michigan nel "blue wall" del Midwest, o la Georgia che al sud sta prendendo il posto della Florida come "battleground".
La resistenza
Venerdì la Commissione ha approvato la proposta, con i prevedibili voti contrari di Iowa e New Hampshire, che potrebbero ribellarsi e anticipare comunque le loro consultazioni, ma verrebbero duramente puniti dal Partito. Loro sostengono che così si perde una preziosa opportunità di organizzare la politica porta a porta, ma i leader democratici ritengono che ormai le campagne si giochino a livello nazionale, su strumenti come tv, internet e i social. Ora la riforma interna prosegue convincendo gli stati a ratificarlo, e dimostrando che sono in grado di organizzare le primarie nelle date assegnate.
Di sicuro però il segnale è che Biden fa sul serio, perché il successo al midterm lo ha galvanizzato e ha indebolito chi voleva sostituirlo. Certo, i suoi 80 anni pesano. Ma davanti alla prospettiva di una nuova sfida col settantaseinne Trump, resta il candidato più solido e senza molte alternative.