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File a Shanghai per i test anti-Covid dopo che molte postazioni sono state smantellate
File a Shanghai per i test anti-Covid dopo che molte postazioni sono state smantellate (reuters)

Xi Jinping allenta le misure anti-Covid, ma è confusione sulle nuove regole. Fiducia delle Borse di Hong Kong e Shanghai, lo yuan sale

Le proteste non si sono del tutto sopite: stanotte piccola manifestazione pacifica a Wuhan. Cambia la propaganda di Stato sulla pericolosità del coronavirus

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PECHINO - Piccola protesta stanotte, pacifica, tra gli studenti dell’Università di Wuhan. I ragazzi si sono radunati sotto la pioggia per chiedere “più trasparenza” riguardo alle informazioni sulle politiche anti-Covid: dicono che c'è confusione sulle regole per uscire dal campus per poter tornare nelle loro città d’origine e si lamentano che molti negozi dentro all’ateneo sono ormai chiusi. Uno dei messaggi circolati sui social cinesi chiedeva agli studenti di non portare con sé però i fogli bianchi diventati il simbolo, lo scorso weekend, delle proteste contro le politiche sanitarie di Xi Jinping. 

Dopo gli annunci dei giorni scorsi sugli allentamenti delle restrizioni c’è infatti un po’ di confusione in questa fase di passaggio. Ogni città sta applicando misure in modo diverso. Anche all’interno delle stesse metropoli le disposizioni variano da distretto a distretto e tra diverse comunità residenziali. Già mercoledì, però, scrive l’agenzia Reuters citando proprie fonti, dovrebbe essere annunciato un nuovo pacchetto in dieci punti per provare a fare chiarezza. 

Un segnale significativo potrebbe arrivare dal declassamento della gestione del Covid da malattia di “categoria A” a quella “B” già a partire dal mese prossimo. Continuano ad arrivare infatti messaggi dalla propaganda in tal senso, un cambio di tono sul Covid come si era già visto nei giorni scorsi, prima con le parole della vicepremier Sun Chunlan e poi con quelle riferite - secondo alcuni ufficiali Ue - da Xi Jinping a Charles Michel. Questa mattina il quotidiano Yicai scrive infatti che “le condizioni per un declassamento della gestione del Covid stanno migliorando”. Dal gennaio 2020, la Cina ha classificato il Covid come malattia infettiva di categoria B, ma l'ha gestita secondo i protocolli di categoria A (che comprende malattie come la peste bubbonica e il colera). “Ma oggi oltre il 95% dei casi in Cina sono asintomatici e lievi, con pochi decessi. In tali circostanze, attenersi alla strategia della categoria A non è in linea con la scienza”, dice un esperto, citato in forma anonima, dal quotidiano Yicai. 

Nel frattempo sempre più città continuano ad allentare le restrizioni. Niente più tampone entro le 48 ore per prendere i mezzi pubblici qui a Pechino da stamattina. Stessa cosa ha deciso anche Shanghai, che ha eliminato i test per entrare in luoghi pubblici all'aperto, come i parchi. Lo stesso hanno deciso Hangzhou, Shenzhen, Nanchino. Non servirà più inoltre un test negativo per acquistare farmaci per il raffreddore e la febbre: le vendite si sono impennate in varie città.

Confusione e un po’ di smarrimento, per quanto riguarda i tamponi, qui a Pechino. In città durante il fine settimana sono state smantellate molte cabine per i test, ma per continuare ad entrare in molti luoghi pubblici e negozi della capitale i tamponi servono ancora e dunque si creano lunghe code in strada, al gelo. Dopo le lamentele, i funzionari del distretto di Chaoyang si sono detti “profondamente dispiaciuti”: alcuni siti sono stati riaperti o hanno esteso il loro orario.  

Sebbene le misure di alleggerimento nelle varie città non possano ancora essere interpretate come un abbandono della politica zero-Covid da parte della Cina, "le consideriamo una chiara prova del fatto che il governo cinese si sta preparando per un'uscita e che nel frattempo sta cercando di minimizzare il costo economico e sociale del controllo del Covid”, scrivono gli analisti di Goldman Sachs. 

Degli alleggerimenti ne stanno beneficiando i mercati: lo yuan ha raggiunto il livello più alto nei confronti del dollaro da metà settembre. Salgono le borse di Hong Kong e Shanghai. Apple dichiara che l’impianto della Foxconn di Zhengzhou riprenderà la piena produzione verso la fine di dicembre o al massimo all'inizio di gennaio.