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(reuters)

Iran, sciopero contro il regime. I negozi abbassano le saracinesche

Account twitter vicini ai manifestanti mostrano molti esercizi chiusi in diverse città del paese, l'appello a non aprire era partito dai manifestanti
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TEHERAN - I negozi delle città iraniane abbassano le saracinesche per aumentare la pressione sulle autorità: in diverse città del paese è cominciato stamane lo sciopero di tre giorni invocato dai manifestanti che ormai chiedono apertamente la cadita del regime.

L'Iran è scosso da disordini a livello nazionale in seguito alla morte della ragazza curda iraniana Mahsa Amini lo scorso 16 settembre, dopo essere stata arrestata dalla polizia morale: una delle più forti sfide alla Repubblica islamica dalla rivoluzione del 1979.

"1500tasvir", un account Twitter con 380.000 follower incentrato sulle proteste, ha condiviso video di negozi chiusi in aree commerciali chiave, come il bazar di Teheran, e in altre grandi città come Karaj, Isfahan e Shiraz.

Testimoni che hanno parlato con l'agenzia di stampa Reuters hanno detto che la polizia antisommossa e la milizia dei Basiji sono state pesantemente dispiegate nel centro di Tehe…

TEHERAN - I negozi delle città iraniane abbassano le saracinesche per aumentare la pressione sulle autorità: in diverse città del paese è cominciato stamane lo sciopero di tre giorni invocato dai manifestanti che ormai chiedono apertamente la cadita del regime.

L'Iran è scosso da disordini a livello nazionale in seguito alla morte della ragazza curda iraniana Mahsa Amini lo scorso 16 settembre, dopo essere stata arrestata dalla polizia morale: una delle più forti sfide alla Repubblica islamica dalla rivoluzione del 1979.

"1500tasvir", un account Twitter con 380.000 follower incentrato sulle proteste, ha condiviso video di negozi chiusi in aree commerciali chiave, come il bazar di Teheran, e in altre grandi città come Karaj, Isfahan e Shiraz.

Testimoni che hanno parlato con l'agenzia di stampa Reuters hanno detto che la polizia antisommossa e la milizia dei Basiji sono state pesantemente dispiegate nel centro di Teheran.

L'agenzia di stampa semi-ufficiale Fars ha confermato che una gioielleria appartenente all'ex leggenda del calcio iraniano Ali Daei è stata sigillata dalle autorità, in seguito alla decisione di chiudere per i tre giorni di sciopero generale.

Filmati simili di "1500tasvir" e altri account di attivisti sono stati condivisi con negozi chiusi in città più piccole come Bojnourd, Kerman, Sabzevar, Ilam, Ardabil.

Il gruppo curdo iraniano per i diritti Hengaw ha anche riferito che 19 città si sono unite al movimento che peeme per lo sciopero generale nell'Iran occidentale, dove vive la maggior parte della popolazione curda del paese.

Centinaia di persone sono state uccise nei disordini dalla morte di Amini. Le autorità hanno annunciato di voler sciogliere il corpo della polizia morale, una mossa che però viene guardata con sospetto dai manifestanti che temono possa essere soltanto un tentativo del regime di mettere a tacere le proteste.