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Devolution, abolizione dei Lord e niente Mercato unico europeo: così il Labour vuole cambiare il Regno Unito

(reuters)
Il leader Keir Starmer ha esposto oggi a Leeds la sua visione del Paese. Con lui l’ex premier Gordon Brown. Riciclati vecchi slogan della Brexit per riconquistare gli “ultimi e i dimenticati” che votarono per Johnson nel 2019
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LEEDS - Devolution ancora più massiccia per tenere la Scozia nel Regno Unito e riconquistare gli operai del centro e nord inglesi che nel 2019 votarono per Boris Johnson. Slogan brexiter riconvertiti alla causa in nome “dei dimenticati e degli invisibili". Nessun ritorno nel mercato unico europeo. Riforme costituzionali, tra cui l’abolizione della Camera dei Lord non eletti. Lotta al malcostume dei deputati conservatori. 

È la “new Britain”, la nuova Gran Bretagna” del Labour, che si prepara a governare nel 2024, almeno così dicono i sondaggi che lo danno in testa di circa 25 punti sui conservatori del premier Rishi Sunak. E così oggi il leader Sir Keir Starmer ha esposto piano e visione del Paese che ha in mente, qualora dovesse vincere e qualora la sua base laburista dovesse approvarlo. Al suo fianco l’ex primo ministro ed ex ministro delle Finanze b…

LEEDS - Devolution ancora più massiccia per tenere la Scozia nel Regno Unito e riconquistare gli operai del centro e nord inglesi che nel 2019 votarono per Boris Johnson. Slogan brexiter riconvertiti alla causa in nome “dei dimenticati e degli invisibili". Nessun ritorno nel mercato unico europeo. Riforme costituzionali, tra cui l’abolizione della Camera dei Lord non eletti. Lotta al malcostume dei deputati conservatori. 

È la “new Britain”, la nuova Gran Bretagna” del Labour, che si prepara a governare nel 2024, almeno così dicono i sondaggi che lo danno in testa di circa 25 punti sui conservatori del premier Rishi Sunak. E così oggi il leader Sir Keir Starmer ha esposto piano e visione del Paese che ha in mente, qualora dovesse vincere e qualora la sua base laburista dovesse approvarlo. Al suo fianco l’ex primo ministro ed ex ministro delle Finanze blairiano, Gordon Brown, come segnale di continuità dell’ultima epoca gloriosa del Labour ma anche come fattore di unione del Paese, visto che Brown è scozzese e si è sempre contrapposto all’indipendenza della nazione al di là del Vallo di Adriano promossa dalla prima ministra Nicola Sturgeon. Anche perché, la lettura dell’ex leader, è che “molti britannici sinora hanno votato per Brexit e l’indipendenza scozzese perché volevano un cambiamento. Per queste ragioni serve un cambiamento ora, adesso, e tocca a noi realizzarlo”. 

“Siamo una delle economie più centralizzate d’Europa”, dichiara Starmer, “il centro non ha funzionato e bisogna ridare potere e parola ai cittadini. Troppo potere è a Londra e nel sud-est dell’Inghilterra: bisogna ridistribuire risorse”. Dunque, il leader Labour riesuma non solo il cosiddetto “Levelling up” (livellamento) di Boris Johnson ma anche lo slogan della Brexit e dello stesso “BoJo”, ovvero “Take Back Control”, “riprendiamo il controllo”, riabilitato per l’occasione e adeguato alla causa. “Durante la campagna del referendum Brexit, ero per restare in Ue. Ma non potevo non essere d’accordo con la questione che mi hanno posto molti brexiter, ossia avere più controllo sulle loro esistenze e sulle questioni cruciali del Paese”.

Starmer, che qui a Leeds ha studiato per tre anni all’università che ha ospitato l’evento, non vuole riaprire il capitolo Brexit, nonostante gli ultimi dati allarmanti per l’economia britannica, perché l’uscita dall’Ue ha danneggiato e lacerato il partito laburista negli ultimi anni. Stamattina alla Bbc, il leader ha persino negato che qualora il Regno Unito tornasse nel mercato unico europeo, ciò sarebbe benefico per l’economia britannica, nonostante la stragrande maggioranza degli economisti, inclusi quelli della Bank of England, hanno ribadito più volte che la realtà è l’esatto contrario.

Ma oramai non si torna indietro perché “il Labour vuole riunire il Paese”, sostiene Starmer, “e abbiamo disperatamente bisogno di cambiamento, anche a livello costituzionale, con la Camera dei Lord trasformata in un ramo del Parlamento per le autonomie locali e nazionali, come Scozia, Irlanda del Nord e Galles”. “Bisogna essere local e compiere un irreversibile trasferimento di potere dal centro alla periferia”, ribadisce Brown, che aggiunge: “Saremo l’unico partito che riunirà indipendentisti e unionisti in Scozia”. Peccato che Nicola Sturgeon e il suo partito vogliano tornare in Europa e comunque nel mercato unico europeo. Cosa che Starmer assolutamente esclude.