✕

Donald Trump, nuovi documenti segreti trovati nella residenza privata

(reuters)
Erano custoditi in un magazzino usato dal tycoon in Florida. La scoperta, rivelata dal Washington Post, è emersa grazie alle pressioni della procura federale, convinta che l'ex presidente non avesse restituito tutti i file portati via alla fine del suo mandato
2 minuti di lettura

NEW YORK - Gli avvocati ingaggiati da Donald Trump per recuperare i documenti superstiti portati via dalla Casa Bianca hanno trovato due nuovi file “riservati”. Erano custoditi in un magazzino utilizzato dal tycoon e dal suo staff a West Palm Beach, Florida. Il materiale è stato consegnato subito all’Fbi.

La scoperta, rivelata dal Washington Post, è emersa grazie alle ricerche avviate da un team esterno di esperti e di avvocati per rispondere alle pressioni della procura federale, convinta che Trump non avesse restituito tutti i file portati via alla fine del suo mandato, nel gennaio 2021. Anche l’Fbi e i National Archives, gli Archivi di Stato, avevano avanzato dubbi sulla piena restituzione e chiesto più volte al giudice di avviare ricerche.

NEW YORK - Gli avvocati ingaggiati da Donald Trump per recuperare i documenti superstiti portati via dalla Casa Bianca hanno trovato due nuovi file “riservati”. Erano custoditi in un magazzino utilizzato dal tycoon e dal suo staff a West Palm Beach, Florida. Il materiale è stato consegnato subito all’Fbi.

La scoperta, rivelata dal Washington Post, è emersa grazie alle ricerche avviate da un team esterno di esperti e di avvocati per rispondere alle pressioni della procura federale, convinta che Trump non avesse restituito tutti i file portati via alla fine del suo mandato, nel gennaio 2021. Anche l’Fbi e i National Archives, gli Archivi di Stato, avevano avanzato dubbi sulla piena restituzione e chiesto più volte al giudice di avviare ricerche.

A ottobre era stata fatta a Trump l’ultima richiesta da parte del tribunale, al punto che l’ex presidente aveva dato l’incarico a un team esterno di controllare tutto, per evitare l’accusa di aver ostacolato la giustizia. Il blitz in agosto nel resort di Mar-a-Lago in Florida da parte degli agenti federali aveva già portato alla luce centinaia di documenti, tra cui alcuni considerati molto riservati, e che dovevano essere consegnati ai National Archives, a cui spetta il compito di conservare tutti gli atti presidenziali. Ma già allora gli investigatori erano convinti che non fosse tutto.

La nuova scoperta smentisce Trump, il quale aveva sostenuto per mesi di aver restituito fino all’ultimo file, e di essersi limitato a conservare ritagli di giornale e oggetti personali. Ma sono stati smentiti anche appartenenti dell’entourage del tycoon che appena ieri avevano dichiarato che niente era stato trovato in queste settimane. Non era così.

Il magazzino, gestito dall’agenzia governativa della General Services Administration, era stato affittato nel luglio 2021 per fare da deposito a una serie di oggi utilizzati dallo staff di Trump nei mesi successivi all’uscita dalla Casa Bianca. Nel deposito erano stati trasferiti a settembre dell’anno scorso quasi 1500 chili di materiale, in gran parte formato da scatoloni, regali, abiti e altri oggetti, tra cui spade e una cintura da wrestler. Tra questi sono spuntati i due documenti riservati.

Nessuno, secondo testimoni ascoltati dal Washington Post, ha mai visto Trump aggirarsi nel deposito. Sulla natura dei file ritrovati non sono state fornite indicazioni, ma è la conferma che il resort del tycoon a Mar-a-Lago non era l’unico posto dove l’ex presidente aveva deciso di conservare i documenti presidenziali. Inoltre il suo staff non aveva rispettato pienamente l’ordine del giudice federale, quello emesso a maggio, di consegnare tutto.

Nei giorni a cavallo di Thanksgiving, a fine novembre, il team di avvocati aveva avviato controlli anche nel golf club di Bedminster, in New Jersey, e nella Trump Tower a Manhattan ma, secondo i legali del tycoon, non avrebbero trovato niente. “Il presidente Trump - ha commentato il portavoce, Steven Cheung - continua a essere collaborativo e trasparente, nonostante l’attacco illegale, immotivato e senza precedenti al presidente Trump e alla sua famiglia da parte del dipartimento della Giustizia”.