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Austria e Olanda bloccano l’ingresso di Romania e Bulgaria nell’area Schengen

Il ministro degli Interni rumeno Lucian Bode (ansa)
Il veto è stato posto nonostante il parere favorevole della Commissione. Bode: "La Romania chiede rispetto"
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Austria e Olanda bloccano l’ingresso di Romania e Bulgaria nell’area Schengen,  l’area di libera circolazione. Durante il consiglio dei ministri Ue dell’Interno i due Paesi hanno posto il veto. Autorizzando invece la richiesta della sola Croazia. La riunione sta esaminando anche l’emergenza migranti. E la scelta di Vienna non è disgiunta dalle posizioni che dividono i 27 su questo dossier. Nela caso specifico ha infatti avuto un peso la rotta migratoria balcanica. E l’Austria teme che se eliminando i controlli alle frontiere rumene e bulgare, il cammino degli extracomunitari sia facilitato.   

“La Romania – ha detto il ministro romeno, Lucian Bode – chiede rispetto” .

Austria e Olanda bloccano l’ingresso di Romania e Bulgaria nell’area Schengen,  l’area di libera circolazione. Durante il consiglio dei ministri Ue dell’Interno i due Paesi hanno posto il veto. Autorizzando invece la richiesta della sola Croazia. La riunione sta esaminando anche l’emergenza migranti. E la scelta di Vienna non è disgiunta dalle posizioni che dividono i 27 su questo dossier. Nela caso specifico ha infatti avuto un peso la rotta migratoria balcanica. E l’Austria teme che se eliminando i controlli alle frontiere rumene e bulgare, il cammino degli extracomunitari sia facilitato.   

“La Romania – ha detto il ministro romeno, Lucian Bode – chiede rispetto” .

La Commissione, in realtà, era favorevole. "Croazia, Romania e Bulgaria – ha sottolineato il vicepresidente della Commissione Margeritis Schinas - Hanno fatto piu' di quello che gli abbiamo chiesto di fare. Siamo piu' forti, non piu' deboli con l'allargamento dell'area Schengen, che significa avere maggiori e migliori controlli, non minorri”. “Se vogliamo limitare la rotta migratoria dei Balcani, che mostra una tendenza in aumento dei flussi – ha detto il ministro francese Darmanin - dobbiamo essere in grado di allargare l'area Schengen per controllare le frontiere con i Paesi che non ne fanno parte, e che devono essere maggiormente monitorati". La commissaria agli Affari iNterni, la svedese Johansson, si è detta “delusa” per la scelta di Austria e Olanda che hanno approfittato del principio di unanimità per bloccare l’ingresso di Sofia e Bucarest nell’area Schengen. Ora non è escluso che il dossier approdi al Consiglio europeo del 15 dicembre con i leader.

Ma la questione-migranti è ormai al centro delle discussioni. Questa vicenda, dimostra che per l’Italia sarà difficile ottenere qualcosa di concreto in riferimento alla cosiddetta rotta mediterranea. Come ha detto stamattina il ministro degli interni tedesco Faeser, adesso lìUe dovrà prima fare i conti con la probabile nuova ondata di profughi dall’Ucraina.