Scioperano i giornalisti del "New York Times": non accadeva dal 1981
di Massimo Basile , di Massimo BasileNEW YORK - Nessun cronista in redazione. Interviste rinviate. Fotografi a casa. Solo tweet, appelli ai lettori a disertare i giochi online, come "Wordle" e i cruciverba, in segno di solidarietà, più di mille dipendenti del New York Times non si sono presentati al lavoro. È il primo sciopero in quarant'anni. A centinaia manifestano davanti alla sede, tra la 40 e l'Ottava Avenue, in mezzo al vento e al via vai dei newyorkesi. Urlano slogan, mostrano cartelli con scritto "New York Times walks out", il giornale più celebre al mondo sciopera.
NEW YORK - Nessun cronista in redazione. Interviste rinviate. Fotografi a casa. Solo tweet, appelli ai lettori a disertare i giochi online, come "Wordle" e i cruciverba, in segno di solidarietà, più di mille dipendenti del New York Times non si sono presentati al lavoro. È il primo sciopero in quarant'anni. A centinaia manifestano davanti alla sede, tra la 40 e l'Ottava Avenue, in mezzo al vento e al via vai dei newyorkesi. Urlano slogan, mostrano cartelli con scritto "New York Times walks out", il giornale più celebre al mondo sciopera.
In due comunicati separati, l'amministratore delegato Meredith Kopit Levien e il direttore Joseph Kahn hanno manifestato delusione. "È un'azione drastica e deludente", ha commentato Levien. "Gli scioperi - ha scritto Kahn in una email interna - scattano quando il dialogo si interrompe, ma non è il caso di oggi".
Il sindacato aveva posto una condizione: chiedeva passi avanti entro mercoledì o sarebbe partita la protesta. Il giornale uscirà lo stesso, anche l'edizione cartacea non è a rischio. "Faremo un prodotto solido anche domani (oggi, ndr) - aveva promesso Kahn - solo che sarà più difficile del solito". Poco prime delle 13 parte un picchetto. Su un podio improvvisato si alternano a parlare. "È in gioco il futuro del giornalismo - dice Jenny Vrentas, reporter sportiva del Times - noi non faremo passi indietro".
Picchetto e sciopero erano quasi parole sconosciute a gran parte dei giornalisti. L'ultimo sciopero risale al 1981, quando i lavoratori si fermarono per sei ore e mezzo. Da allora il massimo della protesta era stato nel 2017, quando i giornalisti avevano lasciato l'edificio per venti minuti, in segno di protesta per i tagli alla redazione.
Il sindacato aveva chiesto un aumento medio del 5,5% nel 2023 e nel 2024, la compagnia aveva risposto con il 3%. C'è disaccordo anche su salario minimo e bonus. "Il Times è in buone condizioni finanziarie - commenta Susan DeCarava, presidente del sindacato - e noi pensiamo che il lavoro dovrebbe valere più di quello che offrono". "È doloroso - spiega Nick Confessore - il nostro dovere è calarci nelle storie e non chiudere la tastiera". Ma lo sciopero è ritenuto necessario. Oggi torneranno al lavoro. Da altre parti, il primo sciopero ne ha portati altri. Qui nessuno sa ancora cosa succederà.