Il "panem et circenses" del Regno Unito: spaccato tra crisi e scandalo "Harry & Meghan"
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Il senso della vicenda lo riassume adeguatamente il Daily Mirror in prima pagina. Titolo: “Basta con questo circo dei Reali”. Catenaccio: “A soli due mesi dalla morte della Regina, il principe Harry si lamenta ancora una volta del trattamento ricevuto. Il principe William è, ancora una volta, furioso. Mentre migliaia di britannici devono scegliere tra mangiare e riscaldarsi...”.
E già. Panem et circenses, è proprio il caso di dire. Ma nella triste versione del Regno Unito di oggi. Mentre il controverso documentario Harry & Meghan su Netflix oggi occupa tutte le prime pagine dei giornali e la coppia fuggita nel suo lussuoso regno della californiana Montecito avrebbe guadagnato circa 100 milioni di dollari per questa esclusiva ed intima partecipazione, la crisi inflazionaria ed energetica morde le tasche dei britannici. Che dovranno affront…
LONDRA - Il senso della vicenda lo riassume adeguatamente il Daily Mirror in prima pagina. Titolo: “Basta con questo circo dei Reali”. Catenaccio: “A soli due mesi dalla morte della Regina, il principe Harry si lamenta ancora una volta del trattamento ricevuto. Il principe William è, ancora una volta, furioso. Mentre migliaia di britannici devono scegliere tra mangiare e riscaldarsi...”.
E già. Panem et circenses, è proprio il caso di dire. Ma nella triste versione del Regno Unito di oggi. Mentre il controverso documentario Harry & Meghan su Netflix oggi occupa tutte le prime pagine dei giornali e la coppia fuggita nel suo lussuoso regno della californiana Montecito avrebbe guadagnato circa 100 milioni di dollari per questa esclusiva ed intima partecipazione, la crisi inflazionaria ed energetica morde le tasche dei britannici. Che dovranno affrontare uno degli inverni più duri dal Dopoguerra e che non a caso è stato già ribattezzato “inverno del malcontento”, chiaro riferimento al Riccardo III di William Shakespeare ma anche agli scioperi della fine degli anni Settanta che misero il Paese in ginocchio.
Ora la situazione si ripete: tra infermieri, ferrovieri, agenti di frontiera, medici, insegnanti, eccetera, il Regno Unito avrà almeno uno sciopero al giorno di qui alla fine dell’anno. Molti lavoratori, fiaccati dall’inflazione all’11%, non ce la fanno più a sostenere il costo della vita, anche perché le bollette sono schizzate dopo la guerra in Ucraina e il governo almeno fino ad aprile prossimo ha messo un tetto massimo di circa 3000 euro all’anno. Ma non è sufficiente, soprattutto per gli infermieri, per esempio, che hanno visto ridursi il proprio potere di acquisto drasticamente negli ultimi dieci anni. Eppure, durante il Covid, ogni giorno il governo e la tv li incensavano come eroi.
Eppure il Regno Unito è uno dei sette Paesi più ricchi e potenti del mondo, il suo nuovo primo ministro Rishi Sunak è il parlamentare più ricco del Paese. E però, il Paese sarà quello che crescerà di meno il prossimo anno tra quelli del G20, Russia esclusa, e si appresta a sprofondare in una recessione che potrebbe essere lunga anche due anni, secondo la Bank of England. Gli effetti sociali si fanno già sentire, anche perché arrivano dopo quasi un decennio di austerity del partito conservatore.
Se nel resto del Paese meno agiato la crisi sta iniziando a colpire, per ora a Londra tutto questo non si sente, almeno in apparenza: locali, bar e ristoranti sono sempre stracolmi, come sempre per il weekend bisogna prenotare (almeno) con qualche giorno di anticipo e nei pub scorrono fiumi di pinte, prosecco e cocktail, oltre alle fish pie e mash and potato. Ok, è Natale. Ma tutto questo fino a quando durerà? Va bene il circenses di Londra e di Harry e Meghan dalla California, ma il panem nella perfida Albione?