✕

Ucraina, Putin: “Un accordo andrà trovato, ma ora la fiducia è quasi a zero”

(reuters)

Ascolta l'audio

Il presidente russo torna ancora una volta sull’uso dell’atomica: “Potremmo adottare la dottrina Usa di un attacco preventivo”
1 minuti di lettura

MOSCA - "Alla fine" un accordo sarà necessario per terminare il conflitto in Ucraina, ma c'è "una questione di fiducia" e "la fiducia è zero". Chissà poi di quale "fine" si tratterà visto che Vladimir Putin non ha escluso di poter adottare il concetto statunitense di "colpo preventivo". "Ci stiamo soltanto pensando. Loro non hanno esitato a parlarne apertamente negli ultimi anni", ha detto a margine del vertice in Kirghizistan della Comunità Economica Euroasiatica di ex Repubbliche sovietiche.

"Alla fine dovremo trovare un accordo. Ho già detto più volte che siam…

MOSCA - "Alla fine" un accordo sarà necessario per terminare il conflitto in Ucraina, ma c'è "una questione di fiducia" e "la fiducia è zero". Chissà poi di quale "fine" si tratterà visto che Vladimir Putin non ha escluso di poter adottare il concetto statunitense di "colpo preventivo". "Ci stiamo soltanto pensando. Loro non hanno esitato a parlarne apertamente negli ultimi anni", ha detto a margine del vertice in Kirghizistan della Comunità Economica Euroasiatica di ex Repubbliche sovietiche.

"Alla fine dovremo trovare un accordo. Ho già detto più volte che siamo pronti a queste intese, siamo aperti, ma questo ci costringe a pensare con chi abbiamo a che fare", ha detto Putin esprimendo dubbi sulla "fiducia" che Mosca può concedere ai suoi interlocutori. In particolare dopo che l'ex cancelliera tedesca Angela Merkel, in un'intervista a Die Zeit, ha detto che gli accordi di Minsk furono "un tentativo di dare tempo all'Ucraina". Affermazione che ha "deluso" Putin: "Questo ovviamente solleva la questione della fiducia. E la fiducia è quasi a zero e dopo tali affermazioni la domanda ovviamente è: come troviamo un accordo? E possiamo essere d'accordo con qualcuno? E con quali garanzie?".Al momento, insomma, non c'è spazio per compromessi. Cosa che ha ribadito alla stampa, compresa Repubblica, anche il viceministro degli Esteri Sergej Rjabkov a margine di un incontro organizzato dal think tank russo Valdai Club. Pur confermando l'incontro avvenuto ieri a Istanbul in Turchia tra inviati di Usa e Russia, ha detto che "adesso è difficile parlare di possibili contatti diretti con l'amministrazione Usa. Per un dialogo costruttivo, devono essere create le condizioni. Non abbiamo ancora sentito dagli americani idee significative in merito".

La sfiducia è tale che Mosca starebbe pensando di adottare la strategia nucleare statunitense chiamata "Attacco Globale Immediato" (Pgs), che prevede la possibilità di colpire obiettivi strategici del nemico con armi di precisione in qualsiasi parte del mondo entro un'ora. "Parlando di un attacco disarmante, forse vale la pena pensare di adottare le idee sviluppate dalle nostre controparti statunitensi, le loro idee per garantire la loro sicurezza", ha detto Putin, ricordando che la Russia ha già commissionato armi ipersoniche in grado di effettuare un tale attacco. Sembrava riferirsi ad armi convenzionali, ma ha ricordato che gli Stati Uniti non hanno escluso di utilizzare per primi armi nucleari. "Se il potenziale avversario crede di poter utilizzare la teoria di un attacco preventivo e noi no, ciò ci fa pensare alle minacce poste da tali idee". Parole che a Washington sono suonate come "una prova di forza" e un "velato avvertimento". Minacce che però starebbero irritando persino l'alleato indiano Narendra Modi tanto da aver fatto saltare l'annuale vertice Russia-India.