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Qatargate, Bruxelles sotto choc: ora la polizia belga punta a perquisire i palazzi Ue

(afp)
Le mosse degli inquirenti puntano ad avere nuove informazioni e nuove rivelazioni dai fermati. Per poi presentarsi alla presidenza del Parlamento europeo e chiedere la possibilità di entrare nell'edificio di Bruxelles e se serve anche in quello di Strasburgo con la collaborazione delle autorità francesi
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BRUXELLES - "Un Parlamento paralizzato dai socialisti italiani". Un brivido attraversa la schiena di tutti. Funzionari, assistenti e anche eurodeputati. Il QatarGate è una di quelle scosse che in una città paludata dalla burocrazia europea come Bruxelles, diventa subito un terremoto. Ma soprattutto la grande paura è che da oggi il terremoto possa trasformarsi in un vero e proprio "Big One". In grado di spazzare via ogni resistenza.

Tutti i sussulti, infatti, al momento si sono fermati davanti alla sede dell'Eurocamera. Perché? Perché la le…

BRUXELLES - "Un Parlamento paralizzato dai socialisti italiani". Un brivido attraversa la schiena di tutti. Funzionari, assistenti e anche eurodeputati. Il QatarGate è una di quelle scosse che in una città paludata dalla burocrazia europea come Bruxelles, diventa subito un terremoto. Ma soprattutto la grande paura è che da oggi il terremoto possa trasformarsi in un vero e proprio "Big One". In grado di spazzare via ogni resistenza.

Tutti i sussulti, infatti, al momento si sono fermati davanti alla sede dell'Eurocamera. Perché? Perché la legislazione dell'Unione prevede l'immunità. Pressocché totale. E per entrare nelle sedi e negli uffici del Parlamento serve una motivazione chiara e una autorizzazione della presidenza. Ma, appunto, nel frattempo sembra tutto fermo in uno strano congelatore. "Siamo paralizzati dagli italiani", ripetono tutti quelli che vengono contatti per capire se avevano sospettato cosa stesse succedendo tra i corridoi del Palazzo che si affaccia su Place du Luxembourg. Una paralisi provocata dall'attesa. E dalle scelte che oggi pomeriggio i giudici belgi (hanno 48 ore di tempo dai fermi) adotteranno sulla base degli interrogatori dei quattro principali indiziati: Antonio Panzeri, Luca Visentini, Francesco Giorgi e del padre della vicepresidente greca, Eva Kaili. 

Le mosse degli inquirenti, infatti, puntano ad avere nuove informazioni e nuove rivelazioni da questi quattro fermati. Per poi presentarsi alla presidenza del Parlamento europeo e chiedere il passo successivo: entrare nell'edificio di Bruxelles e se serve anche in quello di Strasburgo con la collaborazione delle autorità francesi, e perquisire a tappeto. Ad eccezione, infatti, dell'arresto di Kaili, effettuato secondo i pm belgi perché colta in flagranza di reato, il resto delle operazioni effettuate in Parlamento si sono limitate a porre i sigilli in alcune delle stanze di assistenti e collaboratori. Per andare oltre, serve altro. E quell'altro può venire dalle informazioni degli interrogatori. "I pesci grossi - è la frase che spesso ripetono gli inquirenti belgi - sono altri".

La partita tra magistrati e indagati, dunque, è giocata anche sul filo del regolamento parlamentare. L'altro aspetto riguarda l'arresto di Kaili. I suoi legali stanno preparando la controffensiva. Il primo passo sarà quello di contestare la flagranza di reato. Se il giudice accettasse questo ricorso, allora tutto dovrebbe ricominciare daccapo. Con una procedura piuttosto lunga. Per indagare, interrogare e fermare la vicepresidente del Parlamento europeo, infatti, servirebbe una richiesta di revoca dell'immunità. Da discutere prima nella Commissione Affari giuridici e poi in Aula. Ma se così fosse, l'inchiesta rischierebbe l'impasse. È la vera partita a scacchi che la parti stanno giocando in queste ore. I primi risultati si potrebbero avere già oggi.