Professione guardia del corpo: da Ottaviano Augusto a JLo, è boom dei professionisti della sicurezza
di Enrico Franceschini , di Enrico FranceschiniLONDRA – Volete guadagnare 900 euro al giorno? Fate le guardie del corpo. Naturalmente non è un mestiere che chiunque può inventarsi dalla mattina alla sera: in genere per potervi accedere bisogna essere ex-militari, preferibilmente provenienti dalle forze speciali, ex-agenti segreti, quelli dell’Mi6 britannico e del Mossad israeliano vanno per la maggiore, o perlomeno ex-poliziotti. Ma in tutto il mondo è una professione in espansione: il settore è cresciuto del 500 per cento negli ultimi vent’anni, si sta allargando ad un ritmo ancora più alto negli ultimi due anni e paga sempre meglio, come rivela un’inchiesta del Financial Times.
LONDRA – Volete guadagnare 900 euro al giorno? Fate le guardie del corpo. Naturalmente non è un mestiere che chiunque può inventarsi dalla mattina alla sera: in genere per potervi accedere bisogna essere ex-militari, preferibilmente provenienti dalle forze speciali, ex-agenti segreti, quelli dell’Mi6 britannico e del Mossad israeliano vanno per la maggiore, o perlomeno ex-poliziotti. Ma in tutto il mondo è una professione in espansione: il settore è cresciuto del 500 per cento negli ultimi vent’anni, si sta allargando ad un ritmo ancora più alto negli ultimi due anni e paga sempre meglio, come rivela un’inchiesta del Financial Times.
Basta avere fatto caso al viaggio di nozze di Jennifer Lopez e Ben Affleck in Italia: dalle strade del centro di Milano alle rive del lago di Como, c’era sempre un uomo dalle spalle larghe in giacca da safari alle loro spalle. Il caso della coppia di stelle di Hollywood non è isolato: da Jennifer Lawrence ai figli di David e Victoria Beckham, da Elon Musk a Madonna, da Naomi Campbell a Harry e Meghan, ci sono sempre una o più guardie del corpo attorno ai personaggi dello show-business, dell’imprenditoria, della politica. E il nuovo “equerry” (alla lettera “scudiero”, in pratica assistente personale) di re Carlo III è il maggiore Johnny Thompson, ex-guardia del corpo della regina Elisabetta, diventato virale su TikTok dopo esservi apparso in kilt scozzese.
Si dice che sia stato l’imperatore romano Ottaviano Augusto a creare il concetto con il suo corpo di “guardie pretoriane”. Duemila anni dopo, scrive il quotidiano della City, l’industria delle guardie del corpo sta vivendo un vero boom: si moltiplicano ovunque le agenzie che forniscono protezione personale a vip, manager, capi di stato e diplomatici, sia nelle città in cui vivono e nelle loro abitazioni, sia per missioni nei luoghi più pericolosi del mondo. Un tempo erano considerati una via di mezzo tra un mercenario e il buttafuori di un night-club, oggi sono dei sofisticati e costosi professionisti della sicurezza.
Nell’ambiente nessuno le chiama più guardie del corpo: si preferisce Cpo, acronimo di “Close protection officer”, spiega al Ft l’ex-colonnello Tim Spicer, che ha servito con le Sas, i commandos britannici, nella guerra delle Falkland e in Irlanda del Nord, e ora dirige Aegis Defence Services, un’agenzia di sicurezza usata da Regno Unito e Stati Uniti in Afghanistan e in Iraq. Avere a casa propria e dovunque si va almeno due protettori così, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, significa una spesa intorno a 600 mila euro l’anno, considerato che le guardie devono darsi il turno e prendersi giorni di riposo e di ferie. Ma si arriva facilmente a più di milione di euro l’anno, se si aggiungono le spese per dispositivi tecnologici intorno all’abitazione, telecamere a circuito chiuso, sistemi di allarme. Che non sempre da soli bastano, come ha scoperto il calciatore della nazionale inglese Raheem Sterling, la cui famiglia è stata derubata a Londra mentre lui era ai Mondiali in Qatar, costringendolo a un precipitoso rientro in patria.
Per questo, oltre a porte blindate, cctv, allarmi e sbarre alle finestre, acuni ricorrono alle guardie del corpo. In parte è uno status symbol. In parte è una necessità, a cui contribuiscono le sempre più numerose classifiche di giornali e riviste sui più ricchi del mondo, fornendo informazioni al crimine su potenziali bersagli. “Fare attenzione alle informazioni che si danno di sé sui social media” è il primo consiglio degli specialisti della protezione.