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Kosovo, bomba contro pattuglia Eulex. Il premier Kurti: "Rispondere agli attacchi"

Blocchi stradali nei pressi del villaggio di Rudine (reuters)
Tra gli agenti internazionali assegnati alla missione europea ci sono anche una ventina di carabinieri. Nessuno è rimasto ferito. La Ue chiede la rimozione delle barricate
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Notte di spari e di bombe nel nord del Kosovo. Una granata stordente è stata lanciata contro una pattuglia polacca di ricognizione della missione Ue (Eulex) nei pressi del villaggio di Rudare, a pochi chilometri da Nord Mitrovica. Tra i poliziotti internazionali assegnati alla missione europea in questa zona (circa 134 agenti) ci sono anche una ventina di carabinieri, che affiancano i lituani e i polacchi. Nessuno è rimasto ferito.

"È comunque un attacco inaccettabile”, riferiscono fonti ufficiali di Eulex. “Chiediamo ai responsabili di astenersi da azioni provocatorie e sollecitiamo le istituzioni del Kosovo a consegnare i colpevoli alla giustizia". A Pristina il premier Albi…

Notte di spari e di bombe nel nord del Kosovo. Una granata stordente è stata lanciata contro una pattuglia polacca di ricognizione della missione Ue (Eulex) nei pressi del villaggio di Rudare, a pochi chilometri da Nord Mitrovica. Tra i poliziotti internazionali assegnati alla missione europea in questa zona (circa 134 agenti) ci sono anche una ventina di carabinieri, che affiancano i lituani e i polacchi. Nessuno è rimasto ferito.

"È comunque un attacco inaccettabile”, riferiscono fonti ufficiali di Eulex. “Chiediamo ai responsabili di astenersi da azioni provocatorie e sollecitiamo le istituzioni del Kosovo a consegnare i colpevoli alla giustizia". A Pristina il premier Albin Kurti sta seguendo la situazione con preoccupazione e ha ordinato alla polizia di “rispondere all’aggressione con tutte le forze”.

Anche la Ue condanna gli attacchi con un messaggio del capo della diplomazia Josep Borrell che chiede l'eliminazione delle barricate issate dai serbi kosovari nei comuni a maggioranza serba. "La calma deve essere ripristinata. Eulex continuerà a coordinarsi con le autorità del Kosovo e la Kfor". Il capo della diplomazia Ue ha anche invitato "tutti gli attori a evitare l'escalation".

La bomba di Rudare, infatti, non è l’unico episodio che impensierisce il governo e gli osservatori internazionali. Nei pressi della diga del lago Gazivode, lungo la strada che conduce al valico di frontiera di Brnjak, c’è stata una sparatoria. Secondo la ricostruzione fatta dalla polizia kosovara, “individui appartenenti a gruppi criminali hanno sparato contro agenti in servizio, che sono stati costretti a difendersi rispondendo al fuoco”. Per ora non ci sono informazioni ufficiali su eventuali vittime o feriti.

I kosovari di etnia serba hanno trascorso la notte presidiando le barricate erette nel tardo pomeriggio di ieri dopo l'arresto dell'ex poliziotto serbo Dejan Pantic, accusato di terrorismo per la devastazione della Commissione elettorale del Nord. Un atto, questo, che rientra nella campagna di boicottaggio delle elezioni per i sindaci delle quattro municipalità a maggioranza serba, inizialmente indette per il 18 dicembre e rimandate ad aprile del prossimo anno.

Sinora tutti questi episodi di violenza e tafferugli nel Nord del Kosovo - cominciati con la disputa sulla riforma delle targhe serbe e proseguiti per le proteste contro le elezioni nelle quattro municipalità serbe - non hanno causato morti o danni gravi. È la ragione per cui la situazione non è ancora sfuggita di mano. Questa mattina la zona contesa attorno a Nord Mitrovica pare tornata sotto controllo. Ma, nella polveriera balcana, la tranquillità è sempre uno stato apparente. E provvisorio.