Kosovo, bomba contro pattuglia Eulex. Il premier Kurti: "Rispondere agli attacchi"
di Fabio Tonacci , di Fabio TonacciNotte di spari e di bombe nel nord del Kosovo. Una granata stordente è stata lanciata contro una pattuglia polacca di ricognizione della missione Ue (Eulex) nei pressi del villaggio di Rudare, a pochi chilometri da Nord Mitrovica. Tra i poliziotti internazionali assegnati alla missione europea in questa zona (circa 134 agenti) ci sono anche una ventina di carabinieri, che affiancano i lituani e i polacchi. Nessuno è rimasto ferito.
Notte di spari e di bombe nel nord del Kosovo. Una granata stordente è stata lanciata contro una pattuglia polacca di ricognizione della missione Ue (Eulex) nei pressi del villaggio di Rudare, a pochi chilometri da Nord Mitrovica. Tra i poliziotti internazionali assegnati alla missione europea in questa zona (circa 134 agenti) ci sono anche una ventina di carabinieri, che affiancano i lituani e i polacchi. Nessuno è rimasto ferito.
Anche la Ue condanna gli attacchi con un messaggio del capo della diplomazia Josep Borrell che chiede l'eliminazione delle barricate issate dai serbi kosovari nei comuni a maggioranza serba. "La calma deve essere ripristinata. Eulex continuerà a coordinarsi con le autorità del Kosovo e la Kfor". Il capo della diplomazia Ue ha anche invitato "tutti gli attori a evitare l'escalation".
La bomba di Rudare, infatti, non è l’unico episodio che impensierisce il governo e gli osservatori internazionali. Nei pressi della diga del lago Gazivode, lungo la strada che conduce al valico di frontiera di Brnjak, c’è stata una sparatoria. Secondo la ricostruzione fatta dalla polizia kosovara, “individui appartenenti a gruppi criminali hanno sparato contro agenti in servizio, che sono stati costretti a difendersi rispondendo al fuoco”. Per ora non ci sono informazioni ufficiali su eventuali vittime o feriti.
Sinora tutti questi episodi di violenza e tafferugli nel Nord del Kosovo - cominciati con la disputa sulla riforma delle targhe serbe e proseguiti per le proteste contro le elezioni nelle quattro municipalità serbe - non hanno causato morti o danni gravi. È la ragione per cui la situazione non è ancora sfuggita di mano. Questa mattina la zona contesa attorno a Nord Mitrovica pare tornata sotto controllo. Ma, nella polveriera balcana, la tranquillità è sempre uno stato apparente. E provvisorio.