✕

Ultime prove di dialogo. Erdogan mediatore chiama Putin e Zelensky

(ansa)

Ascolta l'audio

Le due telefonate si sono concentrate sull'accordo del grano mediato dalla Turchia insieme all'Onu
2 minuti di lettura

MOSCA - Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan torna a mediare tra il leader russo Vladimir Putin e il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky benché la via per il dialogo al momento non sia che una strettoia circoscritta all'accordo sul grano del mar Nero che lo scorso luglio riaprì i porti ucraini. "Per risolvere questa crisi, domenica avrò colloqui con Putin e con Zelensky", aveva annunciato lo stesso Erdogan nei giorni scorsi, ricordando di aver "messo in campo un'opera diplomatica mirata a un dialogo diretto sia con le parti del conflitto che con le istituzioni interessate" e sottolineando che, "nonostante l'interruzione del negoziato iniziato a Istanbul", la Turchia continua ad offrire "il terreno ideale per una pace duratura".

MOSCA - Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan torna a mediare tra il leader russo Vladimir Putin e il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky benché la via per il dialogo al momento non sia che una strettoia circoscritta all'accordo sul grano del mar Nero che lo scorso luglio riaprì i porti ucraini. "Per risolvere questa crisi, domenica avrò colloqui con Putin e con Zelensky", aveva annunciato lo stesso Erdogan nei giorni scorsi, ricordando di aver "messo in campo un'opera diplomatica mirata a un dialogo diretto sia con le parti del conflitto che con le istituzioni interessate" e sottolineando che, "nonostante l'interruzione del negoziato iniziato a Istanbul", la Turchia continua ad offrire "il terreno ideale per una pace duratura".

Le due telefonate non hanno però avuto un obiettivo così ambizioso. Si sono concentrate sull'accordo del grano mediato dalla Turchia insieme all'Onu. Un'intesa fragile con, da un lato, Mosca che chiede la revoca di alcune sanzioni per garantire le proprie esportazioni di fertilizzanti e prodotti agricoli e, dall'altro, Kiev che vorrebbe aumentare il numero di porti ucraini aperti alle spedizioni. "L'accordo è di carattere complesso e richiede la rimozione degli ostacoli per le relative forniture dalla Russia al fine di soddisfare le richieste dei Paesi più bisognosi", ha affermato il Cremlino in una nota, mentre Zelensky ha twittato di aver "discusso ulteriori lavori e la possibile espansione del corridoio del grano" con Erdogan. Dal canto suo, la presidenza turca ha comunicato di aver promesso a Zelensky aiuti umanitari per soddisfare le esigenze della popolazione "durante i duri mesi invernali" e di aver chiesto a Putin "una rapida fine" del conflitto, nonché di aver discusso la possibilità che Mosca esporti più merci attraverso il corridoio del grano.

La telefonata con Putin, come si evince dai comunicati delle rispettive presidenze, è stata in realtà l'occasione per parlare di tutt'altro: di gas e lotta al terrorismo. Continuano, infatti, i negoziati sulla proposta avanzata lo scorso ottobre da Putin di creare in Turchia un hub per le esportazioni di gas russo dopo il danneggiamento degli oleodotti Nord Stream tanto che l'ad di Gazprom, Aleksej Miller, la scorsa settimana aveva incontrato Erdogan a Istanbul. Il leader turco, invece, continua a insistere con Putin sulla necessità di "ripulire" il Nord della Siria dalle milizie curde, richiesta che finora ha incontrato la resistenza di Mosca.

Dopo questo duplice round di telefonate, l'unico traguardo raggiunto, di fatto, è che si continui a parlare benché Putin venerdì da Bishkek abbia detto che "al momento la fiducia è quasi a zero" e nonostante sabato il ministro degli Esteri ucraino Kuleba abbia osservato che "non è ancora arrivato il momento di negoziare". Ciononostante anche il presidente francese Emmanuel Macron non demorde. Ieri ha parlato al telefono con Zelensky per preparare la conferenza internazionale di aiuto a Kiev che si terrà domani a Parigi e per ribadire "tutto il suo sostegno" alla proposta ucraina di un piano di pace in dieci punti.