Francia, condanne fino a 18 anni per gli otto accusati dell'attentato di Nizza
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - Dopo tre mesi di udienze, finisce il processo sull'attentato di Nizza. Sul banco degli imputati c'erano otto persone con un grande assente: l'autore dell'attentato che ha fatto 86 vittime - tra cui 15 bambini - sulla Promenade des Anglais la sera del 14 luglio 2016. Il tunisino Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, che si era schiantato con un camion sulla folla radunata per vedere i fuochi d'artificio della festa nazionale, era stato ucciso dalla polizia la notte della strage. L'inchiesta sull'organizzazione dell'attentato è stata molto criticata dalle famiglie delle vittime perché ha portato a processo solo otto uomini di cui nessuno è stato accusato di complicità in omicidio. "Dobbiamo convivere con questo vuoto e accettare i limiti imposti alla giustizia umana" aveva commentato Sylvie Topaloff, una degli avvocati delle 2.500 parti civili, all’inizio del dibattimento nel settembre scorso.
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PARIGI - Dopo tre mesi di udienze, finisce il processo sull'attentato di Nizza. Sul banco degli imputati c'erano otto persone con un grande assente: l'autore dell'attentato che ha fatto 86 vittime - tra cui 15 bambini - sulla Promenade des Anglais la sera del 14 luglio 2016. Il tunisino Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, che si era schiantato con un camion sulla folla radunata per vedere i fuochi d'artificio della festa nazionale, era stato ucciso dalla polizia la notte della strage. L'inchiesta sull'organizzazione dell'attentato è stata molto criticata dalle famiglie delle vittime perché ha portato a processo solo otto uomini di cui nessuno è stato accusato di complicità in omicidio. "Dobbiamo convivere con questo vuoto e accettare i limiti imposti alla giustizia umana" aveva commentato Sylvie Topaloff, una degli avvocati delle 2.500 parti civili, all’inizio del dibattimento nel settembre scorso.
Nonostante queste difficoltà, il verdetto è arrivato ed è stato accolto come un sollievo da molti avvocati delle parti civili. I cinque magistrati professionisti che compongono la Corte d'Assise di Parigi hanno giudicato colpevoli gli otto imputati, con pene che vanno da due a 18 anni di carcere. Sono pene più alte di quelle chieste dall'accusa ma il reato di associazione in organizzazione terrorista è stato confermato solo per due dei protagonisti del processo. Tra questi Mohamed Ghraieb, principale imputato e amico di Bouhlel, che dovrà scontare 18 anni di carcere, così come Chokri Chafroud, accusato di aver aiutato Bouhlel a procurarsi le armi e il camion. Alle altre cinque persone sono state inflitte pene da due a dodici anni.
La sentenza, per cui è possibile l'appello, è stata accolta da un lungo applauso da avvocati e famiglie delle vittime. Il presidente della Corte d'assise ha chiesto di evitare cenni di esultanza. “La giustizia non ne ha bisogno” ha spiegato il magistrato. Lo Stato Islamico aveva rivendicato la responsabilità pochi giorni dopo la furia di Nizza, ma non ha offerto alcuna prova che Bouhlel, che aveva precedenti di violenza domestica e piccola criminalità, avesse avuto contatti diretti con il gruppo terrorista. “Sono entrata in questo processo con tante domande e ne esco con più interrogativi che risposte” commenta Anne Murris, madre di una ragazza di 27 anni uccisa nell'attentato e presidente dell'associazione Mémorial des Anges. L'inchiesta non è infatti riuscita a chiarire le “tante zone d'ombra” di questo attentato, come ha riconosciuto lo stesso presidente della Corte d'assise nelle motivazioni che accompagnano la sentenza.