Usa, la svolta della fusione nucleare: “Test riuscito, è la prima volta”
dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli , dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK - I più ottimisti lo chiamano il “Santo Graal” dell’energia, e non è facile dargli torto, se realizzerà davvero le sue promesse. Parliamo della fusione nucleare, che è stata completata presso la National Ignition Facility del Lawrence Livermore National Lab, e verrà annunciata oggi dalla segretaria all’Energia americana Jennifer Granholm.
La particolarità dell’esperimento condotto in California è che per la prima volta ha prodotto più energia di quanta ne sia servita per farlo. Quindi se scienziati e ingegneri riusciranno a costruire le strutture necessarie a catturarla e metterla in rete, a cui sta lavorando anche l’Eni col Mit per raggiungere l’obiettivo intorno al 2030, l’umanità avrà una fonte pulita, rinnovabile e sicura, che potrà produrre energia in qualsiasi luogo del mondo. Oltre all’ovvio risparmio economico, gli effetti sarebbero strao…
NEW YORK - I più ottimisti lo chiamano il “Santo Graal” dell’energia, e non è facile dargli torto, se realizzerà davvero le sue promesse. Parliamo della fusione nucleare, che è stata completata presso la National Ignition Facility del Lawrence Livermore National Lab, e verrà annunciata oggi dalla segretaria all’Energia americana Jennifer Granholm.
La particolarità dell’esperimento condotto in California è che per la prima volta ha prodotto più energia di quanta ne sia servita per farlo. Quindi se scienziati e ingegneri riusciranno a costruire le strutture necessarie a catturarla e metterla in rete, a cui sta lavorando anche l’Eni col Mit per raggiungere l’obiettivo intorno al 2030, l’umanità avrà una fonte pulita, rinnovabile e sicura, che potrà produrre energia in qualsiasi luogo del mondo. Oltre all’ovvio risparmio economico, gli effetti sarebbero straordinari anche per il clima. Per non parlare poi della geopolitica, con la possibilità per l’Occidente di liberarsi dal potere di ricatto di paesi come la Russia, o dall’incertezza generata dalla costante instabilità nel Medio Oriente.
Al Livermore Lab è stata realizzata con il procedimento inerziale, usando i 192 laser giganteschi di cui dispone, adoperati in genere per simulare le esplosioni delle armi atomiche. I laser hanno “sparato” simultaneamente contro un cilindro metallico della grandezza di una gomma per cancellare, riscaldandolo fino a 5,4 milioni di gradi Fahrenheit. Così lo hanno vaporizzato, generando un’implosione di raggi X che ha riscaldato palline di deuterio e trizio, isotopi dell’idrogeno. L’implosione ha fuso l’idrogeno in elio, completando il processo.
Non è difficile capire perché tanto i privati, come Bill Gates, quanto il settore pubblico, ci stiano investendo. Il presidente Biden ha inserito questi esperimenti tra quelli finanziati dall’Inflation Reduction Act, e oggi metterà tutto il peso dell’amministrazione nell’annuncio del risultato. Perché promette energia pulita, rinnovabile ed economica, senza Putin, Maduro, Mohammed bin Salman o Khamenei. Il “Santo Graal”, appunto.